Mare Libero APS: una nuova alleanza per il futuro del Porticciolo di Salerno

Salerno, 1 marzo 2026 – Il futuro del Porticciolo di Pastena, storico approdo della zona est di Salerno, torna a far discutere la città. Ieri, l’associazione nazionale Mare Libero APS ha ufficializzato il proprio appoggio alla protesta del Comitato Giù le mani dal Porticciolo. Al centro della controversia c’è il progetto del nuovo Porto Turistico Marina di Pastena, che ora è sotto la lente del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la Valutazione di Impatto Ambientale.

Mare Libero APS: una voce concreta per il demanio pubblico

La decisione di Mare Libero APS, annunciata da Klarissa Pica, referente campana, va oltre la semplice solidarietà di facciata. L’associazione, attiva in tutto il Paese per difendere l’accesso pubblico alle spiagge, ha deciso di schierarsi al fianco del comitato locale. “Non possiamo restare a guardare mentre rischiamo di perdere un bene che appartiene a tutti”, ha detto Pica durante un incontro informale sul lungomare di Pastena, ieri pomeriggio. Il sostegno arriva proprio in un momento delicato: la valutazione ministeriale è ancora aperta e le opposizioni al progetto si stanno facendo sempre più numerose.

Il nuovo Porto Turistico e le preoccupazioni della gente

Chi si oppone al progetto parla di un cambiamento radicale per il quartiere. Il Porto Turistico Marina di Pastena dovrebbe ospitare imbarcazioni da diporto e servizi turistici, ma per molti è una minaccia all’anima storica e sociale del borgo marinaro. “Il porticciolo per noi non è solo cemento e barche: è il posto dove ci ritroviamo, dove i bambini imparano a nuotare”, racconta Maria Esposito, che abita in via Lungomare Colombo. Il timore più grande è che si riduca l’accesso libero al mare, sostituito da barriere, fisiche o economiche, tipiche delle strutture private.

Partecipazione bocciata: la voce della comunità ignorata

Uno dei nodi più caldi è la mancanza di vera partecipazione. Diverse associazioni lamentano una consultazione pubblica insufficiente, soprattutto rispetto all’impatto che il progetto avrebbe sulla vita di chi abita il quartiere. “Non basta mettere un avviso sul sito del Comune”, spiega Antonio De Luca, del Comitato Giù le mani dal Porticciolo. “Serve un confronto vero con chi vive qui ogni giorno”. La sensazione è quella di una comunità lasciata fuori dalle decisioni, spesso prese lontano dalla realtà locale e dai suoi bisogni.

Il mare come diritto di tutti, non un privilegio

Mare Libero APS non si limiterà a una presenza simbolica. Metterà in campo competenze legali e mezzi di comunicazione per sostenere la battaglia. “L’accesso al mare non può diventare un lusso per pochi”, ribadisce Pica. In una zona come quella orientale di Salerno, dove il mare è uno degli ultimi spazi pubblici accessibili senza barriere, difendere il porticciolo significa anche difendere un diritto sociale. Per chi protesta, privatizzare quell’area vorrebbe dire aumentare le disuguaglianze e togliere a molti cittadini un luogo fondamentale per la socialità e il benessere.

Identità del quartiere e il futuro del litorale

La discussione sul Porticciolo di Pastena è più di una questione urbanistica. Qui si parla di memoria collettiva e di un rapporto diretto con il mare che ha sempre segnato l’identità del quartiere. “Non è solo una questione di spazio fisico”, spiega De Luca, “ma di difendere uno stile di vita in cui il mare fa parte della quotidianità”. Il rischio, secondo molti, è che questa trasformazione snaturi quel legame, sostituendo la semplicità degli incontri sul lungomare con logiche di business.

Cosa succederà adesso: la mobilitazione si fa più forte

Mentre il Ministero dell’Ambiente continua l’iter burocratico, la mobilitazione cittadina si prepara a crescere. Sono in programma nuove assemblee e iniziative lungo la costa. Il messaggio che arriva da Pastena è chiaro: lo sviluppo della città non può prescindere dal rispetto della storia e dal diritto della comunità a godere liberamente del proprio mare. Una battaglia che, partendo da una piccola spiaggia di Salerno, mette in discussione il senso stesso di spazio pubblico e partecipazione.

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