L’Antartide si scioglie: ecco come la Sardegna affronterà l’innalzamento del mare

Cagliari, 29 novembre 2025 – Quando si scioglie la calotta antartica, il livello del mare in Sardegna si alza. È questo il quadro che emerge da uno studio pubblicato su Pnas, una delle riviste scientifiche più rispettate, che lancia un allarme anche per il Mediterraneo. A guidare la ricerca è il climatologo Chris Turney, che spiega come un riscaldamento degli oceani simile a quello attuale potrebbe far salire il mare di diversi metri. Le conseguenze? Spiagge, stagni e infrastrutture costiere dell’isola potrebbero risentirne in modo diretto.

Antartide e Mediterraneo: il pericolo che avanza

Un gruppo di ricercatori internazionali ha studiato un campione di ghiaccio “blu” preso dalle Patriot Hills, in Antartide, per capire com’era il clima nell’Ultimo interglaciale, tra 129 e 116 mila anni fa. “Abbiamo scoperto che l’Antartide occidentale è molto più sensibile di quanto si pensasse”, ha detto Turney. Basta un aumento di circa due gradi nelle acque per far partire una perdita di massa glaciale veloce e irreversibile. Il collasso non è graduale: finché le piattaforme di ghiaccio tengono, la calotta resiste. Ma quando il mare caldo inizia a eroderne la base, tutto accelera improvvisamente.

Le simulazioni prevedono un innalzamento del livello del mare tra sei e nove metri, con punte superiori rispetto ad oggi. Anche se si tratta di un passato lontano, le somiglianze con quello che sta succedendo ora sono inquietanti. “Non è uno scenario da fantascienza – avverte Turney – ma un processo che potrebbe colpire le nostre coste entro pochi decenni”.

La Sardegna sotto la lente: spiagge e stagni a rischio

Portare questi dati al territorio della Sardegna vuol dire fare i conti con problemi già visibili: spiagge che arretrano, mare che entra negli stagni, erosione che aumenta soprattutto dove la costa è più fragile. Anche un piccolo aumento del livello del mare, spiegano gli esperti, può peggiorare molto la situazione. Stagni come Cabras, Nora, San Teodoro e Santa Gilla sono tra i più esposti a inondazioni e salinizzazione. Le zone basse delle città costiere – da Cagliari all’Oristanese, da Alghero a Olbia, passando per Stintino e Porto Torres – diventerebbero sempre più vulnerabili.

“Negli ultimi anni abbiamo già visto i primi segnali”, racconta un tecnico dell’ARPAS, l’agenzia regionale per l’ambiente. “Le mareggiate invernali sono più forti, le dune si ritirano, alcune infrastrutture hanno subito danni”. Secondo i dati dell’Università di Cagliari, negli ultimi vent’anni la linea di costa si è spostata indietro di 30-40 centimetri all’anno in alcune zone particolarmente esposte.

Turismo e infrastrutture: cosa rischia la Sardegna

La Sardegna ha circa 1.800 chilometri di costa, una delle più lunghe d’Italia. Un tesoro naturale che vale anche molto economicamente, soprattutto d’estate. “Se il livello del mare dovesse salire anche di mezzo metro – spiega il geologo Marco Sanna – molte spiagge potrebbero scomparire o ridursi tantissimo”. A preoccupare sono anche le infrastrutture: porti turistici, strade lungo la costa, depuratori e impianti idrici potrebbero trovarsi sotto pressione.

Gli operatori turistici seguono con attenzione l’evolversi della situazione. “Abbiamo bisogno di certezze e di piani concreti per adattarci”, dice una rappresentante degli albergatori di San Teodoro. “Non possiamo permetterci di perdere il fascino delle nostre spiagge”. Il problema è arrivato anche in Consiglio regionale, dove nelle ultime settimane sono state presentate interrogazioni per chiedere interventi immediati contro l’erosione.

Tra scienza e politica: la sfida per il futuro

Gli esperti invitano a prendere sul serio i segnali. “Il Mediterraneo è un mare chiuso e fragile”, ricorda la climatologa Paola Deiana. “Serve un piano condiviso tra enti locali, Regione e governo centrale”. Tra le idee sul tavolo ci sono: barriere naturali, recupero delle dune, controlli costanti sul livello del mare.

Solo così, dicono i tecnici, si potranno limitare i danni e prepararsi a un futuro che si avvicina in fretta. Intanto, la Sardegna guarda il suo mare con occhi nuovi: quello che succede ai poli non è mai così lontano come sembra.

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