Roma, 31 gennaio 2026 – Questa mattina, a partire dalle 8.30, diversi siti istituzionali e portali di servizi online si sono bloccati mostrando un messaggio d’errore che ha subito messo in allarme cittadini e addetti ai lavori: “403 – Forbidden. Access to this page is forbidden”. Semplice e asciutto, il messaggio è comparso su pagine pubbliche e private, accompagnato da una grafica minimale fatta di linee spezzate, cerchi animati e sagome di nuvole stilizzate. Il risultato? Accessi negati a servizi fondamentali. Le autorità parlano di un problema tecnico in corso di verifica.
Caos online: i disservizi e le reazioni
Il blocco ha coinvolto siti come l’INPS, vari portali della pubblica amministrazione e anche servizi bancari. Tante persone non sono riuscite ad entrare nelle proprie aree riservate o a portare a termine operazioni di routine. Marco, un impiegato romano, racconta: “Stavo cercando di scaricare un certificato, ma la pagina non si apriva. Pensavo fosse la mia connessione, poi ho visto che anche altri avevano la stessa schermata”.
Le segnalazioni sono esplose nelle ore successive, con un picco tra le 9 e le 10.30. Su Twitter l’hashtag #403Forbidden è diventato presto uno dei più usati. I centralini dei servizi clienti sono stati presi d’assalto. Alcuni utenti hanno pubblicato screenshot dell’errore, notando dettagli come icone animate e la scritta “bg_error_lines”, che ha fatto nascere ipotesi sulle cause tecniche del blocco.
Dietro il problema: cosa dicono gli esperti
Il Cert-AgID, il team di emergenza informatica dell’Agenzia per l’Italia Digitale, spiega che il codice 403 – Forbidden segnala un blocco degli accessi causato da restrizioni sui permessi o da filtri attivi sui server. “Stiamo controllando i log per capire se si tratta di un errore nella configurazione o di un sistema di sicurezza scattato automaticamente”, ha detto un portavoce.
Non si esclude che il problema possa derivare da un aggiornamento software o da un sovraccarico, ma per ora non ci sono prove di attacchi informatici. “Nessuna traccia di intrusioni esterne – precisa il Cert-AgID – però monitoriamo la situazione in tempo reale”. Alcuni tecnici hanno notato che la presenza di elementi come “circle_dots” e “clouds_shape” fa pensare all’uso di template standard per le pagine d’errore, senza significati particolari sul problema.
Servizi bloccati, quando si torna alla normalità
Il blocco ha avuto effetti immediati su pratiche amministrative e operazioni bancarie. In alcune filiali postali di Roma e Milano, gli operatori hanno chiesto ai clienti di riprovare più tardi, spiegando che si lavorava per risolvere il guasto. Anche avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro hanno segnalato rallentamenti nelle procedure online.
Intorno alle 12.15, alcuni portali hanno cominciato a ripartire, anche se con funzioni limitate. “Contiamo di riattivare tutto entro il pomeriggio”, ha fatto sapere il Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Nel frattempo, le amministrazioni invitano a seguire solo i canali ufficiali per aggiornamenti e a evitare tentativi di accesso ripetuti, che potrebbero peggiorare la situazione.
Un problema già visto e cosa ci aspetta
Non è la prima volta che un errore 403 – Forbidden crea problemi su vasta scala: nel maggio 2024 un aggiornamento andato male aveva bloccato diversi siti pubblici. All’epoca, la causa era stata una configurazione sbagliata dei permessi sui server. Gli esperti ricordano come la digitalizzazione crescente renda sempre più delicato gestire le infrastrutture informatiche.
“Serve più manutenzione e formazione continua – spiega Silvia Bianchi, docente di sicurezza informatica alla Sapienza – anche un piccolo errore può bloccare migliaia di persone”. Il Ministero dell’Innovazione ha annunciato una verifica straordinaria sulle procedure di aggiornamento dei portali pubblici.
Per ora, la priorità è tornare alla normalità. Ma l’incidente di oggi riapre il dibattito sulla solidità digitale del Paese e sulla necessità di sistemi più robusti, capaci di reggere a errori e imprevisti.