L’euphonium: un viaggio nel dolce suono della musica classica a Mare Culturale Urbano

Milano, 8 novembre 2025 – Marina Boselli, musicista e docente milanese, ha portato questa mattina sul palco di Mare Culturale Urbano, in via Giuseppe Gabetti 15, il suono poco conosciuto dell’euphonium. Il concerto, organizzato con la collaborazione della Società dei Concerti, si è svolto dalle 11 alle 13 davanti a un pubblico curioso e attento, attratto da uno strumento che raramente si vede nelle programmazioni cittadine. Il biglietto di ingresso, fissato a 2 euro, ha richiamato molte famiglie e studenti, che hanno riempito la sala principale.

Tra generi e autori, un viaggio sorprendente

Il programma ha attraversato epoche e stili diversi, mostrando tutte le sfumature dell’euphonium, uno degli ottoni spesso relegato a ruoli di secondo piano in orchestra. Boselli ha aperto con la “Mazurka” di Falcone, un brano che – ha spiegato lei stessa – “gioca sulle sfumature e sulle dinamiche, richiedendo un lavoro di precisione quasi artigianale”. Subito dopo, con la “Étude Cambodgienne” di Tomasi, il pubblico è stato trasportato in territori più moderni, con passaggi veloci e cambi di registro che hanno messo alla prova la tecnica della musicista.

Non sono mancati momenti di riflessione. Prima di eseguire la trascrizione della Suite per violoncello solo in sol maggiore BWV1007 di Bach, Boselli ha raccontato: “Ho scelto questo pezzo perché l’euphonium, pur essendo uno strumento giovane rispetto al violoncello, può restituire una profondità simile”. La sala si è fatta subito silenziosa. Molti presenti, come ha detto una signora in prima fila, “non avevano mai sentito dal vivo questo strumento”.

Un repertorio insolito che conquista

Nella seconda parte del concerto si sono alternati brani contemporanei e sperimentali. “Stutter Step” di Horne e “Blue Lake Fantasies” di Gillingham hanno richiesto a Boselli un controllo del respiro e delle dinamiche quasi da equilibrista. “Non è facile mantenere l’intonazione in certi passaggi”, ha ammesso durante una breve pausa, “ma è proprio questa la sfida che mi entusiasma”. A chiudere, il “Solo VIII” del compositore finlandese Kalevi Aho: un pezzo complesso, fatto di suoni lunghi e pause improvvise, che ha lasciato il pubblico sospeso fino all’ultimo accordo.

Tra gli spettatori anche alcuni studenti del Conservatorio “Giuseppe Verdi”, venuti apposta per ascoltare dal vivo un repertorio poco presente nei corsi accademici. “È stato interessante vedere come l’euphonium possa affrontare generi così diversi”, ha detto Marco, 22 anni, trombonista. “Di solito lo associamo alle bande o alle orchestre sinfoniche, ma qui ha avuto un ruolo da protagonista”.

L’euphonium: una voce ancora da scoprire

L’euphonium, strumento a pistoni nato nell’Ottocento, è ancora poco noto al di fuori degli ambienti specialistici. Eppure – ha ricordato Boselli a fine concerto – “la sua voce calda e avvolgente può sorprendere anche chi non ama gli ottoni”. In Italia sono pochi i musicisti che si dedicano a tempo pieno a questo strumento; tra questi, Boselli si è fatta notare negli ultimi anni per la sua attività concertistica e didattica.

L’appuntamento di oggi rientra nel calendario autunnale di Mare Culturale Urbano, spazio che negli ultimi mesi ha puntato su proposte musicali fuori dal comune. Il prossimo evento dedicato alla musica classica è in programma sabato 22 novembre, sempre nella stessa sede.

Un momento per scoprire nuovi suoni

La mattinata si è chiusa tra applausi e domande rivolte direttamente a Boselli. Qualcuno ha chiesto informazioni su dove studiare l’euphonium a Milano; altri si sono fermati ad osservare da vicino lo strumento, incuriositi dalla sua forma compatta e dal lucido ottone. “Non capita spesso di ascoltare qualcosa di diverso”, ha raccontato un giovane spettatore all’uscita. Eppure, almeno per oggi, il dolce suono dell’euphonium ha trovato il suo spazio nel cuore della città.

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