Milano, 28 febbraio 2026 – Questa mattina, un messaggio di errore, “403 – Forbidden”, ha bloccato l’accesso a molti siti web italiani, dai portali di informazione ai servizi pubblici. L’anomalia è stata segnalata verso le 8.30 da utenti di Milano, Roma e Napoli, scatenando preoccupazione e dubbi sulla sicurezza delle nostre reti digitali.
“403 – Forbidden”: cosa vuol dire e perché è spuntato oggi
Il codice “403 – Forbidden” significa che il server ha negato l’ingresso a una pagina web. Chi prova ad accedere si trova davanti a una schermata che blocca tutto, spesso con messaggi come “Access to this page is forbidden” o simboli strani – alcuni utenti hanno parlato di “circle_dots” o “clouds_shape”. Secondo i primi esperti di sicurezza, il problema potrebbe derivare da un aggiornamento fatto male sui permessi di accesso o da misure di protezione scattate per tentativi strani di entrare.
“Per ora non sembra un attacco hacker su larga scala”, ha spiegato Giovanni Rizzi, analista del Centro Nazionale per la Cybersecurity. “Più probabile che ci sia stato un errore nella configurazione dei server o nei sistemi di login”. Però, visto che le segnalazioni sono arrivate tutte insieme da diverse città, le autorità hanno deciso di tenere d’occhio la situazione.
I disagi e le reazioni degli utenti
Tra i siti bloccati ci sono portali istituzionali e testate giornalistiche. Qualcuno ha avuto problemi ad accedere ai servizi online del Comune di Milano o a prenotare il vaccino anti-influenzale. “Volevo scaricare un certificato anagrafico e mi è apparsa quella schermata grigia con scritto ‘forbidden’”, racconta Elena B., impiegata nella zona di Porta Romana.
Sui social, l’hashtag #403Forbidden è diventato presto uno dei più usati della mattinata. In molti hanno pubblicato screenshot degli errori, chiedendo spiegazioni ai gestori dei siti. C’è chi ha ipotizzato un attacco hacker, chi invece ha preso la cosa con ironia, sottolineando la fragilità dei sistemi digitali italiani. “Nemmeno per pagare una multa si riesce a entrare”, ha scritto un utente su X (ex Twitter) poco dopo le 9.
Le risposte e i controlli in corso
Le aziende che gestiscono i siti colpiti hanno subito fatto sapere che stanno lavorando per sistemare tutto in fretta. “Stiamo cercando di ripristinare i servizi il prima possibile”, si legge nel comunicato di InfoCity S.p.A., che cura diversi portali pubblici in Lombardia. Anche un noto quotidiano online ha confermato i problemi tecnici legati a un aggiornamento fatto durante la notte. “I nostri tecnici sono al lavoro”, hanno detto.
Dal Ministero dell’Innovazione Digitale assicurano che finora non ci sono state violazioni di dati personali o intrusioni nei sistemi centrali. Ma le verifiche continuano, per escludere ogni rischio. “La sicurezza dei dati resta la nostra priorità”, ha detto una portavoce, ricordando che episodi simili sono già capitati in passato, spesso per errori umani o guasti temporanei.
Quando il “403 – Forbidden” fa danni: cosa ci insegna la storia
Non è la prima volta che un errore come questo crea problemi su larga scala. Nel novembre 2024, un blocco simile aveva colpito il sito dell’Agenzia delle Entrate proprio durante la stagione delle dichiarazioni fiscali. Allora, la causa era un aggiornamento software che non andava d’accordo con alcuni browser.
Gli esperti invitano a prendere sul serio questi segnali. “Ogni blocco improvviso è un campanello d’allarme”, spiega Luca Ferri, docente di Sistemi Informativi all’Università Bicocca. “Serve investire nella formazione di chi lavora su queste infrastrutture e non smettere mai di fare manutenzione”.
Intanto, la situazione sembra migliorare: intorno alle 11 molti portali erano di nuovo raggiungibili, anche se qualche rallentamento resiste in alcune zone. Gli utenti sono invitati a riprovare nelle prossime ore e a segnalare eventuali problemi ai gestori.
Resta però aperto il tema della fiducia nei sistemi digitali pubblici e privati. Tra errori tecnici e timori per la privacy, cittadini e istituzioni continuano a chiedersi come migliorare davvero.