Bruxelles, 12 dicembre 2025 – Ryanair lancia l’allarme: potrebbero sparire venti rotte in tutta Europa, con il Belgio nel mirino. Tutto a causa dell’aumento delle tasse sui voli deciso dal governo federale e dal consiglio comunale di Charleroi. La compagnia low cost irlandese parla di una misura “dannosa” e avverte: dal 2027 ridurrà drasticamente voli e frequenze dagli aeroporti belgi.
Ryanair contro la tassa: tagli e rincari in arrivo
Dal 2027, per ogni passeggero in partenza su voli a corto raggio scatterà una tassa di 10 euro. È questa la nuova imposta inserita nel bilancio nazionale per coprire un buco da 9,2 miliardi di euro entro il 2029. A questa si aggiunge la proposta di Charleroi: già dal prossimo anno, chi parte dall’aeroporto cittadino dovrà pagare altri 3 euro a testa. Ryanair mette in guardia: “Così la domanda crollerà e i prezzi dei biglietti voleranno alle stelle”, si legge nella nota diffusa stamattina.
Jason McGuiness, direttore commerciale, spiega che “aumentare continuamente le tasse rende il Belgio meno competitivo rispetto a Paesi come Svezia, Ungheria, Italia e Slovacchia, che invece hanno tolto questi balzelli per attirare traffico”. Poi l’appello al premier De Wever: “Bisogna cancellare questa tassa sull’aviazione, prima che a pagarne il prezzo siano turismo, posti di lavoro e l’intera economia belga”.
Cosa rischiano rotte e aeroporti: i numeri pesano
Se le tasse entreranno in vigore, Ryanair ritirerà cinque aeromobili dagli aeroporti belgi e taglierà 20 rotte dal programma invernale 2026/2027 a Bruxelles. Il risultato? Circa un milione di posti in meno, con una riduzione del 22% del traffico nello scalo della capitale. Gli aeroporti avvertono: il costo extra finirà per gravare sui passeggeri, con voli più cari.
Il primo ministro Bart De Wever, dopo mesi di negoziati bloccati, ha commentato su X con un messaggio chiaro: “Oggi il lavoro, domani i frutti”, sottolineando che la manovra fa parte di un piano più ampio per mettere in ordine i conti pubblici. Ma le compagnie non ci stanno. Ryanair ha definito la tassa di Charleroi “una follia” e lancia l’allarme: migliaia di posti di lavoro locali sono a rischio se la misura sarà confermata.
La strategia europea di Ryanair: non è solo il Belgio
La battaglia contro le tasse sull’aviazione non si ferma al Belgio. Solo il mese scorso, Ryanair aveva minacciato di cancellare tutti i voli dalle Azzorre dopo l’aumento delle tasse in Portogallo. In quel caso, a rischio erano sei rotte e circa 400.000 passeggeri all’anno. In Spagna, la compagnia ha già sospeso i voli invernali per città come Santiago de Compostela e sta preparando il ritiro da diversi aeroporti regionali in Francia.
Secondo McGuiness, “molti altri Paesi europei hanno eliminato queste tasse per sostenere le loro economie. Il Belgio va in direzione opposta, alzando i costi e spingendo via compagnie e turisti”.
Le ragioni del governo: conti e ambiente
Il governo belga difende la scelta come necessaria per colmare il deficit e finanziare progetti ambientali. L’aumento delle tasse sui voli brevi serve anche a compensare le emissioni di CO₂ generate dall’aviazione. Ma la misura divide. Da una parte chi punta sulla sostenibilità e sul risanamento dei conti, dall’altra le compagnie aeree, che temono la fuga di passeggeri verso mercati più economici.
Per ora la partita è aperta. Ryanair avverte: se le nuove tasse saranno confermate, ridurrà la propria presenza in Belgio. Il rischio concreto è meno voli, biglietti più cari e un duro colpo per lavoratori e turismo locale. Una questione destinata a tenere banco nei prossimi mesi, tra conti pubblici da sistemare e strategie aziendali da rivedere.