Genova, 15 dicembre 2025 – Da chi temeva l’acqua a uno dei navigatori oceanici più noti d’Italia: la storia di Alessandro Di Benedetto è fatta di ricordi d’infanzia e grandi sogni. In occasione dell’uscita del suo libro “Mare selvaggio”, Di Benedetto si è raccontato a Sky Sport Insider, ripercorrendo le tappe di una vita segnata dal mare, dalle sue insidie e dal desiderio di superare i propri limiti.
Il mare: una sfida da vincere
“Da piccolo avevo paura dell’acqua”, ha ammesso Di Benedetto, seduto nello studio di Sky, con lo sguardo perso per un attimo. Eppure, quella stessa paura è diventata la spinta per una passione che lo ha portato a navigare negli oceani più duri. Nato a Roma nel 1981, cresciuto tra Liguria e Francia, ha iniziato a muovere i primi passi in barca quasi per caso. “Mio padre mi portava in barca, ma io restavo aggrappato al bordo”, ha raccontato con un sorriso. Solo col tempo, grazie alla determinazione che lo contraddistingue, ha imparato a fidarsi delle onde.
Dal giro del mondo in solitaria al sogno del Vendée Globe
Il nome di Alessandro Di Benedetto è legato a imprese che hanno fatto la storia della vela italiana. Nel 2010 ha compiuto il giro del mondo in solitaria su una barca di appena 6,50 metri, partendo da Les Sables-d’Olonne e tornando dopo 268 giorni. Un record ancora imbattuto per quella categoria. “Non era solo una sfida sportiva, ma anche umana”, ha spiegato. “Quando sei solo in mezzo all’oceano, impari a conoscere te stesso come mai prima”. La voce si abbassa quando ricorda le tempeste nell’Atlantico, la calma surreale del Pacifico, le notti senza luna.
Ora punta al Vendée Globe, la regata più dura: un giro del mondo senza soste e senza aiuti esterni. “È il sogno di ogni navigatore oceanico”, ha ammesso. La prossima edizione parte nel novembre 2028 e lui sta già lavorando alla nuova barca. “Serve preparazione tecnica, ma soprattutto mentale”, ha sottolineato. “Il mare non perdona chi si improvvisa”.
Un libro che racconta il mare vero
“Mare selvaggio”, pubblicato da Mondadori, raccoglie storie di tempeste, incontri con balene e momenti di solitudine estrema. Ma anche aneddoti più leggeri: “Una volta ho cucinato la pasta con l’acqua salata perché avevo finito le scorte”, ha raccontato ridendo. Il libro nasce dal desiderio di condividere non solo le imprese, ma anche le paure e i dubbi che accompagnano ogni partenza. “Molti pensano che chi va per mare sia un eroe”, ha detto. “In realtà siamo persone normali che cercano qualcosa in più”.
Il legame con i giovani e la natura
Negli ultimi anni Di Benedetto si è dedicato alla divulgazione tra i ragazzi. Incontri nelle scuole, laboratori di vela, progetti con associazioni ambientaliste: “Il mare va rispettato”, ripete spesso. Per lui, la vela insegna molto: “Ti mette davanti ai tuoi limiti e ti spinge a superarli”. E poi c’è il tema della sostenibilità: “Durante le traversate raccolgo dati sull’inquinamento delle acque”, ha spiegato. “Vedere plastica in mezzo all’oceano fa male”.
Il futuro? Sempre in mare aperto
A 45 anni appena compiuti, Di Benedetto non pensa a fermarsi. “Ogni volta che torno a terra penso già alla prossima partenza”, ha confessato. Il sogno del Vendée Globe resta lì, all’orizzonte, ma non è l’unico. “Vorrei trasmettere ai giovani la passione per il mare e il rispetto per la natura”, ha concluso. Poi si è alzato, ha stretto la mano ai giornalisti e si è diretto verso la porta. Fuori pioveva forte su Genova, ma lui sembrava già altrove – forse in mezzo all’oceano, dove tutto è ancora possibile.