Bari, 9 febbraio 2026 – La Regione Puglia ha messo sul piatto 16 milioni di euro per i primi interventi contro l’erosione costiera. Quattro comuni coinvolti: Rodi Garganico e Zapponeta (Foggia), Massafra (Taranto) e Ostuni (Brindisi). Una risposta urgente a un problema che negli ultimi anni ha messo in pericolo spiagge, infrastrutture e turismo. La decisione arriva proprio mentre mareggiate e eventi climatici estremi continuano a colpire il litorale pugliese, riportando la fragilità delle coste al centro del dibattito.
Erosione costiera: la Puglia tra le regioni più colpite
L’ultimo rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico non lascia dubbi: tra il 2006 e il 2020 la Puglia ha perso quasi 31 chilometri di costa, uno dei peggiori dati in Italia. Un fenomeno già in corso, come spiegano gli esperti regionali: ogni anno sabbia e ciottoli spariscono, con evidenti danni a strade, aree naturali e accessi al mare. “Il cambiamento climatico si affronta con la programmazione, non inseguendo le emergenze”, ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese, commentando il piano del Demanio regionale. “Con i fondi europei vogliamo intervenire prima, mettere in sicurezza le coste e proteggere le comunità, le infrastrutture e l’economia locale”.
Quattro comuni nel mirino: cosa prevede il piano
I lavori, finanziati dal Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, riguardano la cosiddetta costa bassa: tratti sabbiosi o misti dove il mare avanza lentamente, portando via la sabbia e indebolendo le spiagge. A Rodi Garganico, si interverrà a sud del porto turistico con opere per rallentare le onde e favorire il deposito dei sedimenti, proteggendo anche strade e ferrovia vicine. A Massafra, tra la foce del Canale Armato e l’area umida dietro, il progetto punta a ristabilire un equilibrio tra mare, foce e spiaggia: meno cemento, più natura, con difese costiere abbinate a recupero ambientale.
A Zapponeta, dove le difese attuali non bastano più, sono previste nuove barriere sommerse per spezzare la forza delle onde prima che raggiungano la riva. L’obiettivo è favorire l’accumulo di sabbia e fermare l’arretramento della costa, restituendo stabilità all’arenile usato per la balneazione. Infine, a Ostuni, nella zona nord di Torre San Leonardo, si rafforzeranno le spiagge libere e i cordoni dunali con barriere invisibili dalla riva, vegetazione locale e passerelle in legno. Il tutto per difendere la spiaggia dal moto ondoso e garantire un accesso ordinato.
La strategia della Regione e le richieste dal territorio
“Programmare interventi di tutela e controllare con attenzione tutto il litorale è una priorità del nostro lavoro”, ha spiegato Marina Leuzzi, assessora all’Urbanistica con delega al mare e alla costa. Leuzzi ha ricordato i danni causati dalle ultime mareggiate sulla costa salentina, dove abitazioni e servizi costruiti sulle antiche dune hanno subito gravi colpi: “Non è un caso isolato. È un problema che riguarda molte zone della nostra costa e chiede una risposta seria e coordinata”.
Questo finanziamento è il primo risultato concreto della programmazione 2021-2027 dedicata all’erosione costiera, inserita nell’obiettivo europeo “Un’Europa più verde”. La tutela delle coste passa così da emergenza a priorità strutturale.
Cosa resta da fare: risorse limitate e nuove sfide
Oltre ai progetti finanziati, ce ne sono altri considerati ammissibili ma rimasti fuori per mancanza di fondi. Tra questi le richieste dei comuni salentini di Ugento, Lecce e Melendugno, con un fabbisogno totale di circa 14 milioni e mezzo di euro. In particolare, il progetto di Ugento, da circa 4 milioni e 100 mila euro, è quinto in graduatoria. Gli uffici regionali stanno valutando se procedere con un cofinanziamento comunale o aspettare un possibile aumento delle risorse.
La sfida dell’erosione costiera in Puglia resta aperta. I primi interventi sono un passo avanti, ma come ammettono anche gli amministratori locali, serviranno altre risorse e una strategia a lungo termine per proteggere davvero le spiagge pugliesi dagli effetti del cambiamento climatico.