Tokyo, 6 febbraio 2026 – Niente festival dei ciliegi in fiore all’Arakurayama Sengen Park ai piedi del Monte Fuji per il 2026. La notizia è arrivata il 3 febbraio dal consiglio comunale di Fujiyoshida, che ha deciso di cancellare l’evento. Dietro questa scelta, anni di problemi: troppi turisti, disagi per chi abita in zona e una gestione dei rifiuti diventata insostenibile. Un messaggio chiaro, dicono le autorità, per salvaguardare la qualità della vita e il rispetto della comunità.
Festival annullato: caos, sporcizia e proteste dai residenti
Negli ultimi dieci anni, il festival aveva trasformato Fujiyoshida in una meta di punta durante la fioritura dei ciliegi. Ogni primavera, fino a 200.000 persone si riversavano nel parco per godersi la vista: il Monte Fuji circondato dai sakura e la pagoda Chureito sullo sfondo. Bancarelle con specialità locali, spettacoli dal vivo, file ordinate – almeno fino a qualche tempo fa.
Ma poi è arrivato il cambiamento. Il consiglio comunale parla di traffico bloccato, rifiuti lasciati ovunque e comportamenti poco rispettosi da parte dei visitatori. Lo racconta anche lo Straits Times: turisti che entrano nelle case private per usare il bagno, altri che hanno lasciato escrementi nei giardini. In alcune vie, genitori hanno segnalato che i loro figli sono stati spinti fuori dai marciapiedi dalla folla. “Per noi di Fujiyoshida, il Monte Fuji non è solo un’attrazione turistica, è il cuore della nostra vita”, ha detto il sindaco Shigeru Horiuchi. “Ma vedere che, dietro questa bellezza, la tranquillità e la dignità dei nostri abitanti sono messe a dura prova, è un segnale d’allarme serio”.
Overtourism e nuove regole: cosa cambia
Cancellare il festival non significa dire addio ai turisti: la stagione dei ciliegi resta un richiamo potente, soprattutto quest’anno con lo yen debole che rende il Giappone più accessibile. Per questo le autorità hanno messo in campo nuove misure: più controlli, bagni chimici in più e un invito forte a usare i mezzi pubblici. Ai visitatori sarà chiesto di non entrare nelle proprietà private e di evitare foto non autorizzate.
Nonostante tutto, all’Arakurayama Sengen Park ci si prepara a lunghe attese. Le stime parlano di code fino a tre ore per scattare la foto con il Monte Fuji e i ciliegi in fiore. Una tendenza alimentata anche dai social network, dove la caccia allo scatto perfetto fa spesso ignorare regole e limiti.
Monte Fuji e la sfida contro il turismo di massa
Fujiyoshida non è un caso isolato. Da tempo il Monte Fuji fatica a reggere il peso del turismo di massa: inquinamento, problemi di sicurezza e tensioni con chi ci vive. Lo scorso agosto, la prefettura di Yamanashi ha introdotto un biglietto d’ingresso da 4.000 yen (circa 25 euro) per chi vuole salire lungo i sentieri principali nella stagione alta. Sul sentiero Yoshida, il più frequentato, è stato fissato un limite di 4.000 visitatori al giorno.
Anche a Fujikawaguchiko la stanchezza per le folle ha portato a misure drastiche: una barriera lunga 20 metri e alta 2,5, rivestita da una rete nera, per bloccare selfie e assembramenti davanti al panorama più famoso. La struttura è stata tolta ad agosto per un tifone, ma le autorità hanno già fatto sapere che potrebbe essere rimontata se i numeri dovessero tornare a salire.
Tra rispetto del territorio e turismo responsabile
Il dibattito resta acceso: come tenere insieme l’attrazione globale del Monte Fuji e la necessità di proteggere l’ambiente e la vita di chi abita qui? Le autorità puntano sulla responsabilità di tutti: “Chiediamo ai visitatori di rispettare le regole e chi vive qui tutto l’anno”, ha detto un funzionario del comune.
Nel frattempo, per le vie di Fujiyoshida si respira una calma insolita. I ciliegi sbocceranno anche quest’anno – senza festival, ma con la speranza che il paesaggio venga apprezzato con più attenzione e rispetto.