Roma, 28 novembre 2025 – All’alba di ieri, un’imponente gru ha sollevato e sistemato con cura il grande albero di Natale in Piazza San Pietro, pronto a restare lì fino a gennaio, a fare da sfondo alle festività vaticane. L’operazione è cominciata poco dopo le 7 del mattino, con operai e tecnici della Santa Sede al lavoro per guidare il massiccio abete – donato dai comuni di Lagundo e Ultimo, in Alto Adige – fino al centro della piazza, proprio accanto allo spazio dove nei prossimi giorni prenderà vita il presepe.
L’albero di Natale in Piazza San Pietro: una tradizione che continua
Il Governatorato spiega che la scelta dell’albero nasce da una collaborazione ormai consolidata con le amministrazioni locali. Quest’anno, oltre al grande abete – che supera i venti metri di altezza – i comuni donatori hanno fornito anche alberi più piccoli, destinati agli uffici e ad alcune aree interne del Vaticano. Un gesto che fa parte di una tradizione iniziata nel 1982, quando Papa Giovanni Paolo II fece posizionare per la prima volta un albero di Natale in piazza.
“Per noi è un onore contribuire a questa festa”, ha raccontato il sindaco di Lagundo, Ulrich Gamper, presente durante le operazioni di scarico. “Abbiamo scelto l’albero con attenzione, rispettando tutte le norme ambientali richieste dal Vaticano”.
Il presepe campano: un pezzo di tradizione da Nocera
Accanto all’albero, nei prossimi giorni sarà allestito il presepe arrivato dalla zona di Nocera, in Campania. La diocesi locale ha spiegato che l’installazione di quest’anno si ispira a due luoghi simbolo del territorio: il Battistero paleocristiano di Nocera Superiore e la Fontana di Helvius. Le statue, realizzate da artigiani campani, raccontano la vita quotidiana della regione, con scene di lavoro, famiglia e spiritualità.
“Abbiamo voluto portare a Roma un pezzo della nostra storia”, ha detto don Michele De Simone, parroco di Nocera Superiore. “Il presepe non è solo una scena religiosa, ma anche un racconto delle nostre radici”.
Un simbolo che unisce: curiosità e prime reazioni
L’arrivo dell’albero ha attirato fin da subito decine di curiosi e turisti. Molti si sono fermati a scattare foto, altri hanno chiesto informazioni agli addetti ai lavori. “Torniamo ogni anno a vedere l’allestimento”, racconta una coppia di pellegrini polacchi incontrata poco dopo le 8. “È un momento che ci fa sentire parte di qualcosa di più grande”.
Secondo il calendario del Vaticano, l’albero di Natale resterà in piazza fino al 12 gennaio 2026, giorno in cui sarà smontato insieme al presepe. Nei prossimi giorni sono previste le prove delle luci e la sistemazione delle decorazioni. La cerimonia ufficiale di accensione è fissata per il 7 dicembre alle 17.
Quarant’anni di tradizione natalizia in piazza
L’albero in Piazza San Pietro è ormai un appuntamento fisso per fedeli e turisti. Dal 1982 a oggi, ogni anno una regione italiana – o talvolta un’area dell’Europa centrale – regala l’abete che illumina le feste vaticane. Un gesto che, come ricordano dal Governatorato, “è un segno di pace e speranza per tutti”.
Tra le curiosità, si sa che l’albero viene scelto con largo anticipo e trasportato a Roma con mezzi speciali, spesso accompagnato da delegazioni locali che partecipano alla cerimonia. Quest’anno, Lagundo e Ultimo hanno voluto mettere in evidenza anche l’impegno per l’ambiente: “Per ogni abete donato ne piantiamo tre”, ha sottolineato il sindaco Gamper.
L’attesa cresce per la cerimonia di accensione
Mentre Piazza San Pietro si prepara ad accogliere migliaia di visitatori nelle settimane a venire, cresce l’attesa per la cerimonia di accensione delle luci. Il Vaticano ha confermato la presenza di autorità civili e religiose sia dell’Alto Adige che della Campania. Un momento che, come ogni anno, segnerà l’inizio ufficiale delle celebrazioni natalizie sotto la grande cupola di San Pietro.
L’albero resterà acceso fino alla fine delle feste, quando – come da tradizione – verrà smontato e riciclato secondo le indicazioni degli uffici tecnici vaticani. Un rito che si ripete ogni anno, tra passato e futuro.