Perth, 18 gennaio 2026 – La stagione SailGP Championship è iniziata con un botto a Fremantle: appena un minuto dopo il via della prima regata, le barche di Svizzera e Nuova Zelanda si sono scontrate in modo violento. Lo schianto, sotto gli occhi sbigottiti del pubblico a Bather’s Beach, ha costretto entrambe le squadre a ritirarsi. Ma a pagare il prezzo più alto è stata la squadra neozelandese.
Scontro frontale tra Svizzera e Nuova Zelanda: danni e polemiche
Da una prima ricostruzione emerge che i danni più gravi sono toccati ai Black Foils di Pete Burling: la parte posteriore di uno scafo è stata praticamente strappata via. La squadra svizzera, capitanata da Sebastien Schneiter, sembra poter tornare in gara per le ultime prove di domenica, mentre per i neozelandesi il weekend è finito prima del previsto. Gli arbitri hanno dato la colpa all’equipaggio neozelandese, infliggendo a Burling e compagni sette punti di penalità. Un inizio difficile per una delle formazioni più attese.
Burling non ha nascosto la sua delusione: “Non ci è stato dato abbastanza spazio per evitare l’incidente dopo la manovra degli svizzeri”, ha detto il timoniere, riferendosi al brusco cambio di rotta dei rivali dopo una strambata a novanta gradi.
Classifica cortissima dopo quattro regate: Francia, Svezia e USA al comando
Dopo quattro regate di circa nove minuti ciascuna, la classifica è cortissima e vede tre squadre appaiate al vertice. Sul circuito stretto e tecnico di Fremantle, Francia, Svezia e Stati Uniti hanno raccolto lo stesso punteggio, lasciando tutto aperto in vista delle prove decisive.
Il pubblico australiano aveva esultato per la vittoria nella prima manche dei Bonds Flying Roos, guidati da Tom Slingsby. Tuttavia, la squadra di casa non è riuscita a mantenere il passo nelle regate successive, chiudendo al quarto posto ma ancora in corsa per il podio. Un risultato comunque positivo, soprattutto considerando che solo due giorni fa l’infortunio al ginocchio di Iain Jensen ha costretto il team a chiamare all’ultimo minuto il veterano Glenn Ashby, volato da un capo all’altro del Paese per unirsi all’equipaggio.
“Con Glenn ci conosciamo dai tempi di Pechino, erano vent’anni che aspettavamo di correre insieme”, ha raccontato Slingsby dopo le regate. “Oggi finalmente ci siamo riusciti”.
Francia e Svezia sorprendono, USA si confermano
Tra le sorprese della giornata c’è la tattica audace della squadra francese di Quentin Delapierre, che ha scelto di partire in ritardo rispetto al gruppo per poi infilarsi tra gli avversari con una manovra rischiosa ma efficace. I risultati parlano chiaro: secondo, primo e ancora secondo posto nelle prime tre regate, prima di un calo nell’ultima, chiusa al nono posto.
Grande attesa anche per il debutto di Artemis SailGP, la nuova formazione svedese guidata da Nathan Outteridge. Dopo un inizio difficile – solo nona posizione nella prima prova – il team scandinavo ha trovato il ritmo giusto, con due primi posti e un secondo nelle gare successive. “Siamo partiti male ma abbiamo saputo reagire”, ha ammesso Outteridge.
A dividere la testa della classifica con Francia e Svezia c’è però la vera sorpresa della giornata: gli Stati Uniti di Taylor Canfield. Dopo una stagione 2025 deludente, chiusa all’ultimo posto, gli americani hanno mostrato una solidità inaspettata: terzo, quarto, terzo e ancora terzo nelle quattro regate disputate. “Abbiamo lavorato molto fuori dall’acqua, studiando le altre squadre”, ha spiegato Canfield. “Il vento oggi ci ha favorito e finalmente abbiamo visto i risultati”.
Tutto si deciderà domenica
Domenica andranno in scena le ultime regate della tappa australiana, dove il vento – tra i 12 e i 15 nodi – promette battaglia e sfide dure per tutti. L’attenzione sarà tutta sui tre team in testa e sulla possibile rimonta degli australiani. Ma l’incidente tra Svizzera e Nuova Zelanda resta il tema caldo del weekend: una partenza così movimentata non si vedeva da tempo nel circuito SailGP.