Porto Torres, 10 giugno 2024 – Nel porto industriale di Porto Torres è partita una sperimentazione destinata a cambiare il modo di produrre energia in Sardegna. Si chiama progetto “Millepiedi” e, come annunciato dall’Autorità di sistema portuale del Mar di Sardegna, punta a generare energia elettrica dalle onde del mare. Da qualche settimana è in funzione una macchina idraulica innovativa, che sarà collocata all’interno della diga frangiflutti. L’obiettivo è chiaro: ridurre le emissioni e rendere il porto sempre più indipendente dal punto di vista energetico.
Energia dal mare: il cuore del progetto Millepiedi
La macchina, pensata per catturare l’energia delle onde, sarà installata in una parte della diga foranea. I tecnici dell’Autorità portuale spiegano che il sistema sfrutta il livello medio del mare per trasformare il movimento delle onde in elettricità. I lavori sono già iniziati e il finanziamento, di 3 milioni e 800mila euro, arriva dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il progetto dovrebbe essere completato entro l’estate del 2026.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Autorità portuale e l’azienda speciale del Parco di Porto Conte, che ha già esperienza in progetti simili. L’ente portuale si occuperà delle infrastrutture, mentre il Parco seguirà l’installazione degli impianti. “Abbiamo messo a disposizione le nostre competenze per un progetto che guarda avanti”, ha detto un responsabile del Parco, sottolineando come la collaborazione tra enti pubblici e realtà locali sia stata fondamentale.
Energia pulita per il porto e la città
L’obiettivo è semplice: produrre energia pulita per tagliare le emissioni di anidride carbonica e altri inquinanti legati ai combustibili fossili. Così, porto e città potranno coprire parte del loro fabbisogno senza ricorrere a fonti tradizionali. Al centro dell’intervento c’è la manutenzione straordinaria di un cassone della diga, che ospiterà la macchina idraulica.
Ma non finisce qui. L’Autorità portuale ha avviato anche i lavori per l’elettrificazione delle banchine, con un altro finanziamento da 12 milioni e 791mila euro. Questo impianto permetterà alle navi in sosta di collegarsi direttamente alla rete elettrica del porto, spegnendo i motori ausiliari e riducendo così le emissioni durante le operazioni di carico e scarico. “È un passo avanti verso un porto moderno e sostenibile”, ha commentato Domenico Bagalà, commissario straordinario dell’Adsp.
Traffico e sicurezza: le sfide da affrontare
La svolta green non riguarda solo la produzione di energia. Nel recente bilancio dell’Autorità di sistema portuale, che segna un equilibrio tra entrate e uscite superiore a 172 milioni di euro, c’è anche l’impegno a migliorare la viabilità d’accesso al porto. Una questione sollevata spesso dal Comune di Porto Torres, che teme il traffico intenso tra porto e città durante le fasi di imbarco e sbarco.
Bagalà ha ribadito l’importanza di una “programmazione condivisa” con il Comune e i Consorzi industriali provinciali. L’obiettivo è gestire meglio i flussi di traffico, soprattutto nei periodi più affollati. “Serve una soluzione comune che regoli il traffico e garantisca sicurezza sia ai lavoratori portuali sia ai cittadini”, ha spiegato un funzionario comunale.
Un modello da esportare in Italia?
Il progetto “Millepiedi” è seguito con attenzione anche da altri porti italiani, interessati a trovare soluzioni simili per ridurre l’impatto ambientale delle attività portuali. L’accelerazione voluta dall’Unione Europea sulla riduzione delle emissioni rende queste sperimentazioni sempre più importanti nelle strategie di sviluppo dei porti del Mediterraneo.
Per ora, a Porto Torres si lavora tra cantieri, riunioni tecniche e sopralluoghi. Solo nei prossimi mesi si potranno vedere i primi risultati concreti. Ma la strada è tracciata: meno emissioni, più innovazione, e una nuova energia che arriva – letteralmente – dal mare.