Legambiente: il 2024 sarà un annus horribilis per le coste italiane, con la Campania al primo posto dei reati

Il 2024 si sta rivelando un vero e proprio annus horribilis per le coste e i mari italiani, secondo il report “Mare Monstrum” 2025 di Legambiente. Questo rapporto, frutto di un’analisi accurata condotta su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto, mette in evidenza un incremento allarmante dei reati legati all’ambiente marino e costiero, con un aumento del 9,2% rispetto all’anno precedente. Gli illeciti accertati hanno superato la quota di 25.000, un segnale preoccupante di una crescente aggressione illegale alle risorse naturali e al patrimonio ambientale del nostro paese.

Le regioni più colpite

In particolare, le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa si confermano le più colpite da questa ondata di illegalità. La Campania, con 4.208 reati, si posiziona al primo posto, seguita dalla Sicilia con 3.155, dalla Puglia con 2.867 e dalla Calabria con 2.433. Anche il Lazio e la Toscana non sono esenti da questa problematica, registrando rispettivamente 1.696 e 1.687 reati. Questo scenario è particolarmente drammatico, considerando che le forze dell’ordine hanno eseguito 935.878 controlli nel corso dell’anno, un impegno significativo per contrastare un fenomeno in continua crescita.

Le violazioni più frequenti

Le violazioni più frequenti riguardano il ciclo illegale del cemento, dove l’abusivismo edilizio continua a rappresentare una percentuale preoccupante. Nel 2024, sono stati registrati 10.332 reati legati a queste pratiche, che costituiscono il 41,2% del totale. È innegabile che l’abusivismo edilizio rappresenti un problema strutturale in molte aree costiere, dove la pressione economica e la ricerca di profitto spingono a trascurare le normative ambientali. Il paesaggio costiero italiano, già fragile, rischia di subire danni irreparabili a causa di queste attività illecite.

Un altro aspetto che ha visto un incremento significativo è quello dell’inquinamento, comprendente una vasta gamma di reati, dalla mala depurazione al ciclo illegale dei rifiuti. Nel 2024, sono stati accertati 7.925 reati di questo tipo, con un aumento del 24,4% rispetto all’anno precedente. Questa crescita è particolarmente preoccupante, poiché l’inquinamento marino non solo danneggia l’ecosistema e la biodiversità, ma ha anche ripercussioni dirette sulla salute dei cittadini e sull’economia locale, in particolare per settori come la pesca e il turismo.

Urgenza di interventi efficaci

In aggiunta ai reati penali, si osserva un aumento esponenziale degli illeciti amministrativi, che hanno raggiunto la cifra di 44.690, con un incremento del 21,4% rispetto al 2023. Sommando reati e illeciti amministrativi, il totale delle violazioni si attesta a 69.753, con una media preoccupante di 9,5 violazioni per chilometro di costa, ovvero una violazione ogni 105 metri. Questo dato mette in luce non solo la gravità della situazione, ma anche l’urgenza di interventi efficaci e mirati per proteggere le nostre coste.

Il report “Mare Monstrum” di Legambiente è pubblicato in un momento simbolico, alla vigilia del quindicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica, Angelo Vassallo. Questo evento rappresenta un monito per tutti noi riguardo l’importanza della lotta contro l’illegalità e la difesa dell’ambiente. Legambiente parteciperà domani alle celebrazioni in suo ricordo, organizzate dal Comune di Pollica, presso il Porto della frazione di Acciaroli. Durante questo evento, verrà assegnato il Premio Angelo Vassallo, un riconoscimento annuale per le amministrazioni più impegnate nella tutela dell’ambiente e nella lotta contro le illegalità.

La situazione attuale delle coste italiane richiede un’attenzione urgente e collettiva. È fondamentale che le istituzioni, le forze dell’ordine e la società civile collaborino per arginare questo fenomeno allarmante. La salute dei nostri mari e delle nostre coste non può essere compromessa da interessi illeciti e pratiche distruttive. La bellezza del nostro territorio, il benessere delle comunità locali e la sostenibilità ambientale dipendono da azioni concrete e tempestive. La salvaguardia del nostro patrimonio naturale è una responsabilità condivisa, e ogni cittadino ha un ruolo cruciale in questo impegno.

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