Onde di nostalgia e sogni di rinascita

Fiume, 2 gennaio 2026 – Quando un anziano non ce la fa più a gestire la vita di tutti i giorni, la domanda che si fanno familiari, amici e operatori sociali è sempre la stessa: come garantire una vita dignitosa e sicura? In Croazia, soprattutto nelle zone dell’Istria e della Contea Litoraneo Montana, l’assistenza agli anziani è diventata una questione urgente. La popolazione invecchia, e le previsioni dicono che entro il 2100 quasi il 40% degli abitanti avrà più di 65 anni. Un dato che mette in difficoltà sia le famiglie che i servizi pubblici.

RSA in affanno: la lotta contro le liste d’attesa

Le case di riposo pubbliche e private sono spesso piene fino all’inverosimile. A Pola, per esempio, la direttrice della Casa di riposo “Alfredo Štiglić”, Doris Ivanković, racconta di una lunga lista d’attesa: in un anno le richieste sono passate da 2.700 a 3.200. Il costo per ogni ospite va dai 1.300 ai 2.000 euro al mese, anche se spesso la retta è più bassa grazie ai contributi regionali. Ma anche con l’apertura di nuovi spazi, le attese non si accorciano. “Si parla di anni, a volte anche dieci”, ammette Ivanković.

In Istria la situazione è simile. I posti disponibili nelle case di riposo tra Pola, Arsia, Cittanova e Rovigno sono circa 500. Le amministrazioni locali provano a correre ai ripari costruendo strutture proprie, come a Umago o Pinguente, ma i costi sono alti. Il sindaco Damir Kajin ha calcolato che mantenere la Casa del pensionato di Pinguente costa 1,85 milioni di euro all’anno, con un ampliamento da 3,5 milioni già in programma.

Invecchiamento e servizi: la prova della terza età

Nella Contea Litoraneo Montana gli over 65 sono il 27% della popolazione. A livello nazionale, la Croazia si avvicina a diventare uno dei paesi più vecchi d’Europa: l’aspettativa di vita è di 82 anni per le donne e 75 per gli uomini, mentre l’età media supera i 44 anni. Non è solo un problema di strutture: cresce anche il rapporto tra pensionati e lavoratori, mettendo in crisi pensioni e sanità.

La Regione Istria ha affrontato più volte la questione delle case di riposo in Assemblea. “Serve investire senza sosta”, sottolinea Vili Bassanese, sindaco di Umago, ricordando che spesso i comuni devono tirare fuori soldi propri per mantenere le strutture.

Pnrr e nuove case di riposo: una risposta che non basta

Il governo croato ha messo a disposizione, attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), 159 milioni di euro per costruire 18 nuovi centri per anziani. Da Ragusa a Medolino, queste strutture potranno ospitare quasi 1.850 persone e offrire assistenza a domicilio a 4.500. Ma la domanda resta più alta dell’offerta.

Nella Contea Litoraneo Montana, il presidente Ivica Lukanović ha promesso di raddoppiare i posti letto entro il 2028. Le strutture pubbliche sono sparse tra Fiume (la più grande), Veglia, Volosca, Lussino, Cherso e Arbe. Tuttavia, le richieste superano sempre i posti disponibili. “Le liste d’attesa sono troppo lunghe, non riusciamo a smaltirle”, confessa Melita Raukar, direttrice della Casa di cura “Kantrida” a Costabella.

Costabella, un modello di assistenza a più livelli

La Casa di cura “Kantrida” ospita attualmente 356 anziani, divisi in quattro livelli di assistenza: dal primo, per chi è ancora autonomo, al quarto, per chi soffre di gravi forme di demenza. Qui lavorano 50 operatori socio-sanitari, 20 infermieri e 7 fisioterapisti. Oltre all’assistenza residenziale, la struttura offre servizi a domicilio a circa 90 persone e fornisce pasti a 220 utenti ogni giorno.

Le tariffe variano molto: da 550 a 750 euro per chi ha aiuti pubblici; oltre 1.200 euro per chi paga di tasca propria. Nei centri privati, la cifra può arrivare anche a 3.000 euro al mese, una spesa che pesa molto sulle famiglie.

Rinnovamenti e problemi che restano

A Costabella sono in corso lavori per migliorare l’efficienza energetica: cappotto termico, pannelli fotovoltaici e stanze rinnovate per garantire più privacy. L’investimento supera i 5 milioni di euro, finanziati in parte con fondi Pnrr e dal Fondo per la tutela ambientale.

Ma il vero problema resta la mancanza di personale specializzato: infermieri, operatori socio-sanitari e persino cuochi. E le lunghe attese costringono a dare priorità ai casi più gravi. “Abbiamo dovuto mettere da parte le richieste di anziani ancora autonomi”, spiega Raukar.

Tra autonomia e bisogno di aiuto: il difficile passaggio

Entrare in una casa di riposo è un momento delicato per molti anziani. Ivana Car, assistente sociale della struttura, racconta: “Il primo anno è il più difficile”. Però, per chi viveva da solo o in condizioni difficili, la residenza può diventare un’occasione per trovare sicurezza e compagnia.

Oggi il sistema croato deve affrontare una sfida che va oltre le mura delle strutture: garantire agli anziani una vita degna. Amministratori e operatori lo ripetono: investire nella terza età non è solo una scelta politica, ma un dovere morale verso chi ha costruito il Paese.

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