New York, 9 febbraio 2026 – Il Cruising Club of America ha svelato i vincitori dei premi 2025, tra cui la prestigiosa Blue Water Medal e il Rod Stephens Seamanship Trophy. Ogni anno questi riconoscimenti celebrano le imprese più importanti nel mondo della vela d’altura. La cerimonia, molto attesa dagli appassionati di tutto il mondo, ha messo sotto i riflettori velisti di ogni età e nazionalità, tutti uniti dalla passione per la navigazione autentica.
Pete Hill e la Blue Water Medal: un premio alla semplicità coraggiosa
A ricevere la Blue Water Medal, uno dei premi più ambiti per chi affronta il mare con spirito e abilità, è stato quest’anno Pete Hill, 75 anni, navigatore britannico che punta su un modo di andare a vela essenziale. La notizia gli è arrivata mentre era in crociera a bordo del suo catamarano di 38 piedi, “China Moon”, nelle acque della Nuova Caledonia. “Non so cosa dire, è un onore enorme”, ha raccontato Hill via radio agli organizzatori.
Il Cruising Club of America ha premiato Hill per “più di cinquant’anni di traversate oceaniche senza fronzoli”. Le sue barche, spesso costruite da lui stesso, sono semplici e robuste: una scelta chiara che mette al primo posto la manualità e la vera conoscenza del mare, più che la tecnologia. Questa filosofia ha ispirato tanti amanti della vela minimalista.
Negli anni Settanta, Hill e la prima moglie Annie – anche lei premiata con la Blue Water Medal nel 2009 – hanno navigato il circuito nordatlantico su un catamarano di 27 piedi. Poi hanno costruito una dory di 34 piedi per esplorare le alte latitudini e i tropici dell’Atlantico. Per quasi vent’anni Hill ha navigato su “Badger”, una barca a vela con armo junk, scoprendo i vantaggi di questa soluzione particolare.
Nel 2002 ha progettato e costruito “China Moon”, un catamarano di 34 piedi con due alberi junk, uno per scafo. Dopo averla condotta da solo da Baltimora al Brasile e poi fino in Tasmania – 10.000 miglia in 73 giorni – ha continuato a navigare su diverse imbarcazioni, partecipando anche alla Jester Challenge del 2006 con “Shanti”, una Kingfisher 22. In quella regata, dopo 44 giorni in mare e una fitta nebbia all’arrivo a Newport, solo due barche sono riuscite a tagliare il traguardo: una era la sua.
Oggi Hill è tornato a bordo della sua amata “China Moon”, che ha riacquistato nel 2025 dopo un lungo restauro. Insieme alla terza moglie, Linda Crew-Gee, sta esplorando il Pacifico sudoccidentale.
Rod Stephens Seamanship Trophy: un salvataggio in mezzo alla tempesta
Un altro momento saliente della serata è stato il premio Rod Stephens Seamanship Trophy a Philip “Greg” Velez, skipper di “Amante 2”, per il salvataggio di Pete Pryce durante la Bayview Mackinac Race di luglio 2025. In mezzo a una burrasca con raffiche fino a 40 nodi sul Lago Huron, Michigan, Pryce, 72 anni, era finito in acqua senza giubbotto salvagente, sbalzato fuori bordo dalla sua barca “Trident”.
La chiamata d’emergenza è arrivata via radio. Velez ha raccontato: “Abbiamo seguito la rotta di Trident fino al punto in cui Pete è caduto. Dopo quasi un’ora di ricerche lo abbiamo visto aggrappato a una boa Dan”. Il recupero è andato a buon fine al primo tentativo, con un Lifesling. Una volta a bordo, asciutto e coperto con abiti asciutti e un salvagente gonfiabile, Pryce ha voluto che la squadra continuasse la regata: “Dovete finire la corsa”, ha detto. “Amante 2” si è poi piazzata terza nella sua categoria.
Il premio Rod Stephens viene consegnato a chi si distingue per atti che migliorano la sicurezza in mare.
Giovani, famiglie e cultura del mare: gli altri premi
Tra i riconoscimenti assegnati dal Cruising Club of America c’è anche la brasiliana Tamara Klink, 28 anni, premiata con lo Young Voyager Award per le sue traversate in solitaria iniziate a 22 anni. Nel 2023-24 ha svernato da sola tra i ghiacci della Groenlandia, prima donna a riuscirci.
Il Diana Russell Award è andato a Peter Willauer, fondatore della Hurricane Island Outward Bound School e navigatore esperto. La famiglia Barnes – Christopher, Molly e i figli Porter e Rabbit – ha ricevuto il Far Horizons Award per aver compiuto un giro di 36.000 miglia attorno al Sud America in tre anni.
Infine, il Richard S. Nye Trophy è stato assegnato a Doug e Dale Bruce per il loro impegno nella diffusione della cultura nautica: hanno riscritto la guida CCA al cruising in Terranova e curato per sette anni la rivista annuale del club.
Premi diversi, storie diverse, ma tutte legate dalla stessa passione: il mare aperto e l’avventura senza scorciatoie.