Genova, 2 dicembre 2025 – Lunedì 2 dicembre, Genova ha fatto da sfondo alla prima edizione del Sailing Super Yacht Forum, un incontro che ha radunato esperti, armatori e comandanti per parlare del futuro della nautica a vela. L’evento, ospitato nel centro congressi del Porto Antico, ha acceso i riflettori su temi come innovazione, sicurezza e sostenibilità, in un settore che guarda con attenzione alle sfide della transizione ecologica.
Innovazione e formazione: le sfide per la nautica italiana
A inaugurare il forum è stato Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, che ha messo in evidenza due priorità: rafforzare la bandiera italiana nel mondo e potenziare la formazione professionale. “Stiamo lavorando per semplificare le procedure amministrative e migliorare i regolamenti sulla sicurezza, così da aiutare cantieri e attività di refit,” ha spiegato Formenti a una platea di oltre 200 addetti ai lavori. “In parallelo, stiamo creando percorsi formativi per avvicinare i giovani al mondo della nautica, valorizzando il talento e le competenze italiane.” Un passaggio importante, che sottolinea quanto serva personale qualificato in un settore dove si intrecciano alta tecnologia, progettazione e gestione degli super yacht.
Una crescita trainata dalla domanda estera
A fare il punto sulla situazione è stato Stefano Pagani, direttore dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica. “Il settore della nautica a vela sta vivendo un periodo di crescita costante,” ha detto Pagani. “A spingere sono soprattutto i mercati esteri, che chiedono imbarcazioni performanti e sempre più sostenibili.” Ha sottolineato come la domanda si concentri su yacht di nuova generazione, con materiali innovativi e motori ibridi. Nei vari panel del forum si è parlato di tecnologie avanzate, sicurezza in navigazione e strategie per ridurre le emissioni, con il contributo di tecnici e rappresentanti delle aziende più importanti.
Porti e logistica: infrastrutture da migliorare
Non solo design e tecnologia. Il forum ha messo sotto la lente anche il tema della portualità e della logistica, elementi fondamentali per la competitività della bandiera italiana. È emerso con chiarezza che la qualità delle infrastrutture è decisiva: servono porti attrezzati per il refit e la manutenzione, bacini efficienti, servizi dedicati agli super yacht e sistemi digitali per gestire il traffico. “Solo con porti moderni e servizi integrati possiamo attirare armatori internazionali,” ha commentato un comandante presente, sottolineando come la digitalizzazione sia ormai una richiesta imprescindibile del mercato.
Sostenibilità e blue economy: la sfida che unisce tutti
La parola sostenibilità ha attraversato trasversalmente tutto il forum. Lo sviluppo della vela sostenibile è legato alla blue economy e alla transizione ecologica del settore marittimo. Tecnologie a basse emissioni, materiali riciclabili come le fibre composite e sistemi di propulsione ibrida non solo riducono l’impatto ambientale, ma aprono anche nuove strade per integrare cantieri, porti e servizi logistici. “La sostenibilità non è più un’opzione,” ha detto un rappresentante di un cantiere ligure, “ma una condizione indispensabile per restare sul mercato.”
L’Italia punta in alto nel mercato globale
A chiudere il forum, la consapevolezza che la nautica a vela italiana vuole consolidare il suo ruolo a livello internazionale. L’obiettivo passa dal rafforzamento del design, dalla qualità delle lavorazioni, dalla sostenibilità e dalla professionalità degli operatori. E soprattutto dalla capacità di unire cantieri, porti, enti regolatori e formazione specialistica. Solo così, si è detto, il settore potrà sfruttare appieno le opportunità di questa nuova stagione della vela.
Il prossimo appuntamento è già fissato: la seconda edizione del forum tornerà nel 2026. Segno che Genova vuole restare il punto di riferimento per l’innovazione nautica nel Mediterraneo.