Riccione, 25 gennaio 2026 – Una mattinata all’insegna del riconoscimento e della collaborazione quella di ieri al municipio di Riccione. Qui, la sezione locale dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI) ha consegnato la tessera onoraria all’assessore al Demanio Christian Andruccioli e alla sindaca Daniela Angelini. L’appuntamento, poco dopo le 10.30 nella sala consiliare, ha visto la presenza del presidente ANMI Riccione, Paolo Pasquinelli, del vicepresidente Andrea Achilli e del consigliere Maurizio Urbinati, storico armatore e voce della marineria cittadina. Un momento semplice, ma carico di significato per una comunità che da sempre si riconosce nei valori del mare.
Il mare, cuore pulsante di Riccione
La consegna della tessera associativa non è stata un semplice atto simbolico. «Abbiamo voluto mostrare la nostra stima a chi guida la città – ha spiegato Pasquinelli – e ribadire quanto sia importante mantenere viva la cultura marinara». Un segno di vicinanza che arriva in un momento particolare per Riccione, impegnata nella candidatura a “RIC26: un tuffo nel sogno. Riccione Capitale italiana del mare”, progetto che vuole rilanciare la città come punto di riferimento nazionale per tutto ciò che riguarda il mare.
Sindaca e assessore hanno accolto con piacere questo riconoscimento. «Il mare è la nostra identità più profonda e il punto da cui ripartire per costruire il futuro di Riccione», ha detto Angelini, sottolineando la volontà del Comune di rafforzare il dialogo con tutte le realtà che lavorano per proteggere e valorizzare l’ambiente marino. Andruccioli ha aggiunto: «Siamo al fianco delle associazioni che ogni giorno si impegnano a trasmettere alle nuove generazioni il rispetto per il mare e le sue tradizioni».
Un legame che affonda nelle radici della città
L’ANMI a Riccione ha una storia lunga e radicata. La sezione locale, nata nel secondo dopoguerra, è sempre stata un punto di riferimento per ex marinai, pescatori e per chiunque abbia a cuore il mondo del mare. «Non è solo memoria – ha ricordato Achilli – ma un patrimonio vivo, fatto di storie, mestieri e valori che ancora oggi influenzano la vita della comunità».
Durante l’incontro, Urbinati ha condiviso qualche aneddoto sulla vita dei marinai riccionesi negli anni Sessanta. «Il porto era diverso allora – ha raccontato – c’erano meno barche, ma più solidarietà tra chi usciva in mare ogni notte». Un passato che, secondo l’ANMI, deve continuare a dialogare con il presente.
Educare al mare, un impegno condiviso
La collaborazione tra Comune e ANMI non si ferma qui. Negli ultimi mesi sono partiti progetti nelle scuole primarie per avvicinare i più piccoli alla cultura del mare. «Abbiamo portato i bambini al porto – ha spiegato Pasquinelli – mostrando loro come si lavora sulle barche e raccontando le storie dei nostri anziani».
Dal canto suo, l’amministrazione comunale ha confermato l’impegno a sostenere iniziative che facciano conoscere l’ambiente marino e le professioni legate al mare. «Solo così – ha detto Andruccioli – possiamo far sì che Riccione resti una città dove il mare non è solo turismo, ma anche identità e lavoro».
Un confronto aperto per costruire il domani
L’incontro in municipio si è chiuso con la promessa di mantenere un dialogo costante. La sindaca Angelini ha invitato l’ANMI a partecipare ai prossimi tavoli di lavoro sul progetto “RIC26”, sottolineando come «la voce di chi conosce il mare sia fondamentale per costruire insieme una visione chiara della città».
La mattinata si è conclusa con una stretta di mano tra amministratori e marinai. Un gesto semplice, quasi rituale, che però – come hanno ricordato i presenti – racchiude il senso profondo di una comunità che nel mare si riconosce ogni giorno.