Oil tankers under US sanctions make bold passage through the English Channel to Russia

Londra, 9 gennaio 2026 – Due petroliere già sanzionate dagli Stati Uniti, la Aria e la Tia, stanno attraversando il Canale della Manica dirette verso est, con destinazione Russia. Un passaggio che fa salire la tensione su quali saranno le prossime mosse di Regno Unito e Stati Uniti nella battaglia contro la cosiddetta “shadow fleet” di Mosca. L’avvistamento, avvenuto nelle ultime ore a sud delle coste britanniche, arriva a meno di un giorno dal sequestro della Marinera, un’altra nave cisterna bloccata nell’Atlantico da forze americane con il supporto della Royal Navy e della RAF.

Petroliere sanzionate in viaggio verso la Russia

Secondo i dati di Lloyd’s List, la Aria – che batte bandiera di Barbados – è stata segnalata giovedì sera tra Plymouth e Jersey, diretta al porto commerciale di Ust-Luga, nel Baltico orientale. La nave è inserita nella lista delle sanzioni del Tesoro USA, con un collegamento a una delle principali compagnie di navigazione russe. La Tia, invece, naviga con il nome Tiavan ed è partita dalla Turchia: dovrebbe arrivare nel Golfo di Finlandia il 13 gennaio. La sua storia è piuttosto complicata: sanzionata dagli Stati Uniti nel 2024 per aver trasportato petrolio venezuelano, ha cambiato più volte nome e bandiera, passando da Tia ad Arcusat e infine a Tiavan.

La strategia angloamericana contro la “flotta fantasma”

Il sequestro della Marinera – avvenuto mercoledì pomeriggio a nord-ovest delle isole britanniche – segna un punto di svolta. L’operazione, frutto di oltre due settimane di pedinamenti dall’area caraibica, è stata condotta dagli Stati Uniti con il supporto logistico e operativo del Regno Unito. Il segretario alla Difesa britannico, John Healey, ha detto ai Comuni che la nave era “falsamente registrata” e faceva parte di quella flotta ombra che trasporta petrolio violando le sanzioni, “per finanziare l’invasione illegale dell’Ucraina”.

Le parole di Healey hanno acceso le aspettative su possibili nuovi interventi contro altre navi legate a Mosca. “Dissuadere, interrompere e colpire la flotta ombra russa è una priorità per questo governo”, ha ribadito un portavoce del Ministero della Difesa, senza però confermare dettagli sulle due petroliere in transito. Nessun aggiornamento operativo: “Non rilasciamo informazioni in tempo reale sul traffico marittimo”, ha aggiunto la fonte.

Cambiare nome e bandiera: il trucco per sfuggire ai controlli

Il caso della Tia – oggi Tiavan – mostra una tattica ormai comune tra le navi coinvolte nei traffici proibiti: cambiare nome e bandiera per evitare i controlli. Dai registri internazionali risulta che la nave è finita nella lista nera statunitense dopo aver trasportato petrolio venezuelano. Da allora ha cambiato più volte identità e paese di registrazione, complicando il lavoro delle autorità occidentali.

La Aria, invece, è direttamente collegata a operatori russi già noti agli Stati Uniti. Il suo passaggio nelle acque britanniche è seguito con attenzione dagli analisti del settore energetico e dagli esperti di sicurezza marittima.

Il precedente della Marinera e quello che potrebbe succedere

Il sequestro della Marinera – ex Bella 1 – è un precedente importante. La nave stava andando verso il Venezuela quando l’equipaggio ha rifiutato l’ispezione della Guardia Costiera USA. Dopo una fuga nell’Atlantico e un cambio di nome con registrazione russa, è scattato l’intervento militare americano, possibile anche grazie alla collaborazione britannica.

Ora gli occhi sono puntati sulle prossime mosse di Londra e Washington. Da una parte la linea dura contro la “shadow fleet” sembra confermata dalle parole di Healey, dall’altra resta il mistero su come e quando arriveranno nuove azioni contro le petroliere in viaggio. Fonti diplomatiche a Londra non escludono sviluppi nelle prossime ore, ma sottolineano che ogni passo dovrà rispettare il diritto internazionale e le norme del diritto marittimo.

Sanzioni e sicurezza energetica, il difficile equilibrio

Il passaggio delle due navi nel Canale della Manica riporta al centro il tema della sicurezza energetica europea e dell’efficacia delle sanzioni contro Mosca. Per gli esperti, la questione delle navi “ombra” è una sfida in crescita per l’Occidente. “È una partita a scacchi che non finisce mai”, spiega un analista londinese che segue da vicino questi movimenti.

In attesa di novità, la tensione resta alta nei porti del Nord Europa. Le prossime ore potrebbero essere decisive: si capirà se la strategia angloamericana porterà a nuovi sequestri o se, invece, le petroliere riusciranno a raggiungere i terminal russi senza problemi.

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