Melbourne, 24 novembre 2025 – La Port Phillip Women’s Championship Series 2025-2026 è pronta a tornare protagonista sulle acque australiane. Centinaia di donne si preparano a salire a bordo, pronte a sfidarsi al timone e in equipaggio, spinte dalla passione per il mare e dalla voglia di ritagliarsi uno spazio in uno sport tradizionalmente maschile.
Vela al femminile: una tradizione che si rinnova
Dal 2013, la PPWCS coinvolge cinque storici yacht club della baia di Port Phillip, a Melbourne. Ognuno organizza una regata dedicata alle donne veliste. Sono dieci prove in programma da novembre a maggio, un’occasione per mettere insieme gli equipaggi, migliorare la tecnica e – come dicono le protagoniste – “mettersi alla prova” in flotte sempre più numerose. Si parte domenica 30 novembre con la Shirley Freeman Trophy, ospitata dall’Hobson’s Bay Yacht Club (HBYC), che da oltre un secolo apre le sue porte alle donne.
Shirley Freeman, una pioniera che non si dimentica
La prima regata ha radici lontane: nel 1900, l’HBYC istituì la Lady Skippers Race “in onore delle nostre pioniere che hanno portato avanti la vela femminile”, ricordano i soci. Dopo la morte di Shirley Freeman nel 2014, la gara ha preso il suo nome. Freeman è stata la prima donna socia del club, armatrice e navigatrice oceanica di successo. Ma non solo: farmacologa e consigliera governativa, nel 1989 ha ricevuto il titolo di Member of the Order of Australia (AM) per il suo impegno pubblico. Un’eredità che ancora oggi ispira tante donne.
Sue Burke, la nuova voce al timone
A raccogliere il testimone delle pioniere è oggi Sue Burke, socia HBYC e volto del movimento She Sails. Nel marzo 2025 ha guidato un equipaggio tutto al femminile – tre donne a bordo dello “Swallow”, un trailer sailer – vincendo la prima divisione femminile della Marlay Point Overnight Race sui Gippsland Lakes. Poi è tornata a Melbourne, dove continua a competere nella PPWCS, con l’occhio puntato sull’Australian Women’s Keelboat Regatta (AWKR).
“Abbiamo comprato il nostro Defiance 30 ‘Lanncoorie’ due anni e mezzo fa”, racconta Burke. “Prima avevo già regatato nella PPWCS, sia come skipper sia come membro dell’equipaggio su ‘Swallow’. Con ‘Lanncoorie’ ho formato una squadra di donne che non avevano mai navigato su una barca a chiglia. La serie ci ha dato la possibilità di allenarci insieme, in condizioni vere di regata, contro altre donne e su barche diverse da quelle a cui eravamo abituate. È stato un test importante in vista dell’AWKR”.
Risultati che parlano chiaro
La strategia ha dato i suoi frutti: secondo posto nella Divisione 1 della PPWCS 2024-25 (Performance Handicap) e vittoria nella Divisione 2 dell’AWKR a giugno 2025. “La PPWCS è una grande vetrina per la vela femminile su Port Phillip”, dicono le compagne di equipaggio. “Ci dà visibilità e riconoscimento per l’impegno e la passione che mettiamo in ogni regata. Vincere l’AWKR è stata la ciliegina sulla torta”.
Cinque tappe per una stagione intensa
Il calendario della PPWCS 2025-26 prevede cinque gare principali. Dopo la Shirley Freeman Trophy del 30 novembre (HBYC), si corre la Val Hodge al Royal Yacht Club of Victoria il 1° febbraio, la WISC al Sandringham Yacht Club il 1° marzo, la Jennifer Goldsmith al Royal Melbourne Yacht Squadron il 15 marzo e la BLISS al Royal Brighton Yacht Club il 3 maggio. Ogni regata offre due divisioni: una per equipaggi completamente femminili e un’altra in cui la timoniera deve essere donna, ma l’equipaggio può essere misto.
Più di una gara: convivialità e spirito di club
Non manca il momento di festa: dopo ogni regata, l’HBYC accoglie tutte con piatti a tema italiano e drink a prezzo fisso (25 dollari australiani a testa). In palio anche il PPWCS Perpetual Team Trophy, riservato al club con la partecipazione femminile più numerosa rispetto alla propria flotta.
Iscrizioni aperte: il mare aspetta le nuove leve
Le iscrizioni sono già aperte. Basta mettere insieme un equipaggio, definire gli obiettivi e registrarsi attraverso i moduli disponibili al Royal Melbourne Yacht Squadron. “Invitiamo tutte le donne a unirsi a noi”, dicono le organizzatrici. “Più siamo, più forte sarà la voce della vela femminile nella baia”.