Dal dolore ai tumori: come il mare sta rivoluzionando la ricerca farmacologica

Roma, 2 marzo 2026 – Il mare si conferma laboratorio di futuro. A raccontarlo è un recente approfondimento pubblicato su The Lancet, che mette in luce come gli abissi stiano aprendo nuove strade per scoprire farmaci innovativi contro dolore, tumori e altre malattie. In un momento in cui la ricerca cerca cure sempre più precise, gli organismi marini – dalle meduse alle lepri di mare, passando per alghe e tunicati – si stanno rivelando una miniera preziosa, ancora in gran parte inesplorata.

Farmaci dal mare: una frontiera che cresce

Secondo Lorenzo Di Cesare Mannelli, docente di Farmacologia all’Università di Firenze, la cosiddetta farmacologia marina studia proprio le proprietà curative degli abitanti degli oceani. “È una scienza giovane, ma piena di sorprese”, racconta Mannelli, che sottolinea come il mare offra un ventaglio di composti chimici molto diversi da quelli che si trovano sulla terraferma. Eppure, la conoscenza di queste sostanze è ancora limitata: “Gli ambienti marini sono molto diversi tra loro – dalle barriere coralline agli abissi profondi – e questo ha spinto gli organismi a sviluppare molecole con funzioni molto diverse, dalla difesa alla crescita”.

Diciassette farmaci già sul mercato

Al momento, sono diciassette i farmaci di origine marina presenti sul mercato globale. Si tratta di molecole efficaci contro tumori, virus, problemi al sistema lipidico e dolore cronico. Altri 33 composti sono in fase di sperimentazione clinica, mentre decine di nuovi sono ancora in fase preclinica. “L’interesse cresce soprattutto per le potenzialità antimicrobiche e antidiabetiche di queste sostanze”, spiega Lara Testai, professoressa di Farmacologia all’Università di Pisa e direttrice del Centro Interdipartimentale di Farmacologia Marina. Il centro, nato nel 2018, è oggi il primo polo italiano dedicato a questa disciplina e riunisce esperti da diversi campi: dalla biologia marina alla farmacologia applicata.

Dalla lepre di mare ai tumori: storie di successo

L’oncologia è il campo che sta traendo i maggiori benefici dalle scoperte legate al mare. Tra i principi attivi più recenti c’è l’ARX788, derivato dalla lepre di mare (Dolabella auricularia), ora in fase di studio per il carcinoma mammario avanzato. Poi c’è il tisotumab vedotin, ottenuto dal cianobatterio marino Caldora penicillata, usato per il carcinoma cervicale recidivante o metastatico. Non mancano esempi come l’enfortumab vedotin, impiegato contro il tumore uroteliale metastatico, e la lurbinectedin, ricavata da un tunicato (Ecteinascidia turbinata) e approvata per il carcinoma polmonare a piccole cellule metastatico.

Non solo tumori: omega 3 e antibiotici dal mare

Ma il mare non offre solo soluzioni per il cancro. Gli omega 3, acidi grassi estratti da pesci e alcune alghe, sono noti per i loro benefici sul cuore e i vasi sanguigni. “E non dimentichiamo le cefalosporine”, ricorda Testai, riferendosi agli antibiotici scoperti nel 1945 dal professor Giovanni Brotzu nelle acque di Su Siccu, a Cagliari. Un esempio storico che dimostra come il legame tra medicina e ambiente marino abbia radici profonde.

Sostenibilità e sfide da affrontare

Raccogliere organismi marini per scopi farmaceutici non è semplice. Le difficoltà sono tante: servono spedizioni in zone remote o in profondità, e ci sono rischi per gli ecosistemi. Ma oggi nuove tecniche permettono di coltivare molte specie in modo controllato e di recuperare biomasse che altrimenti andrebbero sprecate, come alghe spiaggiate o meduse. “Il vero valore del nostro centro è seguire tutto il percorso: dalla coltivazione, alla valutazione farmacologica, fino alla preparazione dei farmaci”, spiega Testai.

Il mare, risorsa strategica per la medicina

Così, il mare non è più solo un ambiente da proteggere, ma una risorsa fondamentale per la medicina che verrà. Una visione che ricorda le parole della scrittrice Karen Blixen: “La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime o il mare”. E mentre la ricerca avanza tra laboratori e fondali, cresce la consapevolezza che proprio lì, tra onde e correnti, potrebbero nascondersi le risposte ai grandi problemi della salute umana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser