Milano, 6 febbraio 2026 – Dopo tre giorni di vendite pesanti sui titoli tecnologici americani, l’atmosfera sui mercati globali resta piuttosto tesa. Tra Wall Street e le principali piazze europee, gli operatori si chiedono se questo “consolidamento” sia solo una pausa normale dopo mesi di rialzi, o un segnale di una correzione più profonda. Per ora, la risposta resta incerta, tra dati contrastanti e una volatilità che non dà tregua.
Mercati in bilico tra nervosismo e incertezze
La settimana è iniziata con una forte ondata di vendite che ha colpito soprattutto il Nasdaq 100, in calo per tre sedute di fila. Secondo vari analisti da Londra a New York, gli investitori hanno perso alcuni dei punti di riferimento che avevano sostenuto il rialzo degli ultimi mesi. “Le solite correlazioni tra gli asset sono saltate – ha confessato ieri sera un gestore di fondi a Manhattan – e ormai non si dà più per scontato un calo dei tassi”. Anche l’impatto dell’intelligenza artificiale sui bilanci delle grandi tech viene guardato con più cautela.
Non è tutto: la tradizionale corsa ai metalli preziosi non ha dato i risultati attesi. L’oro ha mostrato movimenti insoliti, mentre l’argento è crollato del 25% in poche ore, per poi recuperare parte delle perdite durante la notte. Un’oscillazione che ha spiazzato molti trader. “Non si vedeva una volatilità così da mesi”, ha commentato un operatore della City alle prime luci del giorno.
Vendite a catena e strategie in bilico
Le forti oscillazioni hanno scatenato una reazione a catena. Molti fondi hanno iniziato a chiudere posizioni per limitare le perdite o tagliare i rischi. “Quando la volatilità cresce così in fretta – spiega un analista di Société Générale – si rischia l’effetto valanga: chi vende spinge altri a vendere”. In questo clima, anche le strategie più solide vengono messe in discussione.
Non sorprende che, dopo mesi di entusiasmo per i progetti legati all’intelligenza artificiale, ora il mercato chieda fatti concreti. Ieri sera, ad esempio, Amazon ha annunciato utili migliori del previsto, ma anche un aumento degli investimenti nell’AI da 145 a 200 miliardi di dollari nel 2026. Una cifra che ha sorpreso molti. “Non bastano più le grandi cifre – ha confidato un gestore europeo – adesso vogliono vedere i risultati”.
Asia-Pacifico: segnali contrastanti
Durante la notte, la zona Asia-Pacifico ha mostrato segnali contrastanti. Il Nikkei giapponese ha chiuso in rialzo dello 0,8%, mentre il KOSPI sudcoreano e l’Hang Seng di Hong Kong hanno perso poco più dell’1%. In Australia, invece, l’indice ASX ha lasciato sul terreno il 2%, penalizzato dal calo dei titoli minerari. “La volatilità resta alta – osserva un broker di Singapore – ma le perdite sembrano essersi ridotte rispetto all’inizio della settimana”.
Occhi puntati sui dati macro in Europa e Usa
Oggi il mercato guarda a una serie di dati importanti: in Germania arriveranno i numeri su esportazioni e produzione industriale; nel Regno Unito l’indice dei prezzi delle case Halifax; in Francia la bilancia commerciale; in Svizzera il tasso di disoccupazione. Nel pomeriggio, dagli Stati Uniti arriverà il dato sul sentimento dei consumatori dell’Università del Michigan, un indicatore chiave per capire come si muoveranno i consumi.
Sul fronte valutario, l’euro/dollaro si mantiene intorno a 1,18 USD. L’oro scambia a 4.857,98 USD l’oncia, mentre il petrolio Brent si ferma a 68,33 USD al barile. Il rendimento del Treasury decennale americano è al 4,18%. Dopo giorni difficili, il Bitcoin prova a risalire sopra i 65mila dollari.
Trimestrali e novità dalle società quotate
Sul fronte delle aziende, la giornata è stata segnata da risultati trimestrali e notizie di rilievo. In Italia, Stellantis ha annunciato una perdita netta tra 19 e 21 miliardi di euro nella seconda metà del 2025 e la sospensione del dividendo per il 2026. Fineco invece cresce bene, grazie a un modello di business giudicato solido dagli analisti.
Tra le altre società: Leonardo ha superato le aspettative con un piano di azionariato diffuso tra 11mila dipendenti; Enel ha visto l’EBITDA ordinario salire del 2,2% nel 2025; Banco BPM ha chiuso con un utile netto di 2,1 miliardi e propone un dividendo da 1 euro per azione; BPER Banca ha superato le stime con ricavi core a 6,2 miliardi e dividendo proposto a 65 centesimi.
A livello internazionale, spiccano la mancata fusione tra Glencore e Rio Tinto, il doppio risultato negativo di Shell nel trimestre, le nuove politiche salariali annunciate da HSBC, e le mosse di colossi come Apple, che secondo Bloomberg avrebbe ridimensionato i piani per un servizio di coaching sanitario basato sull’intelligenza artificiale.
Analisti in campo: focus su banche e tecnologia
Gli esperti hanno aggiornato le loro valutazioni su diversi titoli chiave: Barclays ha alzato il target su BPER Banca a 14 euro; UBS conferma il giudizio positivo su Technoprobe con un target a 19 euro; JP Morgan invece ha tagliato il prezzo obiettivo su Nexi a 4,30 euro. Tra i titoli europei, si fanno notare ASML Holding (target a 1.570 euro secondo Rothschild & Co Redburn) e Vestas Wind Systems (target rivisto a 202 DKK da Fearnley Securities).
La giornata si annuncia ancora incerta. Gli operatori restano cauti: “Il mercato vuole certezze – ha sintetizzato stamattina un trader milanese – ma al momento trova solo tanta volatilità”.