Massa, 28 febbraio 2026 – Qualunque sarà l’esito della candidatura di Massa a Capitale italiana della Cultura 2028, la città ha già scelto una strada ben precisa: puntare sui cammini, sul turismo lento e sull’esperienza vera del territorio. Una scelta che, spiegano dal Comune, nasce da una collaborazione stretta con il Club del Territorio del Touring Club Italiano, con la guida e scrittrice Roberta Ferraris e con l’associazione Camminando con le Civette. L’obiettivo? Creare una rete di percorsi che sappia valorizzare l’identità apuana, unendo mare, montagna, storia, enogastronomia e comunità locali.
Massa si racconta a passo lento
Non si parte da zero. Massa è già attraversata da itinerari famosi come la Via Francigena, la Via Vandelli e la Via del Volto Santo. Percorsi che da tempo attirano camminatori italiani e stranieri. Ora però la sfida è un’altra: costruire una rete di cammini territoriali che racconti davvero l’unicità della provincia e distribuisca in modo più equilibrato i flussi turistici. “Vogliamo che ogni visitatore possa scoprire non solo i luoghi più noti, ma anche quelli meno battuti”, ha detto un portavoce del Comune durante l’ultimo incontro con le associazioni locali.
Progetti concreti, nuovi sentieri
Diversi progetti sono già pronti per partire nei prossimi mesi. Il più ambizioso è il “Cammino dal mare al marmo ai castelli”: cinque giorni a piedi dalle spiagge del litorale alle cave di marmo, fino ai borghi fortificati dell’entroterra. Un viaggio che attraversa storia e paesaggio apuano, passando per località come Marina di Massa, le cave di Carrara e i castelli di Fosdinovo e Massa. In parallelo si sta sviluppando il “Cammino delle acque apuane”, tre giorni dedicati a sorgenti, torrenti e forre che segnano il territorio.
Tra vino, tradizioni e storia
Al centro di due itinerari distinti c’è la valorizzazione del vino e delle tradizioni rurali: il “Cammino del Candia Lunigiana” e il “Cammino del Candia Massese”, entrambi strutturati in quattro tappe tra vigneti, cantine e paesaggi modellati dalla mano dell’uomo. Non manca un percorso dedicato alla storia militare e medievale: il “Cammino dei Castelli Apuani”, tre giorni tra rocche, torri e antiche vie di collegamento. A completare l’offerta, il “Cammino enogastronomico apuano”, pensato per chi vuole unire trekking e degustazioni in un’esperienza a tutto tondo.
Esperienze anche per chi ha poco tempo
Non solo cammini lunghi. Il Comune sta lavorando anche a esperienze giornaliere, costruite intorno ai prodotti tipici del territorio. Degustazioni, laboratori, escursioni brevi a tema: un ventaglio di attività pensato per agenzie di viaggio e strutture ricettive. “Vogliamo che anche chi si ferma solo un weekend possa vivere Massa in modo autentico”, ha raccontato Roberta Ferraris durante una visita alle cantine del Candia.
Turismo lento, un’opportunità per tutti
La strategia è chiara: trasformare il turismo lento in una fonte di reddito stabile. I cammini creano un indotto che coinvolge guide, ristoratori, agriturismi, piccoli produttori e strutture ricettive. Ogni nuovo percorso diventa un’occasione per far conoscere aree meno frequentate e sostenere le comunità locali. “È un modo per promuovere un modello di accoglienza sostenibile”, ha sottolineato il presidente del Club del Territorio del Touring Club Italiano.
Guardare al futuro con calma e attenzione
Il lavoro fatto finora è già un patrimonio per la provincia. Una visione che mette al centro il territorio e le sue storie, con la convinzione che i cammini non siano solo sentieri ma un modo diverso di guardare avanti. Passo dopo passo, tra mare e montagna, Massa prova a costruire una nuova identità turistica: più lenta, più autentica, più vicina alle persone che la vivono ogni giorno.