La Nato risponde ai bombardieri russi nel mare di Barents e Norvegia

Oslo, 25 dicembre 2025 – Per oltre sette ore, nella notte tra il 24 e la mattina di oggi, bombardieri strategici russi Tu-95MS hanno sorvolato le acque internazionali del Mare di Barents e del Mare di Norvegia. Un volo programmato, ma che ha subito acceso l’allarme della Nato, pronta a far decollare i propri caccia per tenere sotto controllo la missione. Mosca, tramite il ministero della Difesa, ha confermato l’operazione, che si inserisce in un clima di tensione sempre più palpabile nel Nord Europa.

Tu-95MS nel Mare di Barents: il volo che fa discutere

Le autorità russe hanno spiegato che i Tu-95MS – famosi per poter trasportare armi strategiche, anche nucleari – hanno seguito una rotta prestabilita in acque neutrali, scortati da caccia. “È stato un volo programmato, tutto secondo le regole internazionali”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov, in una nota diffusa stamattina.

I radar della Nato non hanno perso tempo. Già nelle prime ore della notte la formazione è stata individuata. Dalla Norvegia hanno confermato il decollo di jet F-35 per seguire da vicino i bombardieri russi. Nessuna violazione dello spazio aereo nazionale, ma molta attenzione. “Controlliamo ogni movimento nei nostri cieli”, ha detto un ufficiale dell’aviazione norvegese, ricordando che voli simili sono ormai all’ordine del giorno nell’area artica.

La Nato si mobilita: alta tensione nel Nord Europa

La risposta della Nato è stata immediata. Da basi in Norvegia e Regno Unito sono partiti aerei da combattimento per tenere d’occhio i Tu-95MS. Fonti occidentali leggono questa mossa di Mosca come un segnale, sia politico sia militare, in un momento in cui l’Artico sta diventando sempre più importante nelle strategie russe.

Dal Cremlino, però, si minimizza. “Operazioni di routine”, ha detto il portavoce Dmitrij Peskov, respingendo l’idea di provocazioni. Ma tra Oslo e Bruxelles la guardia resta alta. “La sicurezza dei nostri confini è prioritaria”, ha sottolineato il ministro della Difesa norvegese Bjørn Arild Gram, ricordando l’aumento delle esercitazioni russe negli ultimi mesi.

Ucraina: droni abbattuti e incendi in infrastrutture chiave

Mentre l’attenzione era puntata al Nord Europa, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre la difesa antiaerea russa ha annunciato di aver intercettato oltre 140 droni in diverse zone del Paese. Secondo il ministero della Difesa, i sistemi S-400 e Pantsir hanno colpito velivoli senza pilota vicino a Mosca, Bryansk, Tula, Kaluga e lungo il Mar Nero.

Nel porto di Temryuk, regione di Krasnodar, due serbatoi di petrolio sono stati colpiti e hanno preso fuoco. Le autorità locali parlano di nessuna vittima, ma danni importanti alle strutture. “Nessun ferito tra il personale”, ha assicurato il governatore Veniamin Kondratyev. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per domare le fiamme.

Europa in allarme: la politica reagisce

L’arrivo dei bombardieri russi nei cieli artici alimenta ancora di più la tensione tra Mosca e Occidente. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha confermato il sostegno all’Ucraina “per tutto il tempo necessario”, legando la sicurezza europea alla stabilità del Paese sotto attacco.

Nel frattempo, il Cremlino ha smentito con forza le notizie diffuse da Bloomberg su presunte richieste russe di modifiche pesanti al piano di pace statunitense per l’Ucraina. “Quelle non sono fonti affidabili legate al Cremlino”, ha scritto su Telegram la portavoce Maria Zakharova. “Solo fake news mascherate da informazioni ‘vicine al Cremlino’”.

In questo clima, la presenza dei bombardieri russi nei cieli artici viene vista dagli esperti come un messaggio chiaro rivolto ai Paesi Nato: Mosca vuole mostrare la sua capacità di muoversi e proiettare potenza anche nelle zone più delicate d’Europa. E mentre le diplomazie cercano di evitare nuove tensioni, nei cieli del Nord Europa l’allerta resta altissima.

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