Auckland, 1 novembre 2025 – La battaglia legale tra l’International Laser Class Association (ILCA) e Performance Sailcraft Australia (PSA) ha vissuto un nuovo capitolo nelle ultime ore. L’Alta Corte della Nuova Zelanda ha fermato momentaneamente la decisione di escludere PSA dalla lista dei costruttori autorizzati della celebre classe velica. Una vicenda che va avanti da fine agosto, che riguarda da vicino la produzione delle barche usate nelle regate internazionali e che potrebbe avere conseguenze su atleti e circoli di tutto il mondo.
La Corte blocca l’esclusione: PSA torna tra i costruttori autorizzati
Il 30 ottobre, come si legge nel comunicato di ILCA, la Corte ha concesso una misura cautelare a favore di Performance Sailcraft Australia. In pratica, l’associazione internazionale deve mettere in pausa la revoca del contratto con PSA fino a quando non ci sarà una decisione definitiva. “PSA resta un costruttore approvato secondo le regole della classe ILCA”, recita il comunicato ufficiale, che invita a ignorare l’annuncio del 28 agosto che aveva sancito la fine della collaborazione.
Tutto è cominciato il 27 agosto 2025, quando ILCA ha annunciato la rescissione dell’accordo firmato con PSA nell’aprile 2024. Una decisione che ha sorpreso molti nel settore e che ha spinto l’azienda australiana a rivolgersi subito ai tribunali neozelandesi, chiedendo un intervento urgente. La Corte ha accolto la richiesta, almeno per ora.
Cosa c’è dietro la disputa e le reazioni degli interessati
Al centro del contendere ci sono le modalità di produzione e distribuzione delle barche Laser, una delle classi più diffuse nelle competizioni internazionali. ILCA ha ribadito la volontà di “difendere i valori che definiscono la nostra classe” e di garantire “regate eque e competitive per tutti i velisti”, come si legge nella nota diffusa dopo la sentenza.
Da parte sua, Performance Sailcraft Australia non ha rilasciato commenti ufficiali, ma fonti vicine all’azienda parlano di una decisione della Corte accolta con favore, vista come un primo passo per tornare pienamente operativi.
La questione non è solo tecnica o commerciale. Tocca anche la fiducia degli atleti e dei circoli nella correttezza delle gare. “Serve chiarezza, soprattutto in vista delle prossime regate internazionali”, ha detto un dirigente di un club europeo, che preferisce restare anonimo. La presenza di più costruttori autorizzati è infatti fondamentale per assicurare che tutte le barche siano uguali, uno dei principi base della classe Laser.
Cosa cambia per la vela e cosa ci aspetta
La sentenza dell’Alta Corte non chiude la partita: è solo una sospensione temporanea in attesa che il processo vada avanti. Nel frattempo, PSA può continuare a produrre e vendere barche Laser con il marchio ufficiale ILCA, mentre l’associazione internazionale deve evitare qualsiasi azione che possa danneggiare l’azienda australiana. Una situazione di stallo che potrebbe durare mesi.
Secondo alcuni esperti del settore, questa vicenda potrebbe influenzare anche il mercato globale delle barche da regata. “Il rischio è di creare incertezza tra chi compra e chi organizza le gare”, ha confidato un importatore italiano. Ma per ora le regole restano le stesse: chi compra una barca prodotta da PSA potrà continuare a partecipare alle regate ufficiali.
ILCA ha promesso aggiornamenti non appena arriveranno novità. Nel frattempo, il mondo della vela resta in attesa. Solo la sentenza finale potrà dire se la frattura tra le due parti si risanerà o se si aprirà una nuova fase per la classe Laser.