Il mare cresce più veloce che mai: allerta dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi

Roma, 29 ottobre 2025 – Un gruppo di ricercatori dell’Università Rutgers, guidato da Yucheng Lin, ha pubblicato su Nature uno studio che lancia un campanello d’allarme: il livello del mare sta salendo più velocemente che in qualsiasi altro momento degli ultimi quattromila anni. In particolare, lungo le coste della Cina, il fenomeno è sotto stretta osservazione. La comunità scientifica guarda con preoccupazione a quello che potrebbe significare per milioni di persone e per le infrastrutture.

Un salto senza precedenti dal 1900

I dati raccolti mostrano che il livello globale del mare è cresciuto in media di 1,5 millimetri all’anno dal 1900. Un ritmo che, spiegano gli autori, non ha paragoni negli ultimi quattro millenni. “Dal 1900 il livello del mare sta salendo più in fretta che mai negli ultimi 4000 anni”, ha detto Lin, che oggi lavora anche in Australia, alla Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization di Hobart.

Gli scienziati sono arrivati a queste conclusioni analizzando migliaia di reperti geologici: barriere coralline e mangrovie, che fungono da veri archivi naturali, conservano tracce preziose dei livelli marini passati. Grazie a questi dati, sono riusciti a ricostruire l’andamento del livello del mare risalendo fino a 12mila anni fa, quando iniziò l’Olocene, l’era successiva all’ultima glaciazione.

Le città cinesi nel mirino

Lo studio evidenzia come le città costiere della Cina siano tra le più a rischio. Zone densamente abitate come Shanghai e Guangzhou potrebbero vedere aumentare problemi legati a inondazioni ed erosione. “Le nostre analisi mostrano che molte delle città più esposte sono proprio lungo le coste cinesi”, ha spiegato Lin durante una conferenza stampa online, tenutasi alle 10:30 ora italiana.

Le autorità locali monitorano la situazione da tempo, ma la velocità con cui il livello del mare sta salendo, confermata ora da questa ricerca, costringe a rivedere le strategie di difesa. Secondo l’Agenzia meteorologica cinese, negli ultimi vent’anni il livello del mare nelle principali città costiere è cresciuto più rapidamente della media globale.

Come sono stati raccolti i dati

Per arrivare a questi risultati, il team ha esaminato campioni da diverse parti del mondo. Le barriere coralline, per esempio, registrano nelle loro stratificazioni le variazioni del livello del mare. Le mangrovie, invece, raccontano le oscillazioni più recenti. “Abbiamo combinato dati geologici con modelli climatici per ottenere una ricostruzione il più precisa possibile”, ha detto Lin.

La pubblicazione su Nature, una delle riviste scientifiche più rispettate, dà ulteriore peso allo studio. Gli autori sottolineano che il lavoro si basa su fonti verificate e confronti con studi simili condotti in Nord America, Europa e Oceania.

Cosa ci aspetta

L’innalzamento del livello del mare è una delle sfide più grandi legate al cambiamento climatico. Lin avverte: “Gli effetti si faranno sentire non solo in Asia, ma anche in tante altre aree costiere nel mondo”. Il rischio riguarda la sicurezza alimentare, l’acqua potabile e la tenuta delle infrastrutture urbane.

Soluzioni facili, però, non ce ne sono. Gli scienziati chiedono ai governi di puntare su prevenzione e adattamento. “Solo lavorando insieme si possono contenere i danni”, ha ribadito Lin. In Cina, alcune amministrazioni stanno già testando barriere mobili e sistemi di drenaggio avanzati, ma la sfida rimane aperta.

Anche in Italia, gli esperti seguono con attenzione. Un ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma ha commentato: “Lo studio conferma una tendenza che vediamo nel Mediterraneo, anche se con ritmi meno veloci. Dobbiamo prepararci a nuove situazioni”.

Il quadro è chiaro: l’innalzamento del livello del mare non è più una previsione lontana. È un fenomeno reale, documentato da migliaia di reperti e ora da uno studio che sta facendo discutere la comunità scientifica internazionale.

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