La Puglia in pericolo: il mare avanza e minaccia Taranto

Taranto, 9 febbraio 2026 – In Puglia l’erosione costiera continua a far tremare amministratori e cittadini. Il fenomeno interessa più della metà delle coste basse e sabbiose della regione, superando la media nazionale. A Taranto, secondo l’Osservatorio Coste Italiane, si sono persi quasi 9 chilometri di litorale negli ultimi decenni. Un dato che parla chiaro: l’emergenza è sotto gli occhi di tutti.

Erosione in Puglia, il mare avanza e morde le coste

Non sono solo le spiagge più esposte a soffrire. Anche quartieri urbani e residenziali come San Vito e Lama, affacciati sul Mar Ionio, stanno pagando un prezzo alto. Qui, strade chiuse, blocchi di cemento a difesa delle case e tratti di costa che sembrano spariti. “Il mare avanza qualche centimetro ogni anno”, racconta un residente di via del Faro, mostrando foto del 2010 accanto a quelle di oggi. In certi punti, la distanza tra le abitazioni e l’acqua si è ridotta della metà.

I tecnici dell’Arpa Puglia confermano: la perdita di costa a Taranto è tra le più gravi in regione. Il 53% riguarda solo le coste sabbiose, ma anche quelle rocciose mostrano cedimenti. “Le mareggiate invernali degli ultimi anni hanno accelerato tutto”, spiega l’ingegner Giuseppe Lorusso, che segue il monitoraggio per il Comune.

Sopralluoghi e primi interventi: la risposta delle istituzioni

Nei giorni scorsi, una squadra di funzionari comunali, tecnici regionali e Protezione Civile ha ispezionato i tratti più a rischio del litorale. L’obiettivo è chiaro: mettere in sicurezza le zone più fragili. A San Vito, in via delle Conchiglie, sono già stati posizionati nuovi blocchi di cemento per frenare l’erosione. Altrove si sta valutando di costruire barriere sommerse o di riportare sabbia sulle spiagge.

“Non possiamo più andare avanti con rattoppi”, avverte l’assessore all’Ambiente di Taranto, Francesca D’Amico. “Serve un piano serio, che coinvolga Regione e Governo. La gente è preoccupata, specialmente chi vive vicino al mare”. La Regione Puglia ha stanziato fondi per progettare nuove difese, ma i tempi per vederle realizzate sono ancora incerti.

Clima, urbanizzazione e suolo: le cause dell’erosione

Gli esperti mettono sul tavolo più fattori che spingono il mare a mangiare la costa. Da una parte, l’aumento di mareggiate più frequenti e violente, legate ai cambiamenti climatici. Dall’altra, l’impatto delle opere umane: porti, dighe, prelievi di sabbia che alterano l’equilibrio naturale tra sabbia persa e sabbia portata dai fiumi. “Negli ultimi vent’anni la sabbia trasportata dai fiumi è calata molto”, spiega il geologo Michele Rizzi dell’Università del Salento.

A peggiorare la situazione c’è il consumo di terreno lungo la costa: nuove case, strade e infrastrutture hanno eliminato dune e zone umide, che una volta frenavano il mare. “In certi casi”, aggiunge Rizzi, “gli interventi fatti negli anni ’70 e ’80 hanno fatto più danni che altro”.

La paura dei residenti: “Così rischiamo tutto”

La preoccupazione tra chi abita in queste zone cresce di giorno in giorno. A San Vito, il gestore di uno stabilimento balneare racconta di aver dovuto spostare due volte le strutture negli ultimi cinque anni per proteggersi dalle mareggiate. “Se va avanti così, rischiamo di perdere tutto”, confida. Alcuni abitanti hanno chiesto al Comune un incontro pubblico per parlare di soluzioni durature.

Intanto, le transenne restano lì, e i blocchi di cemento segnano il confine tra terra e mare. Solo quando il rumore delle onde si fa più vicino si capisce davvero quanto sia urgente fermare l’erosione costiera in Puglia.

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