Salamone: una nuova era per l’integrazione tra spazio e mare

Roma, 11 novembre 2025 – L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) è ormai da tempo protagonista nel progetto Space&Blue, un’iniziativa che mira a mettere in connessione l’Economia dello Spazio con quella del Mare. Un cammino iniziato nel 2023, che per il direttore generale Luca Vincenzo Maria Salamone rappresenta una delle sfide più interessanti per la sovranità tecnologica nazionale e per lo sviluppo di nuove filiere industriali. “L’obiettivo – ha spiegato Salamone – è creare sinergie concrete tra pubblico e privato, generando valore sia per la ricerca che per il sistema produttivo”.

Space&Blue: quando spazio e mare si incontrano

In questi primi due anni, il progetto di collegamento tra Spazio e Mare ha già mostrato diverse opportunità, sia sul piano tecnologico che nella ricerca applicata. L’ASI, ha raccontato Salamone, sta preparando un bando di gara multi-tematico che coinvolgerà aziende e centri di ricerca attivi in entrambi i settori. “Vogliamo spingere la collaborazione tra tutti gli attori interessati – ha aggiunto il direttore generale – chiedendo loro di presentare piani di sviluppo chiari, con costi, tempi e benefici misurabili”.

Il bando, ancora in fase di definizione ma atteso entro il primo semestre 2026, dovrebbe finanziare la realizzazione di prototipi per l’osservazione integrata tra mare e cielo, la tutela ambientale e la gestione sostenibile delle risorse marine. “Non si tratta solo di tecnologia – ha sottolineato Salamone – ma di impatti concreti sulla vita di tutti i giorni: dal controllo della qualità delle acque alle nuove opportunità di lavoro”.

Pubblico e privato, un’alleanza che fa la differenza

Il vero motore dell’iniziativa è la collaborazione tra pubblico e privato. L’ASI punta a costruire partnership durature, non semplici progetti a spot. “Servono strumenti per un dialogo continuo tra industria, ricerca e istituzioni”, ha spiegato Salamone. Le partnership pubblico-private diventano così piattaforme per sviluppare insieme idee e innovazioni.

In questo scenario, anche aziende che fino a ora erano lontane dal settore spaziale – come quelle dell’energia, della cantieristica o della robotica – possono entrare in gioco con progetti condivisi. L’obiettivo è realizzare soluzioni nuove per osservare i mari, gestire le infrastrutture offshore e tutelare l’ambiente. “Space&Blue – ha concluso Salamone – è terreno fertile per start-up e microimprese, dalla robotica autonoma ai sensori intelligenti, fino all’intelligenza artificiale applicata ai dati marini e satellitari”.

Ricerca e innovazione per competere nel mondo

Il Libro Verde “Verso una strategia di politica industriale” pubblicato dal MIMIT a fine 2024 conferma che l’integrazione tra space economy e blue economy è una delle sfide chiave per la competitività tecnologica italiana. Salamone ha ricordato che “l’Italia può ritagliarsi un ruolo importante in Europa e nel mondo, rafforzando la propria autonomia strategica”.

Le attività finanziate dal bando ASI punteranno sia alla ricerca e sviluppo sia alla sperimentazione di nuove tecnologie. I risultati, pur restando proprietà dell’Agenzia, saranno messi a disposizione della comunità scientifica e industriale con modalità da definire. “Non vogliamo che questa integrazione rimanga solo un’idea sulla carta – ha spiegato Salamone – serve una collaborazione reale e costante”.

Task force e alleanze per spingere l’innovazione

Per dare forza al progetto, l’ASI ha creato una Task Force “Space and Blue”, incaricata di esplorare nuove forme di collaborazione tra i due mondi. Il modello scelto è quello dell’open innovation, con il coinvolgimento coordinato di enti pubblici e privati e un confronto continuo con le istituzioni nazionali e internazionali.

Nel frattempo, si stanno definendo accordi con altre realtà italiane per iniziative comuni. L’obiettivo è far nascere nuove filiere tecnologiche ad alto valore aggiunto, capaci di portare benefici sia economici che ambientali.

Una sfida per la sovranità tecnologica italiana

L’integrazione tra spazio e mare va oltre la semplice crescita economica. Per Salamone, è una questione di rafforzare l’autonomia strategica del Paese: “Solo lavorando insieme, industria, ricerca e istituzioni, possiamo garantire una vera sovranità tecnologica”. E ha concluso: “Il futuro dipende dalla capacità di unire competenze diverse per affrontare le sfide globali”.

Un percorso ancora in costruzione, ma che – nelle intenzioni dell’ASI – potrebbe segnare una svolta decisiva per il ruolo dell’Italia nei settori hi-tech.

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