Roma, 12 novembre 2025 – Il governo italiano ha deciso di difendere la pesca nazionale nel mese di dicembre, un periodo cruciale per il settore, dopo settimane di incertezza legate alle indicazioni di Bruxelles. La conferma è arrivata ieri dal sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra, al termine di un incontro tenutosi nel pomeriggio al ministero di Roma, con la partecipazione delle principali associazioni di categoria e del ministro Francesco Lollobrigida.
Mediazione con Bruxelles: salvi i pescherecci a dicembre
La Pietra ha spiegato che il pericolo era reale: “Si partiva da un divieto che avrebbe messo in ginocchio il lavoro dei nostri pescherecci”, ha detto, ricordando come le prime indicazioni europee avrebbero potuto bloccare le uscite proprio durante le festività natalizie. Un colpo durissimo, definito “insostenibile” dalle marinerie già a fine ottobre, nelle prime riunioni tecniche.
La svolta è arrivata grazie a una “forte mediazione” portata avanti dal Masaf (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste), che ha ottenuto il consenso dei presenti. “Siamo riusciti a tenere aperta l’attività dei pescatori in un momento decisivo per il settore”, ha sottolineato La Pietra. Secondo fonti del ministero, le associazioni hanno accolto la notizia con “sollievo”, preoccupate per le ripercussioni economiche sulle comunità costiere.
Fermopescherecci e futuro 2026: il nodo dei pagamenti
Nella riunione, durata oltre due ore e iniziata poco dopo le 15 in via XX Settembre, è stato confermato anche il pagamento delle giornate di fermo pesca di novembre 2025. Un punto su cui i sindacati avevano chiesto chiarezza nei giorni scorsi. “Oltre a confermare i pagamenti per il fermo – ha aggiunto La Pietra – dobbiamo aprire subito un confronto sul 2026 con tutti gli attori coinvolti”.
Il prossimo passo sarà mettere a punto una piattaforma condivisa tra tutte le associazioni di categoria. Solo dopo si potrà tornare al tavolo ministeriale con proposte concrete. “Riprenderemo la discussione non appena le sigle avranno trovato un accordo su una serie di punti programmatici condivisi a livello nazionale”, ha detto il sottosegretario.
Agrifish alle porte: l’Italia vuole farsi sentire
L’obiettivo del governo è arrivare al prossimo Agrifish – il Consiglio europeo dei ministri dell’Agricoltura e della Pesca – con una posizione unita. “Una volta definiti i punti principali, in modo condiviso – ha rimarcato La Pietra – porteremo in Europa le proposte italiane, presentandoci compatti”.
Il nodo resta il bilanciamento tra sostenibilità economica, sociale e ambientale. Le marinerie chiedono regole chiare e tempi che permettano alle imprese familiari, che costituiscono la maggior parte del comparto, di sopravvivere. Dal ministero, invece, l’impegno è quello di difendere la specificità italiana: “Vogliamo garantire un equilibrio imprescindibile nell’attività dei pescherecci”, ha concluso La Pietra.
Reazioni dal campo e cosa aspettarsi
Nei porti di Mazara del Vallo, San Benedetto del Tronto e Chioggia – solo per fare qualche nome – la notizia è stata accolta con una certa soddisfazione. “Era fondamentale poter lavorare a dicembre”, ha raccontato ieri sera un armatore siciliano contattato telefonicamente. Le associazioni nazionali, però, hanno chiesto che il confronto sul 2026 sia “veloce e trasparente”, per evitare altre incertezze.
Il prossimo appuntamento è fissato entro fine mese, quando le sigle dovranno consegnare al ministero una bozza unica di richieste. Sullo sfondo restano le trattative con Bruxelles e la sfida di conciliare le esigenze italiane con gli obiettivi europei di tutela degli stock ittici. Una partita ancora aperta, che nelle prossime settimane vedrà nuovi sviluppi tra Roma e le istituzioni comunitarie.