Mare d’inverno: volontari in azione per salvaguardare le spiagge del Lazio da rifiuti e microplastiche

Roma, 25 gennaio 2026 – Stamattina, sulle spiagge più frequentate del Lazio, volontari, cittadini e istituzioni si sono messi in moto per la XXXV edizione di “Mare d’Inverno”, l’iniziativa di tutela ambientale lanciata dall’associazione Fare Verde. Ogni gennaio, centinaia di persone si ritrovano per una doppia missione: ripulire le coste e tenere sotto controllo i rifiuti, con un occhio sempre più attento alle microplastiche.

Spiagge del Lazio in prima linea

Fin dalle prime luci del giorno, gruppi di volontari si sono radunati a Tarquinia, Civitavecchia, Fiumicino, Terracina e Fondi. Armati di sacchi, guanti e tabelle per annotare i rifiuti, hanno cominciato a raccogliere di tutto: bottiglie di plastica, mozziconi di sigaretta, pezzi di reti da pesca. “Non è solo questione di pulire”, ha spiegato Cinzia Negri, presidente di Fare Verde, “ma di capire cosa arriva sulle nostre spiagge e perché”.

L’iniziativa, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e sostenuta dalla Regione Lazio, si distingue per il suo metodo rigoroso. Ogni rifiuto viene classificato – plastica, vetro, metallo – e i dati raccolti sono inviati alle autorità competenti. Un lavoro certosino che nel tempo ha disegnato una mappa precisa dell’inquinamento lungo la costa.

Microplastiche, un nemico invisibile

Quest’anno l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle microplastiche, quei frammenti minuscoli, spesso invisibili, che minacciano gli ecosistemi marini e la salute di tutti noi. “Le microplastiche finiscono nella catena alimentare”, ha ricordato Negri durante un breve incontro con i volontari a Fiumicino. “Non è un problema solo per chi vive vicino al mare, riguarda tutti”.

I dati raccolti negli anni mostrano che oltre il 70% dei rifiuti sulle spiagge laziali è plastica. Un campanello d’allarme che chiede interventi concreti e una maggiore consapevolezza tra la gente.

Educazione e responsabilità di tutti

“Mare d’Inverno” non è solo raccolta e monitoraggio. Grande spazio è dato anche all’educazione ambientale. Durante la giornata, si sono svolti incontri brevi e semplici per adulti e bambini. “Cambiare abitudini è l’unico modo per proteggere davvero il mare”, ha detto una volontaria di lunga data, mentre insegnava ai più piccoli a riconoscere i diversi tipi di rifiuti.

L’iniziativa si inserisce nel progetto “Verso Rifiuti Zero” di Fare Verde, che punta a spingere verso la riduzione, il riciclo e il riuso dei materiali. Un messaggio che passa anche attraverso piccoli gesti quotidiani: evitare prodotti usa e getta, differenziare bene, partecipare attivamente alle iniziative del territorio.

Dati sul tavolo, proposte per le istituzioni

Nei prossimi giorni i dati sul tipo e la quantità di rifiuti raccolti saranno inviati al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Lazio e ai comuni coinvolti. Insieme ai numeri, Fare Verde presenterà alcune idee per ridurre l’impatto dei rifiuti sulle coste: campagne informative mirate, nuovi contenitori per la raccolta differenziata vicino agli stabilimenti balneari, controlli più frequenti nelle zone più critiche.

“Vogliamo portare soluzioni concrete all’attenzione delle istituzioni”, ha ribadito Negri davanti ai volontari riuniti a Terracina poco dopo mezzogiorno. “Solo così si può davvero cambiare rotta”.

Una sfida che cresce ogni anno

Nata nel 1991 da un’idea di Paolo Colli, “Mare d’Inverno” è diventata un punto fisso del volontariato ambientale in Italia. Da poche spiagge romane si è estesa a molte coste del Paese, coinvolgendo centinaia di gruppi locali e migliaia di cittadini.

La giornata si è chiusa con la foto di gruppo davanti al mare: sacchi pieni di rifiuti ordinati sulla sabbia e la promessa di tornare anche l’anno prossimo. Perché la difesa del mare, come hanno ricordato i volontari tra una battuta e l’altra, non può essere un gesto sporadico. Serve impegno costante, cura quotidiana e una responsabilità che coinvolga tutti, cittadini e istituzioni.

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