Dallas, 27 gennaio 2026 – Un ex assistente di volo canadese, Dallas Pokornik, è stato arrestato a Panama e poi estradato negli Stati Uniti. Il 20 gennaio si è presentato davanti al tribunale federale delle Hawaii, dove ha negato ogni addebito. Secondo le autorità, tra il 2019 e il 2023 avrebbe usato documenti falsi per ottenere centinaia di biglietti aerei gratis da almeno tre compagnie americane, spacciandosi per pilota o dipendente. Una storia che mette in discussione la sicurezza nei controlli del mondo dell’aviazione civile.
L’arresto e le accuse: come avrebbe agito Pokornik
Pokornik, 33 anni, di Toronto, lavorava come assistente di volo per una compagnia canadese dal 2017 al 2019. Finito il rapporto di lavoro, secondo gli inquirenti, avrebbe continuato a usare un badge aziendale falso per accedere ai vantaggi riservati al personale di volo. Gli atti del tribunale federale delle Hawaii parlano di una truffa durata almeno quattro anni.
I nomi delle compagnie coinvolte non sono stati resi noti, ma si fa riferimento a vettori con base a Honolulu, Chicago e Fort Worth. Hawaiian Airlines, attraverso un portavoce, ha detto che non commenta cause in corso. United Airlines e American Airlines, invece, non hanno risposto alle richieste di spiegazioni dell’Associated Press.
Gli esperti non ci credono: “Come ha fatto a non farsi scoprire?”
La notizia ha lasciato di sasso molti addetti ai lavori. John Cox, pilota in pensione e consulente per la sicurezza aeronautica in Florida, ha definito il caso “sorprendente”, soprattutto per le verifiche incrociate che di solito vengono fatte. “L’unica spiegazione è che non risultasse più come ex dipendente,” ha detto Cox al telefono. “Così, ai controlli, veniva visto ancora come dipendente valido.”
Le compagnie aeree si basano su database condivisi per controllare lo status dei membri dell’equipaggio che viaggiano con altri vettori. Un badge scaduto o falso dovrebbe saltare subito all’occhio. Eppure, dalle carte del tribunale emerge che Pokornik è riuscito a passare inosservato per anni.
Come si controlla il personale di volo
Di solito, piloti e assistenti di volo passano i controlli in aeroporto con una tessera chiamata “Known Crew Member”, collegata a un database con foto e dati personali. Oltre al badge aziendale, serve anche un documento d’identità ufficiale. Bruce Rodger, pilota di linea e consulente, spiega che questo sistema vale solo per i viaggi di lavoro: “Se un membro dell’equipaggio viaggia per piacere, non può usare il sistema Known Crew Member.”
Quando viaggiano per svago, possono comprare biglietti a prezzo ridotto o chiedere un posto nei “jump seat”, quei sedili extra in cabina di pilotaggio o tra i passeggeri. Però, per salire nel jump seat in cabina di pilotaggio serve sempre il permesso del comandante, e non è permesso per viaggi non ufficiali.
Le falle nel sistema e i casi famosi
I procuratori dicono che Pokornik avrebbe chiesto più volte di usare il jump seat nella cabina di pilotaggio, un privilegio solitamente riservato ai piloti fuori servizio o a personale autorizzato. Non è chiaro se ci sia mai riuscito davvero: la Procura di Honolulu non ha voluto rispondere.
Il caso ricorda molto la storia di Frank Abagnale, il truffatore che si fingeva pilota negli anni Sessanta, raccontata nel libro e nel film “Catch Me If You Can”. Da allora le regole sono state rafforzate, soprattutto dopo l’11 settembre 2001.
Le reazioni delle compagnie e le domande che restano
Porter Airlines, compagnia canadese di Toronto, ha detto via email di non poter confermare nulla. Air Canada ha chiarito che Pokornik non risulta tra i suoi ex dipendenti. Intanto, l’avvocato difensore ha scelto di non commentare.
Resta il mistero: come ha potuto aggirare per così tanto tempo i controlli interni e i database federali? Una domanda che, sottovoce, molti operatori del settore si continuano a fare anche oggi.