Ginevra, 4 gennaio 2026 – In una mattina gelida sulle Alpi svizzere, i vigili del fuoco si sono fermati davanti ai resti anneriti del resort di Crans-Montana per rendere omaggio alle vittime dell’incendio mortale che ha devastato la nota località sciistica nella notte di Capodanno. Un momento silenzioso e carico di emozione, con autorità e abitanti del posto raccolti in un abbraccio di rispetto e cordoglio. Le fiamme, divampate poco dopo la mezzanotte del 1° gennaio, hanno causato decine di morti e oltre cento feriti, tra cui almeno quattordici italiani.
Crans-Montana sotto choc per la tragedia
Ieri mattina, la comunità di Crans-Montana, nel Canton Vallese, si è svegliata travolta da una tragedia che ha scosso tutta la regione. L’incendio è partito da un’ala del resort “Les Cimes Blanches”, come hanno raccontato i primi soccorritori, e si è diffuso rapidamente, spinto dal vento e alimentato da materiali facilmente infiammabili. “Abbiamo sentito un boato e poi tutto è stato avvolto dalle fiamme”, ha detto Marie-Louise Favre, una residente che vive qui da oltre vent’anni. I vigili del fuoco sono arrivati intorno alle 00:20 e hanno lottato per ore contro il fuoco, il fumo spesso e il freddo pungente.
Il duro bilancio delle vittime e i soccorsi
La polizia cantonale parla di almeno 30 morti confermati e più di 100 feriti, molti in condizioni serie. Tra questi ci sono anche diversi turisti italiani: la Farnesina ha confermato che 14 connazionali sono rimasti coinvolti e sono ricoverati negli ospedali di Sion e Losanna. L’identificazione delle vittime è ancora in corso. “Stiamo lavorando senza sosta per dare un nome a chi non c’è più”, ha detto il portavoce della polizia, Jean-Luc Morand. Sul posto sono arrivate squadre speciali da tutto il Vallese e dal vicino Canton Vaud.
Incendio, si cercano le cause
Le autorità hanno aperto un’inchiesta per capire cosa abbia scatenato l’incendio. Le prime ipotesi parlano di un rogo partito dalla cucina al piano terra, forse a causa di un corto circuito o di una distrazione durante i festeggiamenti di Capodanno. “Non escludiamo nessuna pista”, ha detto il procuratore cantonale Pierre-Alain Roux. Gli investigatori stanno rivedendo i filmati delle telecamere interne e sentendo testimoni tra il personale e gli ospiti sopravvissuti. Solo nei prossimi giorni si potrà avere un quadro più chiaro.
Solidarietà e cordoglio dalle istituzioni
Il presidente svizzero Alain Berset ha espresso “profondo dolore” per quanto successo a Crans-Montana e ha promesso tutto il sostegno alle famiglie colpite. Anche dall’Italia sono arrivati messaggi di vicinanza: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che “la Farnesina segue con attenzione la situazione e garantisce assistenza ai cittadini italiani coinvolti”. Nel pomeriggio di ieri, una delegazione del Consolato italiano a Ginevra si è recata sul luogo della tragedia per incontrare feriti e famiglie.
Un omaggio silenzioso tra le macerie
Poco dopo le 10 del mattino, i vigili del fuoco hanno deposto una corona di fiori davanti all’ingresso del resort ormai distrutto. Nessun discorso, solo il suono sommesso delle sirene in segno di rispetto. Alcuni residenti hanno acceso candele e lasciato biglietti scritti a mano: “Non vi dimenticheremo”, si leggeva su uno di questi, appoggiato sulla neve sporca. La scena, raccontano i presenti, era carica di emozione. “In momenti come questi ci si sente tutti parte della stessa famiglia”, ha confidato uno dei pompieri, visibilmente commosso.
La stagione sciistica in pausa, il turismo sotto choc
L’incendio ha già avuto ripercussioni sulla stagione turistica. Molti alberghi hanno deciso di chiudere temporaneamente, mentre le piste sono rimaste off limits per permettere le indagini e garantire la sicurezza. Gli operatori del settore parlano di un “momento difficile”, ma ribadiscono che ora la priorità è aiutare le persone colpite. “Ci rialzeremo insieme”, ha detto il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud.
Mentre le indagini vanno avanti e la comunità cerca di superare il dolore, resta forte il senso di solidarietà che unisce residenti, soccorritori e turisti. Tra neve e silenzio, Crans-Montana prova a ritrovare un po’ di normalità.