Con l’avvicinarsi della stagione 2025, i team della classe IMOCA si stanno preparando a intraprendere un percorso innovativo nel mondo della vela offshore. Le recenti modifiche alle normative di classe hanno introdotto cambiamenti significativi nel sistema di propulsione, costringendo i team a rivedere le loro strategie e tecnologie. La classe IMOCA ha stabilito che le imbarcazioni di 60 piedi devono essere dotate di un motore per situazioni critiche, come l’ormeggio, il disormeggio o il recupero di un uomo overboard. Inoltre, il motore gioca un ruolo cruciale nella ricarica dei sistemi energetici della barca quando le fonti rinnovabili, come l’energia solare e idroelettrica, non sono sufficienti.
Nuove normative e opzioni di propulsione
Per il 2025, la classe IMOCA ha aumentato il requisito di potenza del motore da 35CV a 45CV, spingendo i team a esplorare diverse opzioni per le loro imbarcazioni. Le possibilità sono tre:
- Installare un nuovo motore diesel da 45CV, più pesante.
- Mantenere il motore diesel esistente e aggiungere 50 chilogrammi di peso compensativo.
- Optare per una soluzione ibrida, con la libertà di scegliere l’assetto desiderato senza restrizioni di peso, a condizione che soddisfi le prestazioni di un motore diesel da 45CV.
Indipendentemente dal sistema di propulsione scelto, ogni barca deve superare un test di trazione e deve essere in grado di navigare per cinque ore a cinque nodi. Questa normativa ha spinto i team a riflettere su come competere nel giro del mondo su yacht ad alta tecnologia, senza fare affidamento sui combustibili fossili, migliorando al contempo le prestazioni.
L’approccio di Boris Herrmann
Boris Herrmann, skipper della IMOCA Malizia – Seaexplorer, ha dichiarato: “Ci siamo chiesti: come possiamo gareggiare attorno al mondo su uno yacht di alta tecnologia senza l’uso di combustibili fossili, migliorando le prestazioni e rispettando le nuove norme della classe IMOCA?” La risposta è stata l’adozione di un sistema di propulsione ibrido-elettrico. “Questo sistema è la nostra risposta. È più leggero, più pulito e ci consente di massimizzare le nostre fonti di energia rinnovabile.”
Il sistema personalizzato si basa sul motore elettrico inboard Molabo ARIES i50. Operando a soli 48 volt, il sistema è intrinsecamente sicuro, eliminando i rischi e la complessità dei sistemi marini ad alta tensione. Questo approccio innovativo si integra perfettamente con i pannelli solari e i generatori idroelettrici Watt and Sea, oltre a una nuova batteria ad alta capacità fornita da Solid State Marine e a un generatore Fischer Panda certificato per funzionare con olio vegetale idrogenato (HVO).
Sostenibilità e ottimizzazione delle risorse
Jesse Naimark-Rowse, membro del team, ha aggiunto: “Oltre a cercare una soluzione più sostenibile per la propulsione, abbiamo esaminato come una soluzione ibrida potesse funzionare con le nostre fonti di energia rinnovabile a bordo.” Questo ha portato i team a concentrarsi sulla conservazione dell’energia e sull’ottimizzazione delle risorse disponibili.
Il nuovo sistema ibrido, pur essendo più leggero di un motore diesel standard, ha una batteria di dimensioni significativamente maggiori. Questo significa che può immagazzinare una quantità di energia rinnovabile generata da fonti solari e idroelettriche molto più ampia. “Quando carichiamo con il sole durante il giorno, possiamo immagazzinare energia sufficiente per attraversare l’intera notte senza utilizzare affatto il generatore,” ha spiegato Naimark-Rowse.
Inoltre, lasciare il molo può ora essere effettuato interamente con potenza elettrica, senza bruciare combustibili fossili o olio vegetale. Questo segna un cambiamento radicale nella filosofia delle gare di vela offshore, dove l’innovazione tecnologica si fonde con un impegno crescente verso la sostenibilità ambientale.
La transizione verso una propulsione ibrida-elettrica non è solo una risposta alle nuove normative, ma rappresenta anche un passo importante verso un futuro più sostenibile per il mondo della vela. Mentre i team si preparano per la stagione, l’adozione di queste tecnologie potrebbe segnare l’inizio di una nuova era in cui competizione e sostenibilità possono coesistere, aprendo la strada a yacht da regata sempre più eco-compatibili.