Bagnara Calabra, 2 dicembre 2025 – La costa di Bagnara Calabra continua a cedere terreno al mare, travolta dall’erosione che negli ultimi anni ha stravolto il litorale tirrenico reggino. Negli ultimi giorni la situazione è diventata ancora più drammatica: una villa affacciata sulla spiaggia è stata spazzata via dalle onde, lasciando dietro di sé un quadro che i residenti descrivono come “da naufragio”. Le prime stime del Comune parlano chiaro: sono centinaia le case e le strutture già inghiottite dal mare o a rischio crollo a breve.
Erosione in aumento, la costa si ritira
L’arretramento del litorale non è una novità a Bagnara, ma negli ultimi tempi il fenomeno ha preso una piega preoccupante. “Dieci anni fa qui c’era una spiaggia larga almeno trenta metri, ora il mare arriva quasi sotto le case”, racconta Giuseppe, pescatore in pensione di via Lungomare. Le mareggiate di novembre hanno accelerato tutto: la villa crollata era stata costruita negli anni Settanta, ben lontana dalla battigia. Oggi invece le fondamenta sono scoperte, le stanze aperte come un palcoscenico.
Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), la costa calabrese perde mediamente tra 1 e 2 metri all’anno. A Bagnara però il ritmo è più veloce: “Abbiamo registrato arretramenti fino a 4 metri in un solo anno”, spiega l’ingegner Francesco Laganà, che segue il monitoraggio costiero per la Regione Calabria.
Clima, interventi umani e trascuratezza: le cause
Dietro l’erosione a Bagnara c’è più di un motivo. Da una parte, l’aumento delle mareggiate, più frequenti e violente a causa dei cambiamenti climatici. Dall’altra, la costruzione di porti e barriere che hanno modificato le correnti e bloccato il naturale movimento dei sedimenti. “Il porto di Gioia Tauro e i frangiflutti degli anni Ottanta hanno cambiato tutto”, spiega Laganà. Ma secondo molti abitanti, anche la scarsa manutenzione delle strutture esistenti ha peggiorato la situazione.
Il Comune, intanto, si ritrova a gestire l’emergenza con pochi mezzi. Il sindaco Domenico Romeo ha chiesto un incontro urgente con Regione e Protezione Civile: “Non possiamo più aspettare. Ogni inverno perdiamo pezzi di costa e rischiamo di dover evacuare altre famiglie”.
Dietro i numeri, le storie della gente
Dietro le cifre ci sono volti e storie di chi vive qui. La villa distrutta apparteneva alla famiglia Siclari, da sempre legata a questi terreni sul lungomare. “Mio padre l’aveva fatta per noi figli – racconta Maria Siclari – ma ora è solo un cumulo di macerie. Abbiamo visto il mare portarci via tutto in una notte”. Non è un caso isolato: le associazioni locali parlano di almeno 200 abitazioni danneggiate o in pericolo tra Bagnara e Scilla.
Molti abitanti si sono uniti in comitati spontanei per chiedere interventi immediati. “Non vogliamo solo muri di cemento – dice Antonella Ferraro, portavoce di ‘Salviamo la Costa’ – servono soluzioni che rispettino l’ambiente e proteggano davvero le nostre case”.
Cosa si può fare e cosa si sta facendo
La Regione Calabria ha annunciato un piano straordinario da 10 milioni di euro per difendere la costa tra Bagnara e Palmi. I lavori dovrebbero partire entro la primavera del 2026, ma i dettagli sono ancora da definire. Gli esperti propongono una combinazione di barriere sommerse, ripascimento artificiale e recupero delle dune. “Solo così potremo fermare l’arretramento”, confida Laganà.
Nel frattempo, la paura resta. Ogni notte di vento forte chi vive vicino al mare teme che la prossima onda sia quella che farà crollare tutto. “Non dormiamo più tranquilli”, ammette Giuseppe, mentre guarda il mare che avanza. Eppure, tra rabbia e rassegnazione, tanti sperano ancora in un futuro che salvi non solo le case, ma anche un pezzo della loro storia.