Siracusa, 2 marzo 2026 – Le Saline della Riserva Naturale Orientata sono a un passo dalla sparizione. A minacciarle sono l’erosione costiera e la mancata manutenzione degli argini. È questo l’allarme lanciato ieri mattina dagli esperti durante il sopralluogo con i rappresentanti del tavolo tecnico permanente, istituito presso il Libero Consorzio Comunale, che gestisce l’area. Da quasi cinquant’anni, da quando l’attività saliniera si è fermata negli anni Ottanta, nessuno ha messo mano agli interventi necessari per proteggere le vasche dal mare. Il risultato è che più di un quarto della superficie originale è ormai sommerso dall’acqua salmastra. E questo mette a rischio l’habitat di molte specie migratorie.
Costa che arretra: le saline si stanno perdendo
«La costa si è ritirata di centinaia di metri», racconta Carmelo Iapichino, presidente della Lipu. Basta guardare lungo il perimetro della riserva per vedere quanto è cambiato l’equilibrio idraulico delle saline. Gli uccelli migratori, che qui trovavano uno degli ultimi rifugi in Sicilia, ora fanno fatica a nidificare e a sostare. «Se l’erosione va avanti così – avverte Iapichino – le saline spariranno nel giro di pochi anni». Un pericolo reale, che allarma non solo gli ambientalisti ma anche le istituzioni locali.
Le istituzioni si muovono: servono fondi per salvare le saline
Durante il sopralluogo, il presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, ha annunciato l’avvio delle pratiche per ottenere finanziamenti destinati agli interventi più urgenti. «Ripristinare le condizioni idrauliche è la priorità per salvare questo prezioso ambiente vicino a Siracusa», spiega Giansiracusa. L’idea è di intervenire sugli argini e sulle strutture di contenimento, che oggi sono compromesse dall’incuria e dall’azione del mare. Solo così, dicono i tecnici, si potrà fermare la perdita di habitat e tutelare le specie protette.
Il fiume Ciane in difficoltà: vegetazione e incendi mettono a rischio la riserva
Non è solo una questione di saline. Anche il tratto della riserva attraversato dal fiume Ciane è in condizioni critiche. Il prossimo sopralluogo, già fissato per sabato 14 marzo, sarà dedicato proprio a questa zona. Qui la mancata manutenzione ha lasciato spazio alla crescita incontrollata di vegetazione infestante, che soffoca il papiro e blocca il deflusso dell’acqua. Gli incendi degli ultimi mesi hanno peggiorato ancora di più la situazione: centinaia di piante e alberi sono andati distrutti, lasciando il posto a rovi e sterpaglie.
Degrado e rischi strutturali: la stazione di sollevamento abbandonata
«La situazione peggiora anche per l’abbandono dell’area boscata gestita dal Consorzio», ricorda Iapichino. Tra i ruderi della ex stazione di sollevamento, che potrebbe diventare un centro visite o un museo didattico, regna il degrado. Le paratie sono ormai fatiscenti e rischiano di crollare da un momento all’altro. Un cedimento del genere comprometterebbe gravemente l’equilibrio idrico e metterebbe a rischio la sopravvivenza del papiro, simbolo stesso del fiume Ciane.
Un tesoro fragile: gli esperti lanciano l’allarme
Gli esperti non nascondono la loro preoccupazione: senza interventi rapidi e coordinati, la Riserva Naturale Orientata Saline di Siracusa rischia di perdere in pochi anni gran parte del suo valore ambientale. «Serve una strategia condivisa», insiste Iapichino, «che coinvolga enti pubblici, associazioni e cittadini». Altrimenti, un patrimonio unico, fatto di biodiversità, storia e paesaggio, rischia di essere cancellato dall’indifferenza e dalla mancanza di risorse.
Il futuro delle saline: si attende il nuovo sopralluogo
Il prossimo appuntamento è fissato tra meno di due settimane. I tecnici valuteranno lo stato del fiume Ciane e presenteranno proposte per gestire la vegetazione e prevenire nuovi incendi. Intanto, tra gli argini erosi e i canneti invasi dai rovi, resta forte l’appello degli ambientalisti: «Non c’è più tempo da perdere».