Milano, 29 gennaio 2026 – La stagione 2026 di Maccaferri Futura è stata svelata oggi a Milano, aprendo un nuovo capitolo per la vela italiana. Il team guidato da Luca Rosetti si prepara a sfidare i colossi francesi nella prossima Route du Rhum di novembre, con due rinforzi di peso: Francesco “Checco” Bruni e Alberto Bona. Un progetto che, nelle intenzioni di Officine Maccaferri e del presidente Sergio Iasi, va ben oltre la semplice gara, diventando un laboratorio di innovazione e sostenibilità.
Una squadra tutta italiana contro i giganti francesi
Questa mattina, nella sala conferenze di via Turati, l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Luca Rosetti, 36 anni, bolognese, ha presentato il suo Class 40 per la nuova stagione, una barca che negli ultimi mesi ha già catturato l’attenzione degli addetti ai lavori. Ma la vera sorpresa è stata l’annuncio di due nuovi volti: Checco Bruni – con tre Olimpiadi alle spalle e protagonista in America’s Cup – e Alberto Bona, esperto nella preparazione tecnica e già protagonista in regate oceaniche.
“Non siamo più degli esordienti,” ha detto Rosetti con un sorriso deciso. “Abbiamo imparato molto e ora puntiamo in alto. L’azienda è tutta con noi, ogni regata sarà una sfida condivisa.” Accanto a lui, il presidente Iasi ha sottolineato il doppio obiettivo del progetto: “Maccaferri Futura non è solo sport. La barca è costruita con criteri di sostenibilità e, quando non corre, diventa una piattaforma mobile per raccogliere dati sulle acque oceaniche.”
Bruni e Bona: esperienza e precisione per la Route du Rhum
L’entusiasmo di Checco Bruni era evidente. Nonostante una carriera lunga e ricca di successi, il velista palermitano ha detto di sentirsi “pronto a imparare come un ragazzino”. Ha raccontato di aver seguito le regate di Rosetti da casa, “al computer, in orari assurdi, con mia moglie che mi guardava perplessa”. Ora però è il momento di tornare in acqua: a febbraio sarà a Cascais, in Portogallo, per i primi allenamenti.
Al suo fianco ci sarà Alberto Bona, chiamato a portare metodo e precisione nella preparazione tecnica. “Voglio mettere tutta la mia esperienza al servizio di Luca,” ha spiegato Bona. “In queste regate fa la differenza la capacità dello skipper di sfruttare ogni dettaglio della barca. La Route du Rhum è durissima: 3.500 miglia in solitaria, meteo che cambia in poche ore, pressione mediatica costante.”
La sfida ai maestri francesi: “Ora tocca a noi”
Il team non nasconde le ambizioni: l’obiettivo è rompere il dominio francese nelle grandi regate oceaniche. “I francesi sono sempre stati un blocco compatto,” ha confidato Bona. “Noi italiani spesso abbiamo navigato da soli. Ma adesso le cose stanno cambiando: c’è una vera rivoluzione in corso.” Il calendario 2026 lo conferma: si parte con gli allenamenti a Cascais tra febbraio e marzo, poi le prime regate in Atlantico – dalla Spi Ouest-France alla Trin’40 – fino alle prove più impegnative come la Normandy Channel Race e la Round Ireland Race.
Il momento clou sarà il 1° novembre: partenza da Saint-Malo per la Route du Rhum, destinazione Guadalupa. Una traversata che mette alla prova uomini e mezzi. “La chiamano la ‘Regata della Carota’,” ha spiegato Rosetti sorridendo. “Perché serve pazienza e tenacia. E perché ogni errore si paga caro.”
Innovazione e racconto: il progetto Futuristi
Oltre allo sport e alla tecnologia – con la barca che diventa un laboratorio galleggiante – il progetto punta a coinvolgere il pubblico a terra. Nasce così il podcast “Futuristi”, pensato per raccontare la vela dall’interno, con le voci e le storie di chi ci vive. Un modo per avvicinare nuovi appassionati e far capire le sfide della navigazione oceanica.
Il messaggio che arriva da Milano è chiaro: la vela italiana vuole giocare un ruolo da protagonista nel panorama internazionale. E lo fa con una squadra che unisce esperienza, innovazione e voglia di stupire. La rotta è tracciata: ora resta solo da prendere il largo.