La Sezione Lloyd del Museo del Mare di Trieste si rinnova: una nuova era per l’arte marittima

Trieste, 13 giugno 2024 – Dopo un anno di lavori, il Museo del Mare di Trieste ha riaperto le sue porte con una nuova sezione dedicata alla storia della Compagnia del Lloyd. L’inaugurazione di questa mattina al Magazzino 26, nel cuore del Porto Vecchio, segna un passo importante per mantenere viva la memoria marittima della città. L’intento è chiaro: raccontare, attraverso dipinti, modelli di navi, fotografie d’epoca e oggetti originali, le vicende di una delle realtà più importanti della navigazione europea.

Un viaggio tra modelli, stampe e ricordi

Il nuovo percorso espositivo mette insieme materiali diversi: dai grandi dipinti alle stampe antiche, dai modelli di navi alle fotografie in bianco e nero. Non mancano oggetti di uso quotidiano e strumenti di bordo, raccolti nel tempo grazie a donazioni e acquisizioni mirate. La direttrice dei Musei Scientifici di Trieste, Patrizia Fasolato, spiega che l’allestimento vuole coinvolgere direttamente il visitatore: “Si tratta di un percorso interattivo – dice – dove chi entra è invitato a usare i tablet per approfondire le spiegazioni, aprire cassetti e teche e costruirsi così una storia su misura”.

Dalle origini ottocentesche alle rotte di tutto il mondo

La Compagnia del Lloyd nasce nel 1833 da un gruppo di imprenditori triestini con lo scopo di raccogliere informazioni commerciali e marittime. Solo tre anni dopo, nel 1836, nasce una “Seconda sezione” dedicata ai collegamenti marittimi a vapore, una svolta decisiva per la compagnia. Tra il 1853 e il 1865, con la costruzione dell’arsenale nella baia di Servola, furono realizzate alcune delle navi più moderne del Mediterraneo. In quegli anni Trieste si affermava come uno dei porti principali dell’Impero austro-ungarico.

Tra guerre, ricostruzioni e cambiamenti

La storia del Lloyd è segnata dalle grandi crisi del Novecento. La Prima guerra mondiale ha provocato danni pesanti a infrastrutture e flotte. Nel 1919, la compagnia, ormai conosciuta come Triestino, riattivò collegamenti fondamentali per rilanciare l’economia della città. Nel 1933 la gestione passò alla famiglia Cosulich, storici armatori triestini; poco dopo arrivò la nazionalizzazione e l’ingresso nel gruppo Finmare. Negli anni Trenta, il Lloyd gestiva oltre 80 navi con rotte che arrivavano fino all’America, al Mediterraneo, all’Asia e all’Australia. Poi la Seconda guerra mondiale portò nuovi danni, ma la ricostruzione fu veloce e la compagnia tornò sulle rotte oceaniche fino agli anni Sessanta.

Il tramonto dei transatlantici e la memoria che resta

Con l’arrivo dei voli intercontinentali negli anni Sessanta, il trasporto passeggeri via nave ha perso importanza. Il Lloyd, come molte compagnie europee, è stato assorbito da gruppi più grandi, diventando una realtà locale all’interno di una rete internazionale. Oggi, la storia di quella stagione è conservata nei documenti, nelle immagini e negli oggetti raccolti nel Museo del Mare.

Tecnologia e didattica per un museo che si fa vivere

La nuova sezione non si limita a mostrare oggetti. C’è una sala video dove si possono vedere immagini e filmati d’epoca. Didascalie digitali guidano i visitatori tra le sale, mentre i tablet permettono di scoprire dettagli nascosti nei cassetti e approfondire i contenuti. Un’area didattica, attrezzata con una lavagna digitale, ospita incontri, conferenze e attività rivolte a scuole e adulti.

“Volevamo un museo che non si limitasse a essere guardato – racconta Fasolato – ma che si potesse vivere davvero. Solo così si capisce cosa ha rappresentato il Lloyd per Trieste e per il Mediterraneo”.

Un nuovo capitolo per il Museo del Mare

Con la riapertura della sezione dedicata al Lloyd, il Museo del Mare di Trieste aggiunge un pezzo importante alla sua storia. Il Magazzino 26 torna a essere un punto di riferimento per studiosi, appassionati e curiosi. Un luogo dove passato e presente si incontrano sulle banchine del Porto Vecchio, sotto lo sguardo delle grandi navi che ancora solcano l’Adriatico.

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