Scicli, 25 dicembre 2025 – Scicli si candida a Capitale italiana del mare, un titolo appena istituito dal Ministero per le Politiche del mare che punta a mettere in luce le coste e le comunità che vivono di mare. Il dossier è stato consegnato da poche ore, segnando l’inizio di un percorso che si concluderà nel 2026, quando una giuria nazionale sceglierà il vincitore. In palio c’è un finanziamento da un milione di euro.
Scicli punta sul suo mare e sulle sue spiagge
La città siciliana, nel cuore del Ragusano, mette in campo un patrimonio costiero di 22 chilometri che va dalla Playa Grande fino a Sampieri, passando per Donnalucata e Cava d’Aliga. Spiagge di sabbia chiara, scogliere basse e le borgate marinare che hanno fatto da sfondo alla fiction Rai “Il Commissario Montalbano” sono alcuni dei punti forti messi in luce nel dossier. «Abbiamo una costa che vale la pena raccontare e proteggere», ha detto il sindaco Mario Marino durante la presentazione, ieri mattina nella sala consiliare di Palazzo Spadaro.
Il progetto, spiegano i documenti inviati al Ministero, prevede un programma annuale di iniziative dedicate alla tutela del mare e allo sviluppo sostenibile. Si parla di dragaggio dei fondali, riqualificazione del waterfront, illuminazione delle aree portuali e promozione della pesca tradizionale. «Non è solo turismo», ha sottolineato l’assessore alle Politiche del mare, Giulia Rizza, «ma un modello di crescita che coinvolge cittadini, imprese e associazioni».
La sfida con Gaeta e le altre aspiranti
Per ora l’unica altra città che ha annunciato la candidatura è Gaeta, nel Lazio. Il termine per presentare le domande scade il 20 gennaio 2026. «Sappiamo che la gara resta aperta fino all’ultimo», ammette Marino, «ma siamo convinti che la nostra storia e identità potranno fare la differenza». Il titolo di “Capitale italiana del mare” nasce proprio quest’anno, su iniziativa del Ministero guidato da Nello Musumeci, con l’obiettivo di creare una rete tra le realtà costiere più attive nella tutela e nella valorizzazione del mare.
Chi vincerà riceverà un milione di euro per portare avanti il programma presentato nel dossier. Una spinta importante, che può far partire progetti attesi da tempo. «Le priorità sono già chiare: dalla manutenzione dei moli alla creazione di percorsi naturalistici lungo la costa», ha spiegato Rizza.
La comunità si mobilita: pescatori e ambientalisti in prima linea
La candidatura ha acceso l’interesse tra residenti e operatori turistici. Ieri pomeriggio, nella piazza principale di Donnalucata, alcuni pescatori hanno commentato l’iniziativa con curiosità. «Speriamo che serva a migliorare i servizi nei porti», ha detto Salvatore, 62 anni, mentre sistemava le reti vicino al molo. Anche le associazioni ambientaliste locali sono state coinvolte nella stesura del dossier. «Abbiamo chiesto attenzione per la biodiversità marina e per la gestione dei rifiuti sulle spiagge», ha spiegato Francesca Tumino, presidente del circolo Legambiente Scicli.
Il piano prevede anche attività di sensibilizzazione nelle scuole e il coinvolgimento delle università siciliane per monitorare la salute dei fondali. «Solo con l’aiuto di tutti possiamo pensare a un futuro diverso per il nostro mare», ha concluso Tumino.
Verso la scelta finale: cosa succede adesso
Nei prossimi mesi il Ministero esaminerà i dossier delle città in gara. Una commissione tecnica valuterà i progetti secondo criteri come la sostenibilità ambientale, l’impatto sociale ed economico e la capacità di coinvolgere la comunità. La proclamazione della prima “Capitale italiana del mare” è attesa per la primavera del 2026.
Intanto a Scicli si respira un clima di attesa e speranza. «Abbiamo fatto il possibile per raccontare al meglio la nostra costa», dice il sindaco Marino. «Ora aspettiamo il verdetto, ma qualunque sarà il risultato, continueremo a lavorare per valorizzare il nostro mare».