Honolulu, 18 dicembre 2025 – Il porto turistico di Lahaina, a West Maui, ha riaperto ufficialmente lunedì 15 dicembre. Dopo i devastanti incendi del 2023, che hanno causato danni per circa 30 milioni di dollari, le prime attività commerciali tornano a vivere. La ripresa, seppur limitata, è un segnale importante nella lenta ricostruzione. Ma non tutti gli abitanti sono pronti a rivedere i visitatori sulle loro coste.
Lahaina riapre, tra speranze e tensioni
All’alba, il piccolo molo ha accolto le imbarcazioni di quattro compagnie turistiche, tra cui Sail Maui, guidata da Don Prestage. “Abbiamo tre barche: due partivano da Lahaina, una da Maʻalaea Harbor,” ha raccontato Prestage a The Conversation. “Prima dell’incendio, avevamo quaranta dipendenti e due uscite al giorno, tra snorkeling e crociere al tramonto. Dopo il disastro, solo due barche da Maʻalaea sono rimaste in attività, una è ferma.” Nessun licenziamento formale, ma molti lavoratori hanno lasciato l’isola nei mesi seguenti.
La riapertura è arrivata dopo settimane di rinvii e discussioni. “Se ne parlava da estate, poi hanno rimandato tutto fino ad ora,” spiega Prestage. Il porto, senza energia elettrica né illuminazione, funziona con orari ridotti e parcheggi assegnati con precisione. Un’atmosfera ancora sospesa, quasi provvisoria.
La comunità dice no: “Non siamo pronti”
Non sono mancati i segnali di protesta. Alcuni residenti si sono radunati davanti al porto fin dal mattino, con cartelli scritti a mano e sguardi preoccupati. “C’è chi pensa che sia troppo presto per riaprire,” ammette Prestage. “Le opinioni sono diverse e va bene così. Non tutti sono pronti, lo capisco.” Il presidente di Sail Maui assicura che la sua azienda sta ascoltando i leader locali per prendere decisioni con attenzione. “Non facciamo queste scelte a cuor leggero. Cerchiamo consigli da chi conosce bene la comunità e vogliamo avere un impatto positivo.”
Dietro la tensione, c’è il timore che il ritorno dei turisti possa rallentare la guarigione collettiva. Qualcuno ha chiesto una pausa più lunga prima di riaprire l’isola al mondo.
Turismo con rispetto: le nuove regole
Sail Maui ha introdotto misure per un turismo più consapevole. “Abbiamo girato un video che mandiamo ai clienti con la conferma della prenotazione,” spiega Prestage. “Chiediamo ai visitatori di arrivare con rispetto e consapevolezza. Le foto? Solo a bordo, non prima.” La compagnia ha anche organizzato corsi per il personale su sensibilità culturale e rispetto delle tradizioni locali.
Cambiano le procedure: gli ospiti vengono accolti nel parcheggio e accompagnati alle barche dal personale. Durante il briefing di sicurezza, i capitani ricordano l’importanza di comportarsi con discrezione verso chi vive a Lahaina. “Vogliamo che i turisti siano parte della rinascita, ma con spirito di aloha e rispetto,” ribadisce Prestage.
Un futuro da riscrivere
La riapertura del porto è vista come un’opportunità per ripensare il turismo sull’isola. “Sentiamo la responsabilità di non dimenticare quanto successo,” dice Prestage. “Ma c’è anche la possibilità di ricominciare da zero e ridefinire cosa vuol dire essere un buon turista qui.” Non tutti la pensano così: alcuni residenti preferirebbero un futuro senza turismo di massa, altri vedono nella ripresa una speranza per l’economia.
Per rafforzare il legame con la comunità, Sail Maui offrirà una crociera gratuita il sabato sera agli abitanti dell’isola, un gesto simbolico ma sentito.
Secondo il Dipartimento delle Risorse Naturali, altre aziende stanno programmando il ritorno al porto nel 2026. Per ora, la ripartenza resta parziale e piena di incognite. Ma tra le banchine ancora segnate dal fuoco e le voci dei residenti, Lahaina prova a trovare un equilibrio tra passato e futuro.