Mimmo il delfino di Venezia: un simbolo controverso tra turisti e attivisti

Venezia, 8 novembre 2025 – Da giorni il bacino di San Marco è animato da una presenza insolita che ha catturato l’attenzione di chi abita e visita la città: un delfino solitario, chiamato “Mimmo”, nuota tranquillo tra vaporetti e gondole, ignorando il traffico e gli sguardi curiosi. L’animale, visto per la prima volta la scorsa settimana, è diventato in poco tempo una vera star sui social, ma la sua presenza apre più di qualche dubbio sulla sicurezza e la tutela degli animali in una delle zone più trafficate di Venezia.

Mimmo, il delfino che fa sognare Venezia

Ogni giorno, dalle 9 alle 18, decine di persone si radunano sulle rive di San Marco sperando di vedere Mimmo. C’è chi lo filma col telefono, chi si avvicina in barca per un selfie, chi resta semplicemente a guardare. “È pazzesco vederlo così vicino”, dice Manuel Tiffi, presidente dell’associazione dei tassisti acquei, uno dei primi a segnalare il delfino. “Ma siamo anche molto preoccupati: rischia di farsi male, e non poco”.

Il passaparola corre veloce tra chi lavora nel bacino. “Abbiamo avvisato la Capitaneria di Porto”, spiega Tiffi. “Tra di noi c’è un patto: massima cautela quando si naviga qui”. Ma non tutti rispettano le regole. Alcuni turisti hanno provato a gettare oggetti in acqua o a dare da mangiare a Mimmo, comportamenti pericolosi che possono metterlo in difficoltà.

Non un’attrazione, ma una specie da proteggere

La fama di Mimmo ha acceso il dibattito su un tema delicato: come convivere con la natura in una città già messa sotto pressione dal turismo di massa. Sui social sono nati gruppi dedicati al delfino, e alcuni operatori hanno organizzato mini-tour per vederlo da vicino. Ma la Guardia Costiera è stata chiara: “Il delfino è una specie protetta, non uno spettacolo”, si legge nella nota uscita ieri.

Le autorità hanno diffuso alcune raccomandazioni precise: non avvicinarsi in barca, non toccare o nutrire l’animale, evitare rumori forti e segnalare chi non rispetta le regole. “Il traffico delle barche e il rumore dei motori sono un rischio concreto”, spiegano gli esperti del CERT di Legnaro (Cetacean’s stranding Emergency Response Team), che stanno monitorando la situazione.

Il pericolo delle eliche e l’allarme della città

Il vero pericolo per Mimmo sono le eliche delle imbarcazioni. Ogni giorno il bacino di San Marco è attraversato da centinaia di mezzi: taxi acquei, ferry, vaporetti turistici. “Temiamo che possa essere colpito da una barca”, ammette Tiffi. Anche chi lavora vicino alla riva è in allerta. Denis Ballarin, che opera a pochi passi dal bacino, racconta di aver chiamato i vigili del fuoco: “Mi hanno detto che il delfino è sotto controllo e sta bene”.

La situazione però resta delicata. Vietare la navigazione in zona è impossibile, così come delimitare l’area. Per questo la Guardia Costiera ha intensificato i controlli e chiede a tutti di restare vigili.

Appelli e flash mob per salvare Mimmo

La vicenda ha mobilitato anche gli animalisti. Cristina Romieri, attivista veneziana, ha lanciato un appello su Facebook: “Salviamo il delfino!”. Oggi alle 11.30 in piazza San Marco è in programma un flash mob per sensibilizzare cittadini e turisti sul rispetto degli animali marini. “Un delfino può vivere anche in laguna”, spiegano gli organizzatori, “ma non tra il caos del bacino di San Marco”.

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha rilanciato le regole fissate dalle autorità: mantenere le distanze, niente cibo o tentativi di avvicinamento. “Rispetto per la fauna marina è segno di civiltà e amore per il nostro territorio”, ha detto Zaia.

Mimmo, simbolo fragile di Venezia

Mimmo continua a nuotare nelle acque della città, tra la meraviglia dei bambini e la preoccupazione degli adulti. La sua presenza è un richiamo forte: l’equilibrio tra uomo e natura a Venezia è fragile. Solo il tempo dirà se riuscirà a tornare al mare aperto, lontano dai pericoli del traffico lagunare e della troppa curiosità. Intanto arriva l’invito degli esperti: “Aiutateci a rispettare le regole”. Perché Venezia non è Disneyland. E Mimmo non è uno show.

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