Misteri sottomarini: la Capitaneria avvia la mappatura della Posidonia tra Mazara e Selinunte

Mazara del Vallo, 24 dicembre 2025 – La Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo ha emesso nei giorni scorsi una nuova ordinanza per regolare le attività di rilievo geofisico e mappatura dei fondali marini tra Mazara del Vallo e Selinunte. L’intervento, inserito nel progetto nazionale MER – Marine Ecosystem Restoration e finanziato dal PNRR, mira a proteggere la biodiversità e a far luce sugli habitat marini della costa sud-occidentale della Sicilia.

Fondali sotto la lente tra Mazara e Selinunte

Le operazioni, affidate alla società Fugro Italy S.p.A. su richiesta dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), sono già in corso e andranno avanti fino al 15 febbraio 2026. L’obiettivo è mappare le praterie di Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa, piante fondamentali per la salute del mare. Queste specie, spesso invisibili a occhio nudo, sono vitali per ossigenare l’acqua e proteggere le coste dall’erosione.

La Capitaneria spiega che i rilievi saranno fatti con tecnologia LiDAR bathymetry e altre indagini geofisiche. La motonave impiegata, la “Baltic”, sarà considerata un’unità “a manovrabilità limitata” per tutta la durata dei lavori, seguendo le norme internazionali per evitare incidenti in mare.

Navigare sicuri: le regole da rispettare

Per la sicurezza di tutti, l’ordinanza obbliga le imbarcazioni in transito a mantenere almeno 500 metri di distanza dalla “Baltic”, navigando a velocità ridotta e con attenzione alle comunicazioni radio. “Abbiamo chiesto massima collaborazione a diportisti e pescatori locali”, ha detto un ufficiale della Capitaneria. “Questi lavori sono delicati e richiedono condizioni di sicurezza particolari”.

La società incaricata deve lavorare solo con tempo e mare favorevoli, sorvegliare costantemente l’area, restare sempre in ascolto sul canale VHF 16 e prendere tutte le precauzioni per evitare danni o inquinamenti. L’uso di esplosivi è vietato senza eccezioni.

Attenzione ai rischi nascosti sotto il mare

L’ordinanza mette in guardia anche sulla presenza, in questa zona, di metanodotti, cavi e condotte sottomarine. Gli operatori dovranno muoversi con cautela. Se dovessero trovare ordigni bellici o reperti archeologici sommersi, dovranno subito avvertire le autorità competenti.

“È un’area ricca di storia e attraversata da infrastrutture strategiche”, ha ricordato un tecnico dell’ISPRA coinvolto nel progetto. “Collaborare con le autorità locali è fondamentale per evitare problemi e valorizzare eventuali scoperte”.

Chi non rispetta le regole rischia grosso

L’ordinanza esclude dai divieti le imbarcazioni della Guardia Costiera, delle Forze di Polizia e quelle impegnate in servizi pubblici essenziali. Ma chi trasgredisce rischia sanzioni amministrative e penali, come previsto dal Codice della Navigazione. I controlli saranno più intensi soprattutto nei periodi di maggiore traffico marittimo.

Il provvedimento è stato pubblicato all’albo della Capitaneria e sul sito della Guardia Costiera. Tra gli operatori della pesca e le associazioni ambientaliste locali, la notizia ha suscitato interesse. Il progetto MER è visto come un’occasione concreta per migliorare la tutela degli habitat marini siciliani.

Un passo avanti per conoscere e proteggere il mare

Il progetto MER – Marine Ecosystem Restoration è uno dei principali interventi del PNRR per salvaguardare le coste italiane. La mappatura delle praterie sottomarine tra Mazara del Vallo e Selinunte non solo aggiornerà i dati scientifici, ma aiuterà a pianificare meglio le azioni future per la conservazione.

“Solo conoscendo davvero il nostro mare possiamo proteggerlo”, ha commentato un rappresentante dell’associazione Marevivo Sicilia. Le operazioni andranno avanti fino a febbraio 2026, con l’obiettivo di lasciare alle prossime generazioni un tratto di costa più sano e meglio conosciuto.

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