Napoli, 12 dicembre 2025 – Mare Group ha battuto la famiglia Zaffarami nella corsa per il controllo di Eles Semiconductor Equipment, l’azienda umbra che produce chip per il settore della Difesa. Negli ultimi giorni, il gruppo campano – quotato su Egm e guidato dall’amministratore delegato Antonio Maria Zinno – ha rilanciato la propria offerta a 2,65 euro per azione, pareggiando così quella dell’avversario Xenon. Questa mossa ha permesso a Mare di mettere insieme più azioni e diritti di voto rispetto agli storici fondatori.
Mare Group prende il comando
Dalle comunicazioni ufficiali arrivate ai mercati emerge che Mare Group ha fatto nuovi acquisti sul mercato e ha convertito i warrant in scadenza. Passo decisivo: il prossimo 18 dicembre il gruppo riceverà 1.390.000 nuove azioni, portando la sua quota a almeno 7.226.202 titoli. Un numero che supera la partecipazione della famiglia Zaffarami, ferma a 5.995.809 azioni e 7.172.252 diritti di voto.
Dal 19 dicembre, quindi, Mare potrà contare sulla maggioranza relativa in assemblea, cambiando gli equilibri che hanno segnato la governance di Eles negli ultimi anni. “Abbiamo agito rispettando le regole di mercato, con l’obiettivo di rafforzare la filiera nazionale della difesa”, ha spiegato Zinno in una nota diffusa ieri sera.
Zaffarami resiste, ma le tensioni restano
La famiglia Zaffarami, fondatrice di Eles, ha scelto di non aderire all’offerta di Mare e continua a sostenere il fondo concorrente di private equity. La decisione arriva dopo mesi di tensioni sulla gestione dell’azienda: Mare ha più volte criticato una “gestione poco brillante” da parte degli Zaffarami, chiedendo anche di allargare il consiglio di amministrazione da sei a nove membri per riequilibrare i poteri tra i due schieramenti.
Fonti vicine al dossier raccontano che la richiesta di Mare per un cda più ampio è ancora sul tavolo e potrebbe essere discussa già nelle prossime settimane. “Serve una governance che rispecchi meglio la nuova compagine azionaria”, ha confidato un consigliere vicino al gruppo campano.
I protagonisti dietro le quinte: Bellucci e NextStage Am
Nel frattempo, Mare Group ha siglato un patto parasociale con Massimiliano Bellucci, membro del cda di Eles e già presidente della controllata Cbl. Bellucci detiene lo 0,45% delle azioni, una quota piccola ma potenzialmente decisiva in caso di votazioni serrate.
Un altro attore importante è il fondo francese NextStage Am, che possiede l’8,35% delle quote. Il fondo deve ancora decidere da che parte stare: la scelta dovrà arrivare entro il 30 dicembre, ultimo giorno utile per aderire all’offerta.
Il piano industriale e il ruolo dello Stato
Questa operazione fa parte di un progetto più ampio: Mare vuole creare un polo italiano strategico nel settore della Difesa, mettendo insieme piccole e medie imprese specializzate in componenti elettronici. Il gruppo campano può contare anche sul sostegno dello Stato, che tramite Invitalia detiene il 6,25% del capitale e ha già dato il via libera all’operazione con il meccanismo del golden power.
“Puntiamo a rafforzare la presenza italiana in un settore cruciale per la sicurezza nazionale”, ha ribadito Zinno durante un incontro con gli analisti a Milano, sottolineando come l’arrivo di Mare potrà portare nuove sinergie industriali e investimenti in ricerca.
Il conto alla rovescia e cosa aspettarsi
Mancano pochi giorni per chiudere il cerchio: il 30 dicembre segnerà la fine dell’offerta pubblica. Solo allora si capirà se Mare riuscirà a consolidare il suo ruolo o se nasceranno nuove alleanze tra soci storici e investitori istituzionali.
Nel frattempo, a Perugia – dove ha sede Eles – si vive un clima di attesa. I dipendenti seguono con attenzione le mosse dei nuovi azionisti, mentre gli analisti guardano con interesse a una partita che potrebbe cambiare il volto della produzione italiana di semiconduttori per la difesa.