Navigare da Newport al Maine: un’avventura in mare accessibile a tutti

Boston, 25 febbraio 2026 – Un gruppo di studenti velisti ha vissuto un’esperienza che non dimenticheranno facilmente durante una traversata da Newport fino alla costa del Maine, organizzata da Morse Alpha Expeditions. L’incontro ravvicinato con una balena, la navigazione notturna tra i canali e le sfide del meteo hanno trasformato quella che doveva essere una semplice settimana di addestramento in mare aperto in una vera e propria scuola di vita. Il viaggio è partito all’alba da Newport, Rhode Island, e ha messo alla prova l’equipaggio tra le correnti del Cape Cod Canal e le acque insidiose dell’Atlantico, con l’obiettivo di rafforzare le capacità e la fiducia dei partecipanti.

Balene, correnti e mare aperto: il cuore della spedizione

Il primo momento fuori dall’ordinario è arrivato subito: una balena è comparsa a pochi metri dalla barca, lasciando senza fiato studenti e istruttori. “Abbiamo preso le fotocamere al volo, per molti era la prima volta”, ha raccontato Tara, co-istruttrice della spedizione. Lontani dalla terraferma, con l’oceano tutto intorno, la natura si è fatta sentire forte e chiara. Solo dopo essersi assicurati che la balena si allontanasse, l’equipaggio ha ripreso la rotta verso nord.

La barca, una Norseman 447 chiamata Rocinante, è partita da Newport puntando dritta verso il Cape Cod Canal, una scorciatoia fondamentale per evitare il giro lungo della penisola. Da lì, la traversata verso Penobscot Bay, nel Maine, si è sviluppata su 130 miglia di mare aperto. “È il percorso perfetto per chi vuole mettere alla prova le proprie capacità costiere e assaporare la navigazione d’altura”, ha spiegato il comandante.

Correnti e meteo: pianificare senza margini di errore

Due giorni prima della partenza, l’ultimo bollettino meteo aveva annunciato un fronte freddo in arrivo: venti forti da nord-est per una dozzina d’ore, poi il ritorno delle brezze da sud-ovest. “Sapevamo che il tempo sarebbe stato tirato”, ha detto uno degli organizzatori. Anche se in mare nessuno ama fissare date precise, la spedizione era stata organizzata da mesi.

Gli studenti sono stati divisi in squadre, ciascuna con il compito di pianificare una parte della traversata. Tutti hanno capito l’importanza di sfruttare le correnti favorevoli passando per Buzzards Bay e il canale. Le previsioni sono state confrontate con i dati delle maree presi dall’Eldridge Tide and Pilot Book, un vero e proprio punto di riferimento per chi naviga nel Nordest degli Stati Uniti.

Partenza nel cuore della notte e il traffico di Newport

La partenza è avvenuta in piena notte, per cogliere la corrente giusta. Newport, in alta stagione, non dorme mai: superyacht illuminati e file di barche ormeggiate hanno reso l’uscita dal porto un vero gioco di abilità al buio. Tutti in coperta, gli occhi fissi sulle luci e sulle sagome delle altre imbarcazioni.

Entrare in Buzzards Bay ha richiesto tutta la concentrazione: le boe luminose sembravano un albero di Natale e capire quali fossero quelle del canale principale e quali no non era affatto semplice. “Perché non usiamo il chart plotter?”, ha chiesto uno studente. La risposta è stata chiara: almeno all’inizio si naviga “alla vecchia maniera”, con carte nautiche e binocoli. Solo così si impara davvero a capire dove si è.

Un episodio tipico: alcune “boe” si sono rivelate essere un rimorchiatore con chiatta (ATB Sapphire Coast), scoperto grazie all’AIS e a una comunicazione radio sul canale 13 VHF. “Port to port”, si sono accordati i due equipaggi. Un breve scambio che ha tolto ogni dubbio sulla rotta da seguire.

Attraversare il Cape Cod Canal: regole e sorprese

Il passaggio nel Cape Cod Canal – lungo 12 miglia, sette delle quali scavate dall’uomo – impone regole precise: velocità sotto i 10 nodi, radio sempre accesa su VHF 13, attenzione ai ponti mobili e divieto per natanti senza motore. “Il canale sembra un tunnel spazio-temporale: entri e tutto cambia all’improvviso”, ha raccontato uno dei partecipanti.

All’uscita, poco dopo le 9 del mattino, il mare era calmo e una leggera foschia estiva ammantava l’orizzonte. Da lì in poi, solo acqua davanti.

Verso il Maine: vento in poppa e attenzione alle trappole per aragoste

La rotta verso Rockland prevedeva 155 miglia e circa 31 ore di navigazione. Il vento previsto – 12-15 nodi da sud-ovest – ha permesso all’equipaggio di scegliere una rotta più comoda al traverso, evitando il rollio e facilitando i turni di riposo.

Durante la notte, una virata intelligente ha portato la barca lontano dalla costa per evitare i bassifondi. All’alba, con il vento a favore, è stato issato lo spinnaker: “Sono quei momenti che sogniamo in mare”, ha detto un membro dell’equipaggio tra un sorso di caffè caldo e un muffin appena sfornato.

L’avvicinamento al Maine è stato segnato dai primi incontri con barche da pesca impegnate nelle trappole per aragoste. “Abbiamo aspettato l’alba prima di entrare nelle acque piene di boe”, ha spiegato il comandante. La costa del Maine, con i suoi canali stretti e le rocce nascoste, richiede attenzione ma regala paesaggi unici.

Rockland: fine della traversata e bilancio

L’arrivo a Rockland ha chiuso la traversata. Il porto offre tutto quello che serve ai velisti: ormeggi sicuri, servizi tecnici e una cittadina accogliente. La cena a base di aragosta al ristorante Claws è stata l’occasione per ripercorrere insieme le tappe del viaggio: dal fronte freddo alle correnti calcolate al minuto, fino alla notte passata a turno in coperta.

Per molti studenti questa esperienza è stata un trampolino verso nuove sfide: alcuni si stanno già preparando per la traversata atlantica con Morse Alpha Expeditions nei prossimi mesi. “Tutti si sono sentiti più sicuri e pronti”, ha concluso l’istruttore principale. “E già si parla dei viaggi dell’estate prossima.”

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