Annapolis, 3 marzo 2026 – Gary Jobson, veterano della vela e figura di spicco nella comunità nautica americana, si è messo alla prova nella frostbite series invernale dell’Annapolis Yacht Club. L’obiettivo era semplice: prendere in prestito un Sonar e sfidare i migliori in una delle regate più seguite della stagione fredda. L’inizio non è stato brillante, ma poi è arrivata la rimonta. Come spesso succede in mare, a fare la differenza è stata la capacità di capire i propri limiti e correggersi al volo.
Frostbite series: otto domeniche di vela e freddo pungente
La frostbite series dell’AYC si svolge su otto domeniche pomeriggio, da inizio novembre a fine dicembre. In ogni giornata si disputano due regate, con una pausa in mezzo per riscaldarsi – un dettaglio da non sottovalutare, visto che le temperature spesso scendono sotto zero sulle rive del Chesapeake. Nell’edizione 2025, appena conclusa, hanno partecipato 118 barche. Alcune classi hanno corso in flotte monotipo, altre sono state mescolate per avere numeri più consistenti sulla linea di partenza.
Nel caso della flotta Sonar, Jobson ha regatato insieme ai J/22. Stessa linea di partenza, stesso percorso, ma classifiche separate. Le regole – le cosiddette “Sailing Instructions” – richiedevano almeno tre persone a bordo per motivi di sicurezza. E niente spinnaker: una scelta che rende la gara più equilibrata e mette in luce la qualità della conduzione.
Un avvio lento, poi la svolta decisiva
“Ho cominciato piano,” ha raccontato Jobson a Sailing World. “Non ero abbastanza veloce nelle manovre e nelle scelte tattiche.” Un’ammissione che chi lo conosce non si aspettava: la sua carriera è piena di vittorie, ma anche di onesti bilanci sugli errori. Solo quando ha capito dove sbagliava – partenze poco aggressive, regolazioni delle vele da migliorare – il team ha cambiato ritmo.
La svolta è arrivata già alla terza domenica. “Abbiamo rivisto come comunicavamo a bordo e semplificato le procedure,” ha spiegato. Da quel momento, i risultati sono migliorati. Non solo piazzamenti più alti, ma anche una maggiore sicurezza in condizioni difficili, con vento instabile e correnti forti, tipiche di quel periodo.
Numeri e regole: sicurezza al primo posto
Il regolamento della frostbite series punta a garantire sicurezza e parità. Ogni barca deve avere almeno tre persone a bordo; lo spinnaker è vietato. “Con il freddo intenso e il rischio di cadere in acqua, queste regole sono fondamentali,” dice Mark Evans, skipper di un J/22. Le flotte miste – Sonar e J/22 insieme – aggiungono un elemento tattico: barche diverse, ma tutti nello stesso campo di regata.
Le partenze sono affollate: alcune domeniche hanno visto oltre venti barche sulla stessa linea. Il clima? “Freddo che punge, mani che si intorpidiscono in pochi minuti,” racconta Jobson. Ma la voglia di regatare non manca mai. “È una tradizione che tiene viva la comunità anche d’inverno,” aggiunge Susan Miller, commodoro dell’AYC.
Una stagione da imparare
Dopo otto domeniche, Jobson si è piazzato tra i migliori della sua flotta. Un risultato tutt’altro che scontato, dopo un inizio incerto. “Solo quando abbiamo smesso di inseguire la perfezione e ci siamo concentrati sulle cose essenziali, sono arrivati i risultati,” confida il velista. Una lezione che vale anche fuori dall’acqua.
La frostbite series dell’Annapolis Yacht Club resta così un appuntamento fondamentale per chi ama la vela anche nei mesi più freddi. Numeri in crescita, regole chiare e uno spirito competitivo che non si spegne mai – nemmeno quando il termometro scende sotto zero.