Brindisi, 6 novembre 2025 – Sequestrati in un ristorante del centro di Brindisi numerosi “limoni di mare” durante un controllo della Guardia Costiera nella mattinata di domenica 2 novembre. Il titolare è stato denunciato a piede libero: la raccolta, la detenzione e la vendita di questi frutti di mare sono infatti vietate dalla legge. L’operazione fa parte di una più ampia campagna di controlli sulla filiera ittica avviata da settimane lungo tutta la costa adriatica.
Ristorante nel mirino: sequestrati i “limoni di mare”
Poco dopo le 10 del mattino, gli uomini della sezione unità e mezzi navali della Capitaneria di Porto hanno fatto irruzione nel locale. Nei frigoriferi hanno trovato diversi esemplari di Microcosmus sabatieri, i cosiddetti “limoni di mare”. Si tratta di specie protette da normative regionali e nazionali. “I frutti di mare erano conservati in modo non conforme”, ha raccontato uno degli agenti. Subito è scattato il sequestro e l’allarme ai veterinari della Asl.
I veterinari: prodotto non sicuro, va distrutto
Il controllo è proseguito sotto l’occhio attento del personale veterinario del Siav B della Asl di Brindisi, che ha certificato la specie e dichiarato i “limoni di mare” non idonei al consumo per motivi sanitari. Tutti gli esemplari sono stati sequestrati, distrutti e rigettati in mare seguendo le procedure previste. “Non c’erano le condizioni minime per garantire la sicurezza alimentare”, ha spiegato uno dei veterinari. La presenza di questi frutti di mare nei menu, secondo gli esperti, rappresenta un pericolo sia per la salute dei consumatori sia per l’ecosistema marino.
Denunciato il titolare: violata la legge
Il titolare del ristorante è stato denunciato a piede libero. Le norme di riferimento – l’ordinanza regionale n. 930 del 30 dicembre 2004 e il decreto legislativo 9 gennaio 2012 n. 4 – vietano chiaramente la raccolta, la detenzione e la vendita dei “limoni di mare”. Queste regole sono nate per proteggere le specie marine a rischio e assicurare la tracciabilità dei prodotti destinati al consumo. “Chi infrange queste disposizioni rischia sanzioni penali e amministrative”, ha ricordato una fonte della Capitaneria.
Capitaneria di Porto: “Controlli non si fermano”
Il comandante della Capitaneria di Brindisi, capitano di vascello Luigi Amitrano, ha assicurato che i controlli continueranno su tutto il territorio. “Vogliamo garantire il rispetto delle norme che tutelano consumatori e filiera ittica”, ha detto. L’attenzione resta alta soprattutto sulle attività di ristorazione e vendita al dettaglio di prodotti ittici.
Come segnalare irregolarità
Per denunciare comportamenti sospetti o irregolarità nella vendita di prodotti ittici, la Guardia Costiera ricorda che è attivo 24 ore su 24 il centralino della sala operativa (0831/521022) e la casella email cpbrindisi@mit.gov.it. Per le emergenze in mare, restano validi i numeri 112 e 1530. “La collaborazione dei cittadini è fondamentale”, ha ribadito Amitrano, invitando chiunque noti situazioni strane a rivolgersi subito alle autorità.
Un allarme in crescita
Negli ultimi mesi, dicono fonti investigative, sono aumentate le segnalazioni sulla presenza di “limoni di mare” nei menu dei ristoranti pugliesi. Un fenomeno che preoccupa per l’impatto sull’ambiente e i rischi per la salute pubblica. Gli operatori del settore sono stati più volte richiamati a rispettare le regole: “Non possiamo permettere che pratiche illegali mettano a rischio il nostro mare e i consumatori”, ha concluso un rappresentante della Guardia Costiera.
L’episodio di Brindisi si inserisce in un quadro più ampio di controlli e sensibilizzazione, con l’obiettivo – ribadito dalle autorità – di proteggere ambiente, legalità e sicurezza alimentare lungo tutta la costa adriatica.