Navigare verso il futuro: vent’anni di successi nelle autostrade del mare italiane

Roma, 13 dicembre 2025 – A vent’anni dalla loro nascita con la legge 488 del 1999, le Autostrade del Mare si confermano un punto di riferimento fondamentale per la logistica italiana e per i collegamenti nel Bacino del Mediterraneo. Lo rivela il Rapporto Censis presentato ieri nella Sala del Parlamentino del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza di istituzioni, operatori e addetti ai lavori. Un bilancio che racconta numeri, cambiamenti e sfide di un sistema che ha rivoluzionato il trasporto merci nel nostro paese.

Le Autostrade del Mare: il cuore della logistica italiana

Secondo il Rapporto Censis, la rete delle Autostrade del Mare si estende oggi su 52.007 chilometri di rotte, con 18 porti italiani di partenza e 23 destinazioni finali, di cui otto all’estero, tra Spagna, Malta, Grecia e Croazia. Un sistema che, come ha spiegato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, “non è solo un insieme di collegamenti, ma una rete strategica che conferma il ruolo dell’Italia come crocevia tra Nord e Sud, tra Occidente e Oriente”.

Nel 2024, più della metà delle merci importate e quasi il 40% di quelle esportate hanno viaggiato via mare. L’Italia si è imposta tra i protagonisti della Blue Economy europea, con un contributo dell’11,1% al valore aggiunto dell’Unione e dell’11,5% all’occupazione nel settore. Si riflette anche nell’aumento del trasporto Ro-Ro: le esportazioni via mare con questa modalità sono cresciute del 77,8% dal 2006 al 2024 e addirittura del 126,7% rispetto al 2013.

Ambiente e intermodalità: un connubio vincente

Uno dei risultati più importanti riguarda la sostenibilità ambientale. Dal 2004 a oggi, la combinazione tra mare e terra ha evitato oltre 27 miliardi di chilometri percorsi su strada. Ogni anno, secondo il Censis, si tolgono dalle strade circa 2,2 milioni di camion, equivalenti a 58 milioni di tonnellate di merci spostate via mare, con una riduzione stimata di 2,4 milioni di tonnellate di CO₂.

Le compagnie di navigazione italiane hanno più che raddoppiato i collegamenti: dai 202 settimanali del 2004 si è passati ai 291 del 2024. Le rotte internazionali sono cresciute del 163%. Anche la flotta attiva sulle Autostrade del Mare è aumentata del 111% nello stesso periodo. Nei primi 27 porti italiani, i metri lineari disponibili ogni settimana sono passati da 1.174.000 a 2.565.000.

Porti in prima linea e fondi pubblici

A guidare la classifica dei porti più attivi nelle Autostrade del Mare ci sono Livorno (359 mila metri lineari settimanali), Genova (315 mila) e Catania (224 mila). Il Mezzogiorno ha un ruolo da protagonista: Sicilia, Campania e Puglia coprono oltre la metà delle rotte. A livello europeo, la normativa ha dato solidità al settore: la Decisione n. 884/2004/CE e il Regolamento n. 1315/2013 hanno inserito le AdM nella rete TEN-T.

Grazie al PNRR, sono stati messi a disposizione oltre 1,4 miliardi di euro per potenziare le infrastrutture portuali e altri 500 milioni per ammodernare la flotta. Negli ultimi anni sono arrivate innovazioni come motori ibridi ed elettrici, sistemi di lubrificazione ad aria, droni per le ispezioni e tecnologie per la cattura della CO₂.

Tra sfide e prospettive: il futuro delle Autostrade del Mare

Il Rapporto raccoglie anche le opinioni di chi lavora nel settore: rappresentanti del MIT, associazioni armatoriali come Confitarma e Assarmatori, autotrasportatori e porti. Sono emersi problemi legati alle nuove restrizioni commerciali dovute alle tensioni internazionali e all’aumento dei costi per le emissioni. Un altro nodo cruciale è quello delle competenze: servono figure professionali nuove, capaci di muoversi in un ambiente sempre più tecnologico e con regole ambientali più rigide.

Le sfide per i prossimi vent’anni? Tenere alta la competitività delle flotte italiane, ammodernare i porti, migliorare l’integrazione tra i vari mezzi di trasporto grazie alla digitalizzazione e rendere le infrastrutture più verdi con sistemi come il cold ironing e l’elettrificazione delle banchine.

Parole chiave dai protagonisti

“Questi risultati non arrivano per caso”, ha detto Salvini, “ma grazie alla capacità di mettere insieme porti, flotte, operatori e reti in un sistema efficiente”. Davide Bordoni, amministratore unico di RAM S.p.A., ha aggiunto: “Ridurre il traffico pesante sulle strade significa più sicurezza e sostenibilità”. Giuseppe De Rita, presidente del Censis, ha ricordato che “il mare è una risorsa fondamentale per l’Italia, sia dal punto di vista economico che sociale”.

All’evento erano presenti anche Edoardo Rixi, vice ministro MIT, Alfredo Storto, capo di gabinetto MIT, Stefano Fabrizio Riazzola, vice capo gabinetto Trasporti, Francesco Benevolo, direttore operativo RAM, e Andrea Toma del Censis.

Il futuro delle Autostrade del Mare dipende ora dalla capacità di rinnovarsi ancora: digitalizzazione, rispetto dell’ambiente e nuove competenze saranno le chiavi per mantenere l’Italia al centro della logistica nel Mediterraneo.

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