Scicli, 29 dicembre 2025 – Scicli si candida a diventare la prima Capitale del mare italiana, puntando su ventidue chilometri di costa e su un legame profondo con il territorio. Questa mattina, dal municipio, il sindaco Mario Marino ha presentato i dettagli dell’iniziativa, promossa dal Ministero per la Protezione Civile e le Politiche del Mare insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’obiettivo, ha spiegato Marino, è semplice: “Valorizzare il patrimonio marittimo, promuovere la sostenibilità e rafforzare il senso di comunità”.
Scicli e il mare: un riconoscimento nazionale in arrivo
Il progetto per la Capitale del mare italiana nasce all’interno del Piano del Mare 2023-2025 e si allinea con le strategie europee sull’economia blu e la tutela delle coste. Dal 2026, il Comune che riceverà il titolo avrà a disposizione un milione di euro per realizzare un programma di attività annuali. Il bando, uscito a metà dicembre, mette sul piatto requisiti chiari: valorizzare i beni marittimi, promuovere comportamenti a favore dell’ambiente e coinvolgere le comunità locali.
A Scicli la notizia ha subito acceso entusiasmo. “Questa è una grande opportunità – ha detto il vicesindaco Caterina Occhipinti – per mettere insieme le nostre risorse e avviare progetti concreti”. Il dossier di candidatura, presentato ieri sera in consiglio comunale, si chiama “Scicli, le sue borgate, il mare”. Racconta la storia e il futuro della città attraverso il filo dell’acqua.
Le borgate marinare: il cuore della sfida
Al centro della proposta ci sono le quattro borgate marinare: Donnalucata, Sampieri, Cava d’Aliga e Playa Grande. Luoghi che, come ha ricordato il sindaco Marino, “racchiudono storia, tradizioni e lavoro”. Tra muretti a secco e barche tirate a riva all’alba, si respira ancora l’identità vera della comunità sciclitana. Non solo turismo estivo: anche d’inverno i pescatori lavorano con metodi tradizionali e le associazioni locali organizzano attività di educazione ambientale per i ragazzi.
Nel dossier si legge che le borgate saranno protagoniste di progetti pilota: dalla pulizia dei fondali alle campagne contro la plastica in mare, fino a itinerari culturali legati alla pesca e alla cucina tipica. “Vogliamo coinvolgere tutti – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Giovanni Caruso – dai residenti ai turisti, passando per imprese e scuole”.
Sostenibilità e partecipazione: la chiave del progetto
La candidatura di Scicli punta molto anche sulla sostenibilità ambientale e sulla partecipazione diretta. Il piano annuale prevede azioni concrete: controlli sulla qualità delle acque, raccolta differenziata sulle spiagge e incentivi per la mobilità dolce lungo la costa. Un ruolo fondamentale sarà affidato ai comitati di borgata e alle associazioni ambientaliste, coinvolti per definire le priorità.
“Solo lavorando insieme si possono raggiungere risultati duraturi”, ha detto il presidente del comitato di Donnalucata, Salvatore Giannone. La sfida è grande: ridurre l’impatto delle attività umane sull’ecosistema marino senza mettere in crisi l’economia locale. Il Comune punta anche su nuove forme di turismo responsabile e sulla valorizzazione dei prodotti ittici a chilometro zero.
Un’occasione concreta per il territorio
Se Scicli dovesse vincere nel 2026, il milione di euro servirà a finanziare eventi culturali, laboratori per le scuole, campagne di sensibilizzazione e lavori sulle infrastrutture. “Non è solo una vetrina – ha sottolineato il sindaco Marino – ma un investimento reale per il futuro della nostra terra”.
La candidatura ha trovato il favore anche delle imprese locali. Maria Grazia Tumino, presidente della cooperativa dei pescatori di Sampieri, ha detto: “Questa iniziativa può dare nuova energia all’economia del mare e creare opportunità per i giovani”. Nel paese si respira già un clima di attesa: nelle piazze delle borgate si discute delle possibili ricadute, tra chi spera in nuovi posti di lavoro e chi teme che i fondi possano cambiare l’anima dei luoghi.
Adesso la parola passa alla commissione ministeriale che valuterà i dossier presentati dai Comuni. Scicli ci crede. “Abbiamo tutte le carte in regola”, ha concluso Marino. Qui il mare non è solo uno sfondo: è parte viva della città.