Aversa, 16 novembre 2025 – Vizi di Mare, ristorante di via Antonio Gramsci ad Aversa, ha aperto una nuova stagione puntando sulla cucina sostenibile e sul pieno rispetto del pescato. Dietro ai fornelli c’è il patron Luca Lipoma insieme allo chef Antonio Rossi, che propongono un modo diverso di raccontare il mare: meno sprechi, più memoria e tanta tecnica.
Vizi di Mare cambia pelle: sostenibilità e tecnica al centro
Appena varchi la soglia del locale, si capisce che qualcosa è cambiato. La sala, fresca e accogliente, è affidata a Antimo Iavarone, che ha rinnovato il servizio con energia. Ma il vero cuore della trasformazione batte in cucina. Lipoma lo spiega così: «Anche le parti meno nobili meritano attenzione: è lì che nascono le sorprese». Ecco allora che teste, guance, pance, fegati e lische diventano protagonisti di una cucina circolare, dove niente si butta e ogni pezzo ha la sua dignità.
La filosofia del “quinto quarto di mare” prende vita soprattutto durante il fermo pesca. Quando il mare si ferma, anche il ristorante rallenta, rispettando i tempi naturali. In quei giorni nascono piatti che valorizzano pesci dimenticati e scarti pregiati. La tecnica della frollatura, ispirata alla scuola nordica, regala sapori più intensi, ammorbidendo le carni e concentrando l’umami.
“Mare d’Autunno”: il menu che racconta il tempo e il mare
Il menu autunnale si chiama “Mare d’Autunno” e segue il ritmo del pescato locale. Tra le proposte, spiccano la trippa di pesce alla romana, fatta con cinque bolliture dello stomaco dell’orata, e la triglia in carrozza con mozzarella di bufala aversana e ristretto di frattaglie. Il collare di ricciola glassato – da gustare rigorosamente con le mani – offre tre muscoli e tre sapori diversi.
Non mancano le zuppe: quella di pesce di fondale unisce gallinella, scorfano e triglia, arricchita da mazzancolla cruda e cotta e un tocco di erba cipollina. Il soffritto di mare racconta la tradizione campana vista dal mare. Tra le proposte più originali, l’ostrica pastorizzata cotta alla brace con tartufo uncinato del Beneventano. A chiudere il percorso, spaghetti ai ricci di mare e una rivisitazione personale della Polacca aversana.
La cantina nel tufo: un tesoro di vini e biodiversità
Sotto il ristorante si nasconde una cantina scavata nel tufo, che ospita più di 400 etichette in continuo cambio. Il protagonista è l’Asprinio d’Aversa, ma la selezione spazia tra territori e vitigni diversi, con un occhio di riguardo alla biodiversità. La carta dei vini è studiata per accompagnare ogni piatto senza mai sovrastarlo.
Lipoma racconta: «Abbiamo voluto una cantina che fosse parte dell’esperienza. Ogni bottiglia ha una sua storia, proprio come ogni piatto». La scelta segue la stagionalità del menu e punta sui piccoli produttori locali.
Vizi di Mare oggi: un’identità forte tra gusto e rispetto
Rispetto a qualche anno fa, quando il locale cercava ancora la sua strada, oggi Vizi di Mare ha una voce chiara. La cucina ha trovato un carattere preciso: sostenibile, attenta ai sapori e alla tecnica, ma capace di stupire senza perdere le radici. Il racconto del mare passa da piatti che non sprecano nulla e si rinnovano con le stagioni.
Il risultato è un’esperienza che mette al centro il rispetto per il prodotto e per l’ambiente, senza rinunciare al piacere della tavola. In sala si respira un’atmosfera informale ma curata; in cucina la ricerca non si ferma mai. Eppure tutto sembra naturale, come se questa fosse sempre stata la strada giusta per raccontare il mare ad Aversa.
Per informazioni e prenotazioni: 081 612 1840. Il ristorante è aperto a cena; venerdì, sabato e domenica anche a pranzo.