Sanremo, 24 febbraio 2026 – Quando il mare si fa minaccioso e la linea tra sicurezza e pericolo si assottiglia, sono loro – uomini e donne della Guardia Costiera – a intervenire. Oggi, al largo di Sanremo, un’esercitazione ha mostrato da vicino il lavoro di chi ogni giorno affronta onde e vento per garantire la sicurezza in mare. L’appuntamento, partito alle 10.30 davanti al porto vecchio, ha visto impegnati equipaggi esperti in una simulazione di soccorso: una barca in difficoltà, un allarme via radio, la corsa contro il tempo.
Guardia Costiera, tra onde e vento la prova del fuoco
La scena, osservata da decine di curiosi sulla banchina, si è svolta a poche centinaia di metri dalla costa. Un gommone con tre “naufraghi” a bordo, giubbotti arancioni ben visibili, ha iniziato a imbarcare acqua. In meno di sei minuti, cronometro alla mano, la motovedetta CP 864 è arrivata sul posto. “Abbiamo ricreato una situazione vera: meteo in peggioramento, comunicazioni difficili”, ha spiegato il comandante Giovanni Rinaldi, responsabile della Capitaneria di Porto di Sanremo. “Il nostro obiettivo è essere pronti a tutto, anche all’imprevisto”.
I soccorritori, con tute impermeabili e caschi bianchi, hanno issato i naufraghi a bordo uno dopo l’altro. Un gesto veloce, quasi automatico. Ma – come ha confessato Marco, 29 anni, uno dei marinai – “ogni volta il cuore batte forte. Anche se è solo un’esercitazione, non puoi permetterti errori”.
Tecnologia e allenamento: la vera forza
Dietro ogni intervento della Guardia Costiera c’è una preparazione scrupolosa. Le motovedette sono equipaggiate con radar, sistemi Gps e radio Vhf di ultima generazione. “La tecnologia ci aiuta molto”, ha detto il tenente Sara Bianchi, “ma senza l’allenamento continuo non basterebbe”. Solo nel 2025, secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono stati oltre 1.200 gli interventi di soccorso lungo le coste liguri. Una media di tre al giorno.
Ma il loro lavoro non si limita ai salvataggi. La Guardia Costiera si occupa anche di controlli sulla pesca, tutela dell’ambiente marino e prevenzione degli incidenti. “Il lavoro è cambiato molto negli ultimi anni”, ha sottolineato Rinaldi. “Oggi dobbiamo essere pronti a emergenze diverse: arrivi di migranti, sversamenti di carburante, imbarcazioni turistiche in difficoltà”.
Voci dal mare: “Qui non si scherza”
Durante l’esercitazione di oggi a Sanremo non sono mancati momenti di tensione. Un’onda più alta delle altre ha fatto sbandare il gommone dei “naufraghi”, costringendo i soccorritori a ricalcolare la manovra d’avvicinamento. “In mare non si scherza mai”, ha detto secco un sottufficiale. “Basta un attimo e tutto può cambiare”.
Tra i presenti anche alcuni studenti dell’Istituto Nautico di Imperia, invitati a vedere da vicino le procedure. “Vedere come lavorano questi ragazzi è impressionante”, ha commentato Luca, 17 anni. “Non è solo questione di coraggio: serve testa fredda e tanta preparazione”.
Un lavoro senza orari, sempre in allerta
La giornata si è chiusa poco dopo mezzogiorno con un applauso spontaneo dalla folla sul molo. I mezzi della Guardia Costiera sono rientrati in porto tra sirene spiegate e qualche sorriso stanco. “Siamo sempre reperibili”, ha ricordato il comandante Rinaldi. “Il mare non aspetta: quando arriva la chiamata, bisogna esserci”.
In Italia, secondo i dati ufficiali, lavorano circa 11mila uomini e donne nella Guardia Costiera. Turni lunghi, spesso notturni, allenamenti continui, una routine fatta di attese e improvvise emergenze. “Non ci si abitua mai del tutto”, ha ammesso Marco prima di salire a bordo per il rientro. “Ma quando salvi qualcuno, capisci perché lo fai”.
La sicurezza in mare, una missione quotidiana
L’esercitazione di oggi a Sanremo ha ricordato – se ce ne fosse bisogno – quanto sia fondamentale il lavoro della Guardia Costiera per chi va per mare. Un compito che richiede professionalità, sangue freddo e spirito di servizio. Spesso lontano dai riflettori, tra onde alte e silenzi spezzati solo dal rumore dei motori e dalle voci concitate via radio.