Ostruzione della presa a mare: scopri le cause, i rischi e le soluzioni efficaci

Genova, 31 gennaio 2026 – Una presa a mare che si ostruisce può trasformare una giornata tranquilla in barca in un vero incubo. È un problema che riguarda chi naviga lungo la costa ligure o nei porti più frequentati, e spesso viene sottovalutato. Colpisce tutti i diportisti con motori entrobordo o fuoribordo: un blocco improvviso mette a rischio il motore e, con esso, la sicurezza dell’imbarcazione. Ma come capire quando c’è un problema? E quali sono i modi migliori per risolverlo senza dover immergersi?

Occhio allo scarico: come capire se la presa a mare è bloccata

Gli esperti della Lega Navale Italiana avvertono: il primo segnale da non trascurare è la riduzione o la scomparsa del getto d’acqua dallo scarico del motore. “Bisogna sempre controllare lo scarico, soprattutto quando si va a motore”, spiega Marco Rossi, istruttore di vela a Sestri Ponente. È un suggerimento semplice, ma spesso dimenticato. Se l’acqua smette di uscire o il flusso cala molto rispetto ai giri del motore, è il caso di spegnere subito. Così si evita che il motore si surriscaldi e si danneggi la girante o altri pezzi fondamentali.

Il problema è che spesso l’allarme acustico del motore non avvisa in tempo. “Quando suona il cicalino, spesso il danno è già fatto”, ammette Rossi. Perciò, guardare con attenzione resta la prima difesa.

Perché una presa a mare bloccata mette in pericolo il motore

Il funzionamento è semplice: i motori marini si raffreddano aspirando acqua dalla presa a mare. Se questa si blocca – per una busta di plastica, alghe o detriti – l’acqua non circola più. Il motore rischia di scaldarsi troppo in pochi minuti, superando i limiti di sicurezza. La girante può andare in pezzi e, nei casi peggiori, il motore può rompersi del tutto.

Nei porti affollati come Genova o Napoli, dove i rifiuti galleggiano spesso, questo succede più spesso di quanto si pensi. “Basta una cartaccia o una busta per bloccare l’acqua”, racconta un meccanico della Darsena di Savona. Se a bloccarsi sono le prese a mare dei servizi – come wc o lavandini – il problema è meno grave. Ma se tocca quella del motore, la situazione può diventare seria.

Liberare la presa a mare senza tuffarsi: ecco come

Molti si chiedono: come togliere un’ostruzione dalla presa a mare senza scendere in acqua? Tra i diportisti esperti, la soluzione più comune è usare aria compressa. “Si stacca il tubo collegato alla presa e si soffia forte dentro”, spiega un armatore incontrato al Porto Antico. Spesso la pressione basta a liberare la griglia o il tubo.

Un’altra idea è usare una pompa manuale o una bottiglia d’acqua schiacciata per creare un getto contrario. Ma attenzione: queste operazioni si fanno sempre a motore spento e con molta attenzione. Se il blocco non si toglie, meglio non forzare e chiamare un tecnico.

Prevenire è meglio: come evitare problemi

Chi lavora nel settore è d’accordo: prevenire è la miglior difesa. Mettere griglie protettive sulle prese a mare aiuta a tenere fuori rifiuti e detriti. Controllare spesso lo stato delle griglie e dei tubi – soprattutto dopo aver navigato in acque sporche o vicino alle foci dei fiumi – fa davvero la differenza.

“Non bisogna mai sottovalutare i segnali del motore”, ricorda Rossi. Un controllo veloce prima di uscire dal porto e uno sguardo allo scarico mentre si naviga possono evitare guasti costosi e situazioni pericolose.

Esperienza e formazione: fondamentali per chi va in mare

Chi frequenta il mare sa bene che gli imprevisti sono dietro l’angolo. Per questo molti circoli nautici organizzano corsi pratici per affrontare emergenze comuni, come le ostruzioni alle prese a mare. “La teoria serve, ma è l’esperienza che ti insegna a reagire in pochi secondi”, conclude l’istruttore genovese.

In sintesi, riconoscere i segnali di una presa a mare bloccata, intervenire subito e seguire semplici regole di manutenzione sono le chiavi per navigare sicuri, anche nelle acque più affollate. E per godersi il mare senza brutte sorprese sotto la chiglia.

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