Mattarella a Cefalù: un convegno per riscoprire il Mediterraneo come mare di pace

Cefalù, 24 gennaio 2026 – Questa mattina il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Cefalù, nel Palermitano, per partecipare al convegno “Mediterraneo: Mare di Pace?”, organizzato dalla Fondazione Accademia Via Pulchritudinis insieme alla Diocesi e al Comune. Un appuntamento pensato per riflettere sul Mediterraneo, non solo come crocevia di popoli e culture, ma anche come terra di tensioni e sfide che riguardano tutti noi. Il Capo dello Stato, accolto poco dopo le 10 davanti al Duomo da una folla di cittadini e autorità locali, ha rivolto un breve saluto, mettendo l’accento sull’importanza del dialogo e della responsabilità personale.

Mattarella a Cefalù: il Mediterraneo tra dialogo e impegno

La visita di Mattarella non è passata inosservata. Il Presidente è giunto scortato da un discreto dispiegamento di forze dell’ordine, mentre in piazza Duomo si sono radunati cittadini, studenti e rappresentanti delle istituzioni locali. Tra i primi a salutarlo, il sindaco Daniele Tumminello e il vescovo Giuseppe Marciante. L’incontro, ospitato nella sala conferenze della Fondazione Mandralisca, ha riunito studiosi, amministratori e leader religiosi provenienti da diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Nel suo discorso, Mattarella ha usato toni pacati ma chiari. “Portiamo dentro di noi quanto ci è stato spiegato dalle relazioni – ha detto – e quanto ci è stato dato come tema di riflessione per ciascuno di noi per l’azione quotidiana, ciascuno nei suoi compiti e nelle sue responsabilità”. Un invito a non limitarsi ad ascoltare, ma a tradurre ciò che si è sentito in azioni concrete.

Mediterraneo, un mare che unisce ma anche divide

Il titolo del convegno – “Mediterraneo: Mare di Pace?” – lascia aperta una domanda che ha animato tutta la mattinata. Si sono susseguiti interventi su temi come la cooperazione internazionale, la gestione dei flussi migratori, la tutela dell’ambiente marino e il dialogo tra religioni. Gli organizzatori hanno spiegato che l’obiettivo era “costruire ponti” tra le diverse sponde di questo mare, in un momento segnato da conflitti e tensioni.

Tra i relatori, la professoressa Maria Concetta Di Natale dell’Università di Palermo ha ricordato come “il Mediterraneo sia stato per secoli un luogo d’incontro tra civiltà”, mentre padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, ha messo in luce le difficoltà attuali: “Oggi più che mai serve uno sforzo comune per restituire al Mediterraneo la sua vocazione alla pace”.

La città si ferma: attesa e riflessione

La visita del Presidente ha suscitato curiosità e rispetto tra i cefaludesi. Alcuni negozianti hanno abbassato le saracinesche per qualche ora, altri si sono affacciati per vedere passare il corteo presidenziale. “Non capita tutti i giorni di avere il Presidente qui da noi”, racconta Salvatore, pensionato che abita a due passi dal Duomo. Gli studenti del liceo Mandralisca hanno seguito il convegno in streaming dall’aula magna. “Ci hanno chiesto di riflettere su cosa significa davvero la parola pace”, dice Martina, 17 anni.

Istituzioni e Chiesa: un impegno comune

Non solo autorità civili. Al convegno hanno preso parte anche molti rappresentanti delle comunità religiose locali. Il vescovo Marciante ha ricordato che “la pace è un cammino che richiede coraggio e costanza”, mentre il sindaco Tumminello ha sottolineato l’importanza di “fare rete tra le città del Mediterraneo”. La Fondazione Accademia Via Pulchritudinis, guidata da don Giuseppe Licciardi, ha confermato l’impegno a promuovere iniziative culturali che favoriscano il dialogo.

Un messaggio che va oltre Cefalù

La mattinata si è chiusa poco dopo le 13 con un breve incontro privato tra Mattarella e gli organizzatori. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma un’atmosfera di attenzione e rispetto. In molti hanno visto nella presenza del Presidente un segnale di vicinanza alle comunità siciliane e mediterranee. “Il Mediterraneo può essere davvero un mare di pace solo se ognuno fa la propria parte”, dice una volontaria della Caritas locale.

Un messaggio semplice, raccolto tra le vie acciottolate di Cefalù in una fredda mattina d’inverno. Eppure, proprio da qui – spiegano gli organizzatori – può partire una riflessione più ampia sul futuro del Mediterraneo e sul ruolo dell’Italia come ponte tra Europa, Africa e Medio Oriente.

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